WLOG – Undaunted: Normandy

WLOG – Undaunted: Normandy

Un wargame che è riuscito a farsi notare anche al di fuori della solita cerchia di appassionati, suscitando reazioni contrastanti. È Undaunted: Normandy, e ne parliamo in questa puntata.

Prendete una delle meccaniche più classiche dell’eurogame, ossia il deck building con la sua costruzione pianificata dalla propria mano di carte. Lasciate stare ambientazioni generiche o fantastiche, e usatelo invece per entrare in uno dei campi per eccellenza della simulazione tradizionale, la rappresentazione tattica degli scontri tra piccole unità nella Seconda guerra mondiale. E fatelo non con l’obiettivo di creare un “giochino”, ma un titolo serio e con grandi ambizioni per il futuro. Un gioco che nel bene e nel male non poteva passare inosservato, e infatti…

Undaunted: Normandy ha suscitato grande interesse praticamente fin dal primo giorno della sua uscita, risultando singolarmente attrattivo anche per fasce di giocatori (giovani e perfino ragazze!) che da decenni tendevano a rimanere lontani dal wargame classico. C’è riuscito con una presentazione certo accattivante, ma anche e soprattutto grazie a un sistema di regole molto intuitivo che sfrutta elementi canonici di altri tipi di giochi più diffusi. Per farlo, però, ha dovuto adottare determinate astrazioni che ad alcuni proprio non sono andate giù.

È dunque questa la strada per il wargame del futuro?

Ne parliamo su WLOG, dando conto degli ultimi interventi di un dibattito molto acceso, le cui conclusioni probabilmente definiranno l’evoluzione di un intero settore ludico per molti anni.

Riccardo Masini

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