Giochi Atipici – Candy Utopia
Candy Utopia è uno di quei giochi che, appena lo vedi sul tavolo, ti strappa un sorriso. Colori pastello, caramelle ovunque e un’aria apparentemente leggera che ti fa pensare: “ok, sarà una passeggiata”. E invece no. Dietro quell’estetica zuccherosa si nasconde un gioco decisamente più interessante di quanto possa sembrare a prima vista. Scopriamolo insieme nel dettaglio…
Edito da Giochi Uniti, Candy Utopia è un gioco competitivo per 2–5 giocatori ideato da Federico Marcucci, che punta tutto su pianificazione, tempismo e ottimizzazione, avvolgendo però il tutto in un tema dolce e irresistibile. Ed è proprio questo contrasto che mi ha convinta: un gioco che sembra leggero, ma che al tavolo richiede attenzione e scelte ponderate.

La componentistica è la prima cosa che colpisce. È colorata, curata, coerente con il tema e riesce a rendere il tavolo estremamente invitante. Le illustrazioni sono chiare, colorate e bellissime: non appesantiscono il gioco, anzi lo accompagnano e lo valorizzano.
Capisco che ad alcuni possa sembrare un po’ infantile, ma qui entriamo nel campo dei gusti personali… e io amo le cose colorate, quindi per me è promossa a pieni voti! Al contrario, non ho trovato immediata l’iconografia e, lo ammetto, anche dopo qualche partita, mi capita ancora di controllare il regolamento per qualche chiarimento.

Il tema, per quanto esteticamente riuscito, rimane purtroppo solo estetico. Non è integrato nelle meccaniche come avrei voluto. Ci troviamo a gestire e sviluppare il nostro regno di dolci, cercando di ottimizzare la produzione e sfruttare al meglio le opportunità offerte dal gioco, ma alla fine tutto si traduce nel giocare carte, piazzare tessere e salire sui tracciati, senza mai avere davvero la sensazione di produrre caramelle.
Detto questo, sappiate che ogni azione ha un peso, ogni scelta ha una conseguenza e il rischio di sottovalutare una mossa è sempre dietro l’angolo.

Il setup è rapido e intuitivo, perfettamente in linea con la tipologia di gioco. Anche la durata mi ha convinta: contenuta, mai eccessiva, circa 45 minuti.
Onestamente pensavo durasse di più vendendo il regolamento! È uno di quei giochi che finisci e pensi subito: “ne facciamo un’altra?”, segno che il ritmo funziona e che l’esperienza non stanca.

Visto che l’ho citato… parliamo della nota dolente, anzi dolentissima: il regolamento. L’ho trovato troppo confusionario. Dopo una prima lettura ero parecchio confusa e, una volta iniziata la partita, ho avuto difficoltà a ritrovare rapidamente le risposte ai miei dubbi.
Avrei preferito una descrizione iniziale più generale del gioco, per poi entrare nel dettaglio delle singole azioni. Inoltre, le varie fasi comprendono alcune azioni opzionali che avrei preferito fossero spiegate in un secondo momento, in modo più ordinato.

Un altro aspetto che mi ha messa in difficoltà è il target a cui si rivolge. Fatico a delinearlo: troppo complesso per un neofita, troppo semplice per un hard gamer e poco interessante per un giocatore occasionale. Quindi mi risulta complicato dirvi a chi lo consiglierei. Per questo motivo vi spiego come funziona il gioco… e sarete voi a trarre le vostre conclusioni! XD

Il gameplay si sviluppa in tre giorni (tre round), durante i quali ogni giocatore svolgerà tre turni ciascuno, con la possibilità di ottenere turni extra tramite i tracciati. In ogni turno dovremo eseguire quattro azioni obbligatorie, più una quinta azione opzionale, disponibile solo se non avremo svolto azioni bonus durante il turno.

Per prima cosa sceglieremo un’attività, prenderemo un segnalino del colore scelto, pescheremo una tessera (da piazzare subito) oppure una carta dello stesso colore del segnalino (che potrà essere giocata successivamente). Dopodiché piazzeremo il segnalino in un incrocio del nostro distretto.
Il segnalino toccherà diversi quadrati colorati: sceglieremo uno di questi colori e saliremo nel relativo tracciato di un numero di spazi pari ai quadrati di quel colore toccati dal segnalino.
Salire sui tracciati ci permetterà di pescare più carte, ottenere turni extra o guadagnare punti.

Durante il turno potremo scartare carte per svolgere gli effetti opzionali. Se non lo avremo fatto, potremo eseguire la quinta azione: scartare una carta per salire di uno su un tracciato a scelta oppure per pescare una tessera ChocoMix da posizionare nel nostro distretto.

A questo punto la giornata termina e si passa alla fase di gioco delle carte, seguendo l’ordine indicato sul tabellone: prima le gialle (Carte Carafuel), poi le verdi (Carte JellyTech), le rosa (Carte Bubble Fun) e infine le blu (Carte Marshmail).
Ogni tipologia permette di fare cose diverse, quindi dovrete pianificare bene quando e come giocarle. Ad esempio, alcune carte rosa assegnano punti in base alle carte gialle in mano… sarà un peccato se le avrete già giocate tutte!
Ricordate, inoltre, che potrete giocare le carte solo se avrete raggiunto il livello necessario nel relativo tracciato, con l’eccezione delle carte blu, che fungono da obiettivi di punteggio, che possono essere sempre giocate anche se non si è avanzati nel tracciato blu.

A fine round si valutano poi gli obiettivi condivisi, ovvero le Carte Piñata. Queste vengono assegnate a chi soddisfa per primo la condizione richiesta e, se a fine partita avremo soddisfatto anche l’obiettivo secondario indicato sulla carta, otterremo altri punti. Si procede così fino al termine della partita e, alla fine, chi ha più punti vince.

Candy Utopia, che a un primo impatto può sembrare semplice, in realtà non lo è affatto.
Ogni mossa va studiata: “Salgo sul tracciato blu? O, magari, su quello giallo per poter giocare le carte che ho in mano?”, “Aggiungo tessere al mio quartiere per allargare l’isolato o punto a completare il tracciato richiesto dall’obiettivo?”. Bisogna davvero calcolare tutto.
Anche le Carte Piñata vanno valutate con attenzione, considerando sia l’obiettivo immediato per ottenerle sia quello finale per il punteggio. Senza dimenticare la creazione degli isolati: unire sei terreni uguali garantisce punti a fine partita, che diventano ancora di più se si raggiunge il bonus sul tracciato dedicato.

L’interazione tra i giocatori è presente, ma mai cattiva. C’è competizione, corsa agli obiettivi e attenzione a chi arriva prima su determinati tracciati, senza però trasformarsi in un gioco punitivo. È un’interazione sottile, fatta più di tempismo e sottrazione che di attacchi diretti e, personalmente, l’ho trovata molto piacevole.
Candy Utopia è uno di quei titoli che può risultare accessibile ma non banale. La spiegazione iniziale può sembrare ostica a causa dei numerosi effetti opzionali, ma una volta appreso il flusso di gioco tutto gira in modo fluido, anche con giocatori meno esperti, e allo stesso tempo offre abbastanza profondità da poter risultare interessante per chi gioca spesso. Rimane però difficile da classificare, nonostante un’estetica così dichiaratamente family friendly.

In conclusione, Candy Utopia è stata per me una piacevole sorpresa. Un gioco che, nonostante tutto, fa esattamente ciò che dovrebbe fare un buon gioco: diverte, coinvolge e ti lascia con la voglia di rigiocarci.
Questo titolo dimostra come, anche dietro caramelle e colori pastello, possa nascondersi un’esperienza di gioco solida, soddisfacente e con una profondità inattesa che, almeno per me, lo rende ancora più interessante. Diciamola tutta, è uno di quei giochi che fanno venire voglia di metterlo sul tavolo anche solo per guardarlo e se un gioco riesce a fare anche questo… ha già vinto!
Qualsiasi tipo di giocatore voi siate, se vi ho incuriosito anche solo un po’, dategli una possibilità! A me è piaciuto e ho voglia di rigiocarlo… ora però sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi, gentili lettori?
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