Lo spacciagiochi – K3

Lo spacciagiochi – K3

Preparatevi a scalare uno degli Ottomila o… beh, forse non esattamente. Oggi saliamo sul K3 con uno degli astratti di Helvetiq.

Il regolamento introduce il K3 come nome alternativo del Broad Peak, alto 8051 metri sul livello del mare, una delle 14 cime che superano gli ottomila metri, appunto. Cercando un po’ di informazioni su Internet, tuttavia, secondo alcune fonti, K3 sembrerebbe il nome del Gasherbrum IV (7925m). Se tu, che stai leggendo, mi saprai dirimere questo guazzabuglio di nomenclature, avrai la mia gratitudine.

Immagino che qualcuno si starà chiedendo: ma stiamo parlando di un gioco da tavolo o di un documentario su Messner? (Sapevate che è stato lui il primo a scalare tutti e 14 gli Ottomila?) Immagino anche che un sacco di gente abbia già saltato l’introduzione a questo punto, ma volevo essere preciso.

K3 in una riga

Autore: Philippe Proux | Giocatori: 2-4 | Durata: 15-0 | Età: 8+ | Editore: Helvetiq

Nella scatola

La scatola è un simpatico cubotto che non saprete dove infilare sullo scaffale, ma è molto grazioso da vedere. Color giallo caldo, grafica minimale e il nuovo logo di Helvetiq sul fondo.

All’interno troverete il regolamento e un bel sacchetto di stoffa con 55 segnalini in legno a base esagonale (d’ora innanzi “pezzi”). Tutto qui, ma basta e avanza.

Il gioco

K3 è uno dei classici giochi Helvetiq: pochi materiali, ma di qualità e meccaniche interessanti.

All’inizio della partita andremo a posizionare dinnanzi a noi un certo numero di pezzi a formare una monagna a piramide, con i pezzi rimasti andremo invece a costruire il primo livello di una montagna comune che rappresenta proprio il K3 che stiamo scalando.

Le prime volte costruiremo la piramide più o meno a caso, ma con il passare del tempo inizieremo a capire (almeno a grandi linee) come non scavarci la fossa da soli sin dal setup.

Il K3

Lo scopo del gioco è proprio quello di liberarsi di tutti i propri pezzi, posizionandoli sulla montagna comune, seguendo alcune semplici regole.

  • Un pezzo può essere prelevato dalla propria montagna se è libero (non ha pezzi che lo sovrastano).
  • Un pezzo colorato può essere collocato sul K3 solamente se almeno uno dei due segnalini sotto di esso ha lo stesso colore o uno dei due è di colore neutro. I pezzi neutri (color legno) sono jolly, giocateveli bene: potete metterli dove vi pare, ma chi gioca dopo di voi avrà più facilità a posizionare un pezzo.
  • Giocare un pezzo bianco non ha conseguenze sul K3, scartatelo semplicemente: vi servirà a prendere tempo quando le cose si mettono male.
  • Se non potete piazzare un pezzo sul K3, avete perso.

Alla fine, come Highlander, ne rimarrà soltanto uno e quella persona avrà vinto la partita.

C’è una regola che va a scardinare il flusso del gioco, ed è la penalità che dovrete pagare quando andrete a posizionare un pezzo sopra due pezzi dello stesso colore: chi gioca prima di voi può rubarvi un pezzo e tenerlo accanto alla propria montagna. I pezzi ottenuti in questa maniera sono sempre liberi e costituiscono un considerevole aiuto nel proprio turno. Ricordate che se non potete piazzare un pezzo siete eliminati dal gioco? Vale anche se la vostra montagna è vuota!

Nella foto qui sotto, vedete come siamo stati scarsi nel costruire la nostra piramide iniziale: a un certo punto ci siamo trovati impossibilitati a salire il K3 senza incorrere in penalità a raffica.

Partita a K3
Il K3 e i resti della piramide da cui prelevare i pezzi da posizionare.

La variante cooperativa

K3 ha anche una variante cooperativa, che però ho provato solo in due un paio di volte ed è tutt’altro che banale. La difficoltà in più partecipanti penso sia abbastanza proibitiva, dato che sarà necessario raggiungere la cima insieme, se anche solo una delle persone non riuscirà a posizionare un pezzo sul K3 sarà eliminata e tutta la squadra avrà perso. In questo caso, la “penalità” che consente di prendere un pezzo dalla piramide di chi ci segue nell’ordine di turno diventa un interessante espediente per scambiarsi pezzi.

Conclusioni

K3 è diventato un gioco di quelli che porto in giro, qualche volta, se so che sarà già tanto fare una partita da 10 minuti. Certo, è probabile che K3 non diventerà mai un astratto di culto, ma io l’ho trovato davvero piacevole. Impegnativo, ma non da fare fumare il cervello, rapido da preparare, rapido da spiegare, rapido da affrontare.

Come in tutti i giochi di questo tipo, chi è alle prime armi ha una marcia in meno di chi ha già giocato qualche partita, ma non ho visto un divario così netto, essendo il gioco molto intuitivo.

La vera difficoltà, almeno per la prima partita, è costruire la propria piramide da smontare, ma dato che costruire male la piramide porta a una repentina conclusione della partita dopo pochi pezzi posizionati, non è un grosso problema: tutto nel sacchettino e si riparte.

K3 costa una ventina di euro e lo trovate su MagicMerchant.it.

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