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TTGames: Orchard

TTGames: Orchard

Nel frutteto da 9 carte di Orchard dovremo far crescere tre tipi di alberi diversi per ottenerne i frutti: mele, pere e susine. Ma attenzione perché la frutta potrebbe marcire…

Orchard - Scatola e materiali

Orchard è un piccolo gioco in solitaria a tema ortofrutticolo per giocatori dai 14 anni in su e della durata approssimativa di 10 minuti.
Ideato ed illustrato da Mark Tuck, un graphic designer che crea giochi in Print&Play per passione (Orchard ha vinto il Golden Geek Award nel 2018 per miglior gioco PnP), è edito in Italia da Gate On Games.
Scopo del gioco è quello di piazzare sul tavolo una combinazione di 9 carte frutteto, sovrapponendole secondo certe regole in modo da generare punti frutta. Tali punti saranno conteggiati piazzando dadi differentemente colorati sulle carte stesse.

Orchard – Parole chiave

Solitario: Orchard è un gioco in solitaria, ma contiene alcune regole che permettono di giocarlo in combinazione con più persone (ognuna con una copia del gioco).
Piazzamento carte: in Orchard l’azione principale è il piazzamento delle carte Frutteto per creare le condizioni di guadagno dei punti.
Combinazione ed estensione: in Orchard le carte vengono giocate sul tavolo creando combinazioni e una configurazione che si espande visivamente.
L’importanza dello schema: in Orchard le carte giocate formano via via una configurazione che influenzerà le giocate successive.
Astratto: Orchard ha una meccanica di “crescita” che richiama un po’ il mondo dei frutteti, con gli alberi che crescono e aumentano i loro frutti, frutti che alla fine vengono raccolti. Ma il gioco rimane fondamentalmente un astratto.

La scatola è molto contenuta (75x100xh30 mm) ma ha pareti spesse ed è “a estrazione”, tipo scatola di fiammiferi. Contiene i seguenti componenti:

(1) Regolamento: un libriccino di 12 pagine molto chiaro e ben organizzato;
(2) 18 Carte Frutteto: le carte misurano 63×88 mm ed hanno una buona finitura. Sul fronte hanno le immagini di 6 chiome di alberi e un numeretto al centro che serve solo nelle partite a più giocatori;
(3) 15 dadi speciali a 6 facce: sono divisi in tre gruppi da 5 per rappresentare i diversi tipi di frutta, Mele (rossi), Pere (gialli) e Susine (viola). Non vengono lanciati: il loro scopo è semplicemente indicare il numero di frutti per ciascuna chioma sovrapposta: una faccia indica 1, una 3, una 6 e una un cesto di frutta (10), mentre le altre due il disegno, puramente decorativo, di una fogliolina.
(4) 2 Segnalini Frutta marcia: sono di legno e di colore nero, e vengono usati nel corso del gioco per indicare la sovrapposizione di due chiome diverse (danno punti negativi).

Setup

  • Si mescolano le 18 carte e se ne estrae un mazzo coperto di 9 carte. Le altre si rimettono nella scatola.
  • Si pesca la prima carta e la si piazza, scoperta, al centro del tavolo (quello è il punto di partenza del nostro frutteto)
  • Si pescano 2 carte per formare la nostra mano iniziale.

Flusso di gioco

Il turno del giocatore si svolge in tre step, in ordine:

  1. Giocare una carta: si piazza una carta sul tavolo in modo che chiome dello stesso colore si sovrappongano. E’ il solo modo per macinare punti. Va da se che il modo in cui vengono piazzate le carte influenzerà il modo in cui potremmo piazzare le successive, quindi un minimo di programmazione sarebbe necessaria (anche se la presenza di una sola carta in mano la rende molto limitata).
  2. Piazzare dadi sulle chiome sovrapposte o incrementare quelli già presenti: quando si sovrappongono chiome dello stesso colore, si pone su ogni chioma un dado dello stesso colore con il lato 1 visibile. Ogni volta che, successivamente, la chioma è di nuovo coperta da un’altra dello stesso colore, il dado si trasferisce sulla nuova chioma incrementandone il valore di una faccia (da 1 a 3, da 3 a 6, da 6 a 10 max). Attenzione che se si sovrappongono due chiome di colore diverso, non vi si piazzano dadi ma il segnalino Frutta marcia (che sostituisce un eventuale precedente dado presente sulla chioma) e da quel momento non è più possibile sovrapporvi chiome; è possibile sovrapporre un massimo di 2 chiome diverse per partita.
  3. Pescare una carta: se ve ne sono ancora nel mazzo, il giocatore pesca una carta per ripristinare la sua mano di 2.

Termine della partita: quando un giocatore non può più piazzare carte in modo che almeno una chioma possa sovrapporsi (o perché non ne ha più in mano) la partita termina e si procede alla somma di tutti i risultati dei dadi visibili. Dal totale si sottrae 3 per ogni segnalino Frutta Marcia in gioco. Nel libretto è presente una tabella per valutare la propria abilità di frutticoltore.

Partita multigiocatore

La partita in più giocatori presuppone che ognuno abbia una copia del gioco.

Setup e svolgimento sono i medesimi di una partita in solitario, con la differenza che qui si sceglie un mazziere (detto il Fruttivendolo) che piazza la prima carta e pesca le due carte della mano dichiarandone il numerino riportato al centro: a quel punto gli altri cercano nei loro mazzi le stesse carte in modo che tutti peschino sempre la stessa carta.

Ovviamente vince chi fa più punti.

Facilità di apprendimento: ha una curva di apprendimento molto alta, dato che le regole sono semplici e gli elementi pochi. Il gioco è molto veloce, quindi la semplicità non è sinonimo di “noia”.

Scalabilità: nonostante le sue regole per più giocatori, lo definirei più un “solitario di gruppo”, dove ognuno fa il suo gioco, con una sua copia del gioco, e alla fine si vede chi è stato più bravo. Direi che tecnicamente non è scalabile, nella pratica ci può giocare un numero indeterminato di giocatori.

Variabilità/Longevità: il gioco ha una buona variabilità poiché la combinazione di carte con cui si intavolerà il gioco varierà sempre (se ne usano di volta in volta solo 9). Inoltre l’astrattezza del gioco e la sua velocità aiutano a garantirne anche una buona longevità.

Interazione: nessuna… è un solitario, con chi dovreste interagire? C’è un’interazione minima nel gioco di gruppo, ma limitatamente alla pesca della stessa carta… se si può chiamare interazione.

Mi è piaciuto? Direi di . E’ un gioco molto compatto e molto semplice da intavolare ovunque (oddìo… non proprio ovunque ma ci siamo capiti). E’ un solitario colorato e veloce, adatto a passare un po’ il tempo mentre si sta aspettando la pasta che cuoce o si sta assistendo ad un programma televisivo e si vuole qualcosa di poco “impegnativo”, che ti rilassi un po’ la mente. Con questo non voglio dire che sia banale, anzi, è carino che ti si sviluppi sul tavolo e veda “crescere” il tuo raccolto. Non mi sono pentito di averlo acquistato e il suo prezzo di 15,00 Euro circa mi sembra adeguato per la qualità dei materiali e l’esperienza di gioco.


Trovate questo bel solitario nel frutteto di MagicMerchant.it

Luca "Il ludografico"

Il Ludografico (all'anagrafe Luca Canese) è un graphic designer e modellista, con una passione smodata per i giochi da tavolo, i libri, la storia antica, i boschi, gli orsi, gli unicorni, i giochi di Ryan Laukat, le opere di Paolo Chiari e i libri pop-up di Robert Sabuda. Scrive articoli bizzarri su vari aspetti del mondo dei GdT, realizza recensioni grafiche (le Ludografiche) dei giochi che ha provato, crea giochi sotto l'egida della LuxLu GD (con il suo collega Luigi Maini), lavora come grafico freelance per le aziende e agenzie, collabora con lo studio Labmasu come progettista di organizers per giochi da tavolo e con la 4Grounds per la progettazione di navi di legno. E trova pure il tempo per giocare e badare alla sua casa. Consumato (e a volte scostumato) master e giocatore di GdR, passa da Eberron agli oscuri miti lovecraftiani con nochalance, mentre la sua casa è invasa (oltre che da libri fantasy, di illustrazioni, di storia, Funko Pop e altre cose strane) da miniature dipinte e non dei più svariati giochi.

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