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Giochi Atipici – Anteprima: Koi

Anche quest’anno ai Cantieri Culturali alla Zisa si è svolto il Palermo Comic Convention, giunto ormai alla sua decima edizione. Un appuntamento che porta nella capitale siciliana il meglio della cultura pop: fumetto, cinema, cosplay, gaming e intrattenimento. Tra i tanti stand, in fondo a uno dei padiglioni, brillava su un tavolo Koi, con i suoi materiali meravigliosi e i colori scintillanti.

L’evento ha ospitato grandi nomi: da Giorgio Vanni, voce delle sigle che hanno accompagnato intere generazioni, a Luca Ward, leggenda del doppiaggio italiano, che ha incontrato il pubblico raccontando la sua straordinaria carriera. Ward è un artista che ha dato voce e anima a indimenticabili protagonisti del cinema, diventando lui stesso un’icona. E ammettiamolo: chi di noi non ha impressa nella memoria la sua frase più celebre ne Il Gladiatore «Al mio segnale, scatenate l’inferno!»? Ma tra padiglioni e ospiti d’eccezione c’è stato spazio anche per i giochi da tavolo. Ed è proprio nello stand di dV Games che ho avuto il piacere di provare Koi, grazie a Monica de Il Turno del Viola, che me lo ha spiegato in maniera impeccabile e ad Alessio per aver giocato con me!

Koi è il nuovo lavoro di Massimo BorzìRosaria Battiato e Martino Chiacchiera, in arrivo, dopo la presentazione allo Spiel Essen di quest’anno, con dV Games verso la fine di novembre. Un family game per 1-4 giocatori dalla durata di 40-60 minuti che si propone come erede spirituale di Bonsai.

A una prima lettura del regolamento potrebbero sembrare uguali, ma vi assicuro che non è così: Koi aggiunge quel pizzico in più che mancava a Bonsai, rendendo l’esperienza più profonda e strategica.

Partiamo dall’ambientazione: questa volta non coltiveremo un bonsai, ma costruiremo un laghetto popolato da carpe. Le illustrazioni sono splendide e i materiali ancora più curati: oltre alle tesserine in cartone che richiamano il precedente titolo, qui troviamo elementi 3D come fontane, statue e lanterne. La vera chicca, però, sono le carpe, realizzate in plastica trasparente, che decoreranno il nostro laghetto con un effetto scenografico spettacolare. Il regolamento è chiaro, ricco di esempi, e si chiude con un approfondimento sulle carpe Koi, proprio come nel manuale di Bonsai, che dedicava spazio alla storia e alla cultura dell’arte bonsaistica.

Ma passiamo alla ciccia: com’è il gameplay? Koi richiama alcune delle meccaniche principali di Bonsai, arricchendole con nuove idee che lo rendono più vario e profondo. Le azioni possibili restano due: meditare o lavorare. Durante la fase di meditazione, proprio come nel predecessore, i giocatori scelgono una carta dal tabellone. Ogni carta presa innesca l’azione corrispondente: elementi da raccogliere, azioni da compiere o costi da pagare, ed è qui che entrano in scena le monete (novità rispettoa Bonsai), fondamentali per l’azione mercato, con cui acquistare le carpe. Una moneta per quelle piccole (che occupano una tessera), due per quelle medie (due tessere), tre per le grandi (tre tessere).

Le carte non si limitano, però, a introdurre questa novità: ritroviamo elementi già familiari, come le pergamene, che assegnano punti in base al criterio indicato, o le carte Aiutante, simili alle carte Crescita di Bonsai, ma qui non aggiungono nuove tessere da piazzare nella fase Coltivare, quanto invece azioni extra da svolgere durante la fase Lavorare.

Non mancano le carte Pozzo, che permettono di pescare tessere, o le carte Mercato, che danno la possibilità di acquistare carpe a costo ridotto. La carta Magazzino, invece, amplia la riserva personale (inizialmente limitata a 5 tessere). In Bonsai è una delle carte che personalmente più ambisco, ma come mi ha fatto notare Monica durante la spiegazione: “Qui non saranno utili come in Bonsai e ora capirai perché…”. Ed effettivamente aveva ragione: la vera sorpresa sono le nuove carte Pioggia, che consentono di piazzare direttamente nel proprio laghetto le tessere indicate, pescandole direttamente dalla riserva. Passando alla fase Lavorare, i giocatori devono scegliere una delle azioni Sensei indicate sulla propria plancia. In aggiunta, possono attivare le carte Aiutante già in loro possesso.

Le azioni principali sono semplici: piazzare elementi, posizionare o spostare carpe, ma l’innovazione sta nei miglioramenti che ci danno punti bonus a fine partita, come il piazzamento delle ninfee o l’aggiunta di una lanterna sulle sponde del laghetto. Quest’ultima, in particolare, fornisce un gettone jolly che può essere speso per compiere azioni, oppure conservato per ottenere un punto extra a fine partita. Il vero colpo di genio, però, sono le carte Obiettivo. Sì, in Bonsai c’erano, ma qui sono molto più strutturate, infatti se a fine turno un giocatore soddisfa le condizioni richieste, può reclamarne una: oltre a punti preziosi, queste carte permettono anche di arricchire ulteriormente il proprio laghetto.

La partita si conclude quando termina il mazzo o viene acquistata l’ultima carta dalla riserva. Si gioca ancora un turno completo per ciascun giocatore, poi si passa al conteggio finale.

A dare punti saranno le pergamene, le carpe in base alla loro grandezza, le lanterne, i segnalini fortuna avanzati e, naturalmente, ogni obbiettivo reclamato come indicato nella relativa carta. Da questi dettagli è facile capire come Koi riesca a trasformare la formula di Bonsai: con pochi ma significativi elementi in più, il gameplay diventa molto più interessante e ricco di sfaccettature. Personalmente, non vedo l’ora di farci altre partite, esplorare meglio le possibilità offerte dalle carte Obiettivo e godermi la soddisfazione di vedere il mio laghetto prendere vita turno dopo turno.

Insomma, Koi ha proprio quel passo in più che a Bonsai mancava: le carte Obiettivo arricchiscono l’esperienza, rendendola più strategica e sfidante. La corsa ad arrivare prima degli avversari per reclamarle e il cercare di massimizzarli per ottenere più punti a fine partita, trasforma completamente il modo di vivere la partita, dandole un ritmo nuovo e coinvolgente.

Devo ammetterlo: appena finita la prova non ho resistito, ho chiamato subito gli autori dicendo “Avete preso Bonsai e l’avete reso un piccolo capolavoro!”. È raro che un gioco mi colpisca così al primo incontro, ma Koi ci è riuscito. Il mio consiglio? Compratelo senza esitazioni se avete amato l’immediatezza di Bonsai e desiderate un pizzico di profondità in più. Se il predecessore non vi aveva convinti, date comunque una possibilità a Koi: secondo me ha proprio quegli elementi che mancavano al primo titolo e che potrebbero conquistarvi. Grazie ai suoi materiali curatissimi e a un regolamento limpido e accessibile, riesce a colpire sia l’occhio che la mente. Se amate i giochi eleganti, belli da vedere e capaci di sorprendere, segnatevi Koi: sono convinta che saprà regalarvi le stesse emozioni che ha regalato a me!

Troverai presto Koi sul nostro store di fiducia MagicMerchant.it

Sono un’Atipica Nerd appassionata di giochi da tavolo. Lettrice accanita e amante di serie tv. Pensandoci sono una Nerd a tutti gli effetti!