Giochi Atipici – Art Society
Art Society è uno di quei giochi che non pensavo sarebbe mai entrato in collezione. Lo sapete: la meccanica delle aste non fa per me! Ma come si può resistere davanti a così tanti bei quadri? Ad un gioco in cui l’arte prende letteralmente forma sul tavolo? Colori eleganti, illustrazioni splendide, quell’aria da “galleria d’arte chic” che ti fa sentire subito un intenditore… e un gameplay snello che intrattiene tutti. Ma vediamolo più da vicino.
Art Society è un gioco competitivo per 2-4 giocatori, edito in Italia da Giochi Uniti, nato dalla mente di Mitch Wallace e illustrato egregiamente da Veronica Grassi, Max Kosek, Angelica Regni, Sofia Rossi, Doris Shermadhi e Giacomo Vichi.
Partiamo proprio dall’aspetto più affascinante: le illustrazioni. Dovendo ricreare opere d’arte famose, era quasi inevitabile coinvolgere artisti con stili molto diversi tra loro, eppure il risultato è incredibilmente omogeneo ed elegante. Insomma: l’arte è un vero punto di forza del gioco!

Per quanto riguarda i materiali, ci troviamo davanti a tanti componenti in cartone: spessi e resistenti (anche se delle plance double layer sarebbero state davvero comode), ma con un piccolo difetto… rilasciano tracce sul tavolo. In compenso l’inserto giallo vellutato, con ogni quadro perfettamente ordinato nel suo scomparto, fa sembrare la scatola un prodotto di lusso. Il regolamento è chiaro e ricco di esempi, anche se, diciamolo, il gioco in sé è molto intuitivo.

La cosa che mi ha colpito di più è quanto sembri semplice da spiegare: compri opere, le appendi, fine. Poi inizi a giocare, e scopri quell’incastro di decisioni sottili che ti fa sorridere agli avversari, mentre dentro stai gridando, perché ti hanno soffiato proprio quel quadro che ti serviva per completare la parete perfetta. È un gioco che sprigiona quel mix irresistibile di eleganza e cattiveria “da salotto buono”: non urli e non lanci tavoli… ma accidenti se ti rode!

La parte più divertente, per me, è la costruzione della propria collezione. Ogni quadro che appendi cambia l’andamento del mercato e spesso ti ritrovi a corteggiare stili che all’inizio ignoravi, solo perché improvvisamente sono diventati di moda.

Come si gioca? Nel proprio turno, il giocatore attivo sceglie un numero di quadri pari al numero dei giocatori: da lì parte l’asta. Chi gioca la paletta col numero più alto (da 1 a 20) sceglie per primo il quadro da piazzare nel proprio muro. L’obiettivo è incastrare tutto al meglio: evitare che quadri dello stesso genere si tocchino (altrimenti non daranno punti), far combaciare le cornici per ottenere decorazioni che riempiranno i buchi sulla parete e posizionare i quadri più preziosi nella zona di vista, dove valgono ben 3 punti extra. Ma, attenzione: i quadri scartati vanno al museo, aumentando il loro valore e la situazione può ribaltarsi in un attimo: l’opera più preziosa all’inizio della partita potrebbe finire per valere pochissimo alla fine!
Quando i giocatori esauriscono le palette oppure non riescono più a inserire nuovi quadri nella parete, si passa al conteggio dei punti. Il collezionista migliore… vince.

Come avrete capito, l’asta è solo una parte del gioco: il cuore è il piazzamento tessere. Ed è proprio per questo che l’ho apprezzato così tanto. La soddisfazione finale nel vedere la tua parete completata, armoniosa o caotica, ma comunque redditizia, è impagabile. È uno di quei giochi che vuoi rifare subito, perché “stavolta non mi farò fregare, riempirò tutta la parete!”. E ovviamente ti farai fregare di nuovo… ma almeno con stile. Soprattutto quando ti manca una sola decorazione per completarla. Che rabbia!

In conclusione Art Society è elegante, subdolo al punto giusto, sorprendentemente strategico e bellissimo da vedere. L’ambientazione è deliziosa, anche se… immaginate, se al posto delle opere d’arte dovessimo sistemare giochi da tavolo? Sarebbe il caos totale! È un gioco che ricorda un tetris raffinato, in cui ogni pezzo deve trovare il suo posto.
Chi non ama il genere potrebbe non apprezzarlo, ma per chi cerca giochi intelligenti, leggeri e con un’estetica irresistibile, è perfetto. Io lo adoro. E se è piaciuto anche a mia mamma, che è un osso durissimo e non si lascia impressionare da niente, allora vuol dire che merita davvero!
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