Il Collezionista di Prime Partite – 6 Fuori
Che strano, è esattamente la risposta che mi davano le ragazze quando chiedevo “Vuoi diventare la mia morosa?”. Che casi incredibili regala la vita!
Da Red Glove è arrivato questo party game veloce e spassoso, perfetto per serate tra amici. Soprattutto se abbiamo aperto qualche bottiglia di troppo (ma sono davvero di troppo? Lo sono davvero?)
6 fuori è un incrocio tra un semplice gioco di carte è Tabù. Il vero impegno non sarà nel gioco in sé ma in tutto il corollario attorno al tavolo, il che renderà la voglia di chiacchierare e di far cadere in errore gli avversari il punto focale del divertimento.
Il gioco in breve: Una veloce sfida a carte in cui ogni parola potrebbe esserci fatale! Ma tranquilli, anche se andrete fuori sarete ancora dentro! E potrete tornare dentro mandando gli altri fuori, soprattutto se per caso dicono fuori o dentro! E se siete veramente fuori, potreste essere gli unici a rimanere dentro. Chiaro, no?
Ogni giocatore comincia con tre biglietti “Sei dentro” ed una mano di carte numerate. Al proprio turno si chiederà ad un avversario se ha un determinato numero. Se ce l’ha ce lo dovrà consegnare altrimenti pescheremo una carta a caso dalla sua mano. Si scarta ogni coppia di numeri che abbiamo in mano e vince il round il primo che resta senza carte in mano. Chi vince prende un biglietto “Sei dentro” mentre tutti gli altri lo perdono.
Dove sta il divertimento, direte voi. Il divertimento sta nel fatto che ad ogni giro di tavolo vengono aggiunte delle parole che non si possono pronunciare, pena il fatto di perdere un biglietto “Sei dentro”. Ma il vero twist arriva ora! Se siete senza biglietti non siete fuori dai giochi, anzi! Continuerete a giocare regolarmente, ma senza più il vincolo di non poter dire le parole proibite e cercando di trarre in inganno gli avversari! Inoltre i giocatori che hanno ancora biglietti per parlare con quelli senza dovranno obbligatoriamente mettere la mano sul citofono, pena la consegna di un proprio biglietto all’avversario con cui si è parlato.

Vince la partita il giocatore che resta l’unico ad avere almeno un biglietto “Sei dentro”. Ma come sempre succede in questo tipo di giochi, chi vince è irrilevante quanto Koopmeiners nella rosa della Juve.
Sincero sincero, avevo qualche dubbio sull’effettiva riuscita di questo gioco. Ma appena intavolato è stato il successone della serata. Certo, ci vuole quel tipo di tavolo che non dà importanza al risultato quanto al percorso ed una discreta capacità ciarliera. Ma vissuto nella maniera adeguata, risulta avere le carte in regola per regalare serate di risate e avvicinare al gioco anche quelli che dichiarano che non gli piace.
Gente brutta, lo so. Ma tutti ne conosciamo qualcuno…
La nostra partita: Per ogni men c’è sempre un più
Il mio abituale gruppo di gioco non è particolarmente avvezzo ai party game e allora, per poterli sfruttare, ho bisogno di carne fresca. Lanciato come un Predator mi rivolgo alle serate ludiche della biblioteca sperando di far entrare qualche pesciolino nella mia rete. Il fatto che continui a fare riferimenti al cibo è probabilmente legato alla mia nuova dieta. O almeno così dice la mia nutrizionista. Ed il mio analista.
Ad un tavolo ci sono due giovinette a cui stanno spiegando Flip 7 e avendone sentito parlare molto (spoiler: not impressed) chiedo se posso unirmi al loro tavolo e L e C accettano con garbo e cortesia. Poco dopo si aggiunge la madre di C, P. E la situazione familiare si fa molto piacevole. Anche M gira a caso tra i tavoli e si unisce al nostro gruppetto. Situazione perfetta per serata caciarona.
Dopo un paio di giri al già citato gioco, faccio vedere il mio sacchettino di party game chiedendo se sono disposti a farmi felice e a provarli. O così o mi spaccio per il miglior content creator del MONDO osannando le mie scelte e minacciandoli che si pentiranno amaramente se non ascolteranno i miei saggi consigli. Scegliete voi quale versione vi aggrada di più.
I primi due giri scorrono semplici, poi da buona carogna quale sono vedo di non farmi scappare neanche un errore e i biglietti cominciano ad essere scartati. Dato che voglio divertirmi, entro due giri vado fuori e comincio a fare un casino devastante cercando di costringere tutti a cadere in fallo.
P è impassibile, una statua che non si può distrarre neanche facendole il solletico. Tutti poco alla volta cadiamo in errore, ma lei sembra la sfinge e con una faccia che farebbe la fortuna di tutti i tavoli di Las Vegas non inciampa mai, neanche quando cominciamo a costringerla a schiacciare sul citofono come quello che chiedeva se c’era Gigi e trovava sempre la Cremeria. E i resti di Gigi probabilmente stavano arricchendo il terreno in qualche boschetto lì vicino…

Quando sembra la storia sia finita, C parla con l’amica L senza il citofono e le regala un biglietto. P e L sono le uniche due con i biglietti e ad L manca appena una carta per chiudere e ridare vita alla sua partita.
Peccato che al tavolo dietro di noi riescono a fare addirittura più casino del nostro e L non ne può PIU’ e lo esprime a bassa voce. Peccato che quella sia proprio una delle parole da non dire. E ancora più peccato che sia così onesta, autodenunciandosi quando nessuno l’aveva sentita…
P vince. E manco lì un sorriso. Sono piuttosto sicuro che questa donna sia stata mandata dal futuro per uccidere Sarah Connor.
Siamo sotto Natale ed i party game vanno come il panettone! Andate a cercarli tutti su Magic Merchant!

