Verso Play 2023 – Giochix

Verso Play 2023 – Giochix

Seconda tappa della strada Verso Play, oggi ci tiene compagnia Giochix.

Pax Pamir

Autori: Phil Eklund, Cole Wehrle | Artisti: Sir John Tenniel, Cole Wehrle | Giocatori: 2-5 | Durata: 60-120 | Età: 12+

L’Afghanistan è stato storicamente teatro di molteplici scontri per il controllo del territorio. Già nel XIX secolo Inglesi e Russi cercavano di esercitare la loro influenza, contrastati dalle tante tribù locali. Questo vecchio conflitto venne denominato Il Grande Gioco. In Pax Pamir saremo capi tribù che si affilieranno ora all’una ora all’altra fazione per ottenerne favori ed espandere l’influenza dei nostri alleati. Se però la fazione scelta non sarà abbastanza potente, saranno solo le nostre tribù sul territorio e le spie inviate presso gli avversari a darci preziosi punti vittoria. Pamir, ispirato dichiaratamente a Pax Porfiriana, primo titolo della fortunata serie Pax, è un gioco di alleanze e tradimenti con gestione di un tableau di carte e costanti cambiamenti di fronte e di scenario. Sarà importante avere visione tattica e sfruttare cosa il mercato ha da offrire per avere la meglio sugli avversari. Uno dei Pax più semplici da approcciare, vi convincerà per le storie che propone, sempre diverse grazie alla variabilità offerta dalle tante carte disponibili. Consigliato in 3 o 4 giocatori per poter controllare il mercato e consentire una buona interazione tra i partecipanti.

/Manuel The Doc: Dimo/Ambassador GdT Roma Players

Coffee Traders

Autori: Rolf Sagel, André Spil | Artisti: John Rabou, Daan van Paridon | Giocatori: 2-5 | Durata: 120-150 | Età: 12+

Avete sempre sognato di avere la vostra piantagione di caffè e rivenderlo all’estero? Questo è il tema di Coffee Traders, un gioco di maggioranze, piazzamento lavoratori e gestione risorse di peso medio alto che vi metterà a capo di una serie di piantagioni di caffè negli anni ‘70-‘80 alla ricerca del caffè più remunerativo. Il gioco dura 3 soli round ma sono sufficienti per apprezzare la complessità strategica di un gioco profondo, intenso, ma di semplice apprendimento grazie a una ergonomia a dir poco perfetta. Ogni procedura è riassunta perfettamente sulle plance del giocatore è il tabellone principale è strutturato a dovere. Provatelo!! E non dimenticate di allevare gli zibetti

/Manuel The Doc: Dimo/Ambassador GdT Roma Players

Nota dolente sullo spazio occupato sul tavolo e sul numero minimo di persone necessarie per giocarci: in 2 c’è il bot, in tre meglio, in 4-5 ancora meglio.

Nota importante: è un gioco che punisce gli errori e dove il caso non ha spazio, viene premiata molto l’esperienza, consigliato quindi a chi ha gruppi di gioco fissi che amano i giochi euro.

/Francesco “The Doctor”

La Granja

Autori: Michael Keller (II), Andreas “ode.” Odendahl | Artista: Harald Lieske | Giocatori: 1-4 | Durata: 90-120 | Età: 12+

In questo gestionale dal notevole peso (3.57/5 su BGG) andremo a gestire un’azienda agricola (indovinate cosa vuol dire “granja”?) utilizzando dadi (draft per la selezione azioni) e carte in maniera molto particolare: si possono inserire al di sotto della propria plancia in ben 4 modi diversi, lasciando un lato scoperto e ottenendo effetti diversi. Un sacco di scelte a disposizione, non fatevi prendere dalla paralisi da analisi.

Ambientazione non particolarmente originale, ma gioco apprezzatissimo, non a caso lo vediamo ancora in giro, nonostante sia del 2014.

John Company (seconda edizione) {in forse}

Autore: Cole Wehrle | Artista: Cole Wehrle | Giocatori: 1-6 | Durata: 90-180 | Età: 14+ | Editori: Sierra Madre Games, Fox in the Box

Wehrle si cimenta con il periodo colonialista in India e ci mette nei panni di famiglie britanniche, ma con un tono satirico. Benché John Company parli di sfruttamento dell’India, Wehrle usa questo strumento per mostrare il funzionamento del modello di sfruttamento su cui si reggeva l’impero britannico.

In John Company, i giocatori controllano delle famiglie che vogliono per farsi un nome all’alba dell’Impero britannico. Da questo punto di osservazione si capisce molto meglio come nascono e funzionano gli imperi. La costruzione di un impero è un tema molto comune nei giochi da tavolo, ma nella stragrande maggioranza dei casi, il loro fondamento è sbagliato completamente. Gli imperi non nascono certamente da imprese eroiche, ma non rappresentano nemmeno un grande cattivo che controlla il dominio del mondo. Gli imperi sono qualcosa di molto più insidioso. Sono qualcosa che accade dalla somma di tanti fattori, da mille piccole scelte fatte da tanti individui guidati dai propri interessi e dalle proprie ambizioni.

In John Company tutte le famiglie occupano ruoli più o meno di rilievo in una unica compagnia, cercando di ottenere prestigio in India e in Gran Bretagna. Tutto è oggetto di contrattazione, le azioni sono soggette al lancio di dadi e una partita può arrivare anche a quattro ore, per cui questo gioco non fa proprio per me, ma è un apprezzatissimo gioco di Werhle con una votazione stellare su BGG. Se siete interessanti al mastodontico lavoro di ricerca che c’è dietro, vi lascio un link a un post su BGG di Wehrle stesso.

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