WLOG – Tank Duel

Poche immagini rievocano alla mente la Seconda guerra mondiale più dei titanici duelli tra i carri armati tedeschi e sovietici sul Fronte Orientale.

Con le sue carte e le sue frenetiche partite, Tank Duel vi ci porta dentro, senza alcun compromesso in termini di realismo. Buona fortuna: ne avrete bisogno…

C’era una volta un gioco di carte, Up Front, che riuscendo a rappresentare la tensione, l’imprevedibilità e il dinamismo degli scontri a fuoco di fanteria della Seconda guerra mondiale altrettanto bene se non meglio di altre simulazioni molto più complesse divenne ben presto un oggetto di culto. Gli autori di Tank Duel devono averci giocato e averlo amato davvero tanto, pensando che in effetti se ne poteva fare una versione incentrata sui carri armati, magari unendola al rigore balistico di munizionamento e tiri a distanza fiore all’occhiello della splendida serie Panzer, e perché no, buttandoci dentro una generosa dose di azione alla World of Tanks.

Il risultato lo abbiamo di fronte a noi: un gioco da due a otto giocatori con partite che durano intorno a un’ora e mezza, e per di più dotato anche di un robusto sistema di automa (Robata) che vi permetterà di giocarlo come solitario o come cooperativo. Diversi gli scenari forniti, ma anche grandi possibilità di personalizzazione a partire dai terreni (capirete ben presto perché i carristi odiano combattere dentro i centri abitati), con i supporti della fanteria e anche alcune battaglie storiche. Ma soprattutto un generale senso di claustrofobia e di impotenza di fronte al caos del campo di battaglia, visto attraverso una sottile fessura nello scafo o un malfermo periscopio da torretta.

Scordatevi le grandi mappe, le manovre elaborate e le manovre al centimetro… qui lotterete da subito per sopravvivere, pregando di incontrare uno spazio alberato in cui rifugiarvi e che da dietro quella casa all’orizzonte non sbuchi all’improvviso la lunga sagoma di un cannone nemico.

Di questo parleremo nel nuovo episodio di WLOG.

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