Il Collezionista di Prime Partite – Rumble Nation
Il Giappone feudale incontra la contabilità aziendale! Chi ne uscirà vittorioso?
Asmodee Italia decide di riproporre una versione porno lusso di un titolo che avevo già avuto la fortuna di incrociare qualche tempo fa. Il lusso mi piace, sul porno non mi esprimo e decido di cimentarmi con questa edizione grossa il doppio, piena il doppio e ancora più rumble.

Il gioco in breve: il paese del Sol Levante è preda di dilanianti guerre intestine tra i più potenti ed influenti Shogun. Ogni casata vuole il suo posto al sole ed il propri vessilli sventolare sulle cime dei castelli. Chi schiererà meglio le truppe? Chi utilizzerà le più scaltre tattiche di guerra? Chi regnerà sovrano in una nazione in tumulto?
Il gioco si divide in due fasi, quella di schieramento e quella di guerra.
Durante lo schieramento, nel nostro turno tireremo tre dadi. Dovremo raggrupparne due la cui somma deciderà in quale regione schiereremo le nostre truppe mentre l’altro decreterà quanti soldati verranno piazzati. Alternativamente al tiro di dadi possiamo scegliere una delle carte tattica disponibili ed utilizzarla una ed una sola volta. Il primo che finirà i meeple soldato prenderà la katana dal valore più alto che servirà per dirimere i pareggi. E per aprire i pacchi che arrivano dal corriere. O il corriere stesso se li ha rotti.
Nella fase guerra si confronteranno le maggioranze partendo dal castello con il valore più basso. Chi vince la maggioranza prende il segnalino del castello, il secondo quello con la metà del punteggio. Ma soprattutto chi vince la regione avrà la possibilità di schierare dei soldati di supporto in tutte le regioni confinanti con quella in cui ha vinto in cui sia presente almeno un proprio meeple.

Le regole sono semplici, le azioni pochissime, le elucubrazioni enormi. Bisogna riuscire a capire quanti soldati avremo noi e quanti gli avversari in una data regione quando arriverà il momento della verità. Dovremo cercare di avere meeple in più territori confinanti possibili in modo da creare un effetto cascata che continui ad accrescere le nostre armate durante il corso della guerra. Saremo costretti ad ordinare un numero di piatti di sushi esatto per saziarci e non troppi da doverli pagare a parte. (questo nella versione Rumble All you can Eat).
La nuova versione è splendidamente illustrata e lussuriosamente opulenta. Nel senso che questo gioco poteva stare in una scatola grossa la metà, ma poi dove avremmo potuto metterle le carte extra large degli shogun che sembrano fatte su carta di riso e canna di bambu uuuu u u u u u u u?

Questo è uno di quei titoli che esalta tutto il tavolo in quanto con pochissimi elementi riusciamo a dare una sensazione di profondità e di controllo enormi. Attenzione ai pensatori seriali che potrebbero guardare i dadi per venti minuti manco fossero a Fatima. E sarebbero confusi mica da ridere nel vedersi apparire Amaterasu.
Forse il titolo di maggioranze che mi fa sentire meno la mancanza di El Grande. E chi mi conosce sa che mi sto sbilanciando non poco.
La nostra partita: Nessun uomo è un isola
Propongo il gioco a dei ragazzi di una nuova associazione della zona che ho conosciuto da poco. Essendo loro particolarmente portati ai wargame cerco di attirare la loro attenzione così, lanciando un’esca tematica. Mi sento Sampei che cerca di catturare dei piranha.
Per fortuna per una volta spiego abbastanza decentemente da attirare l’attenzione, anche se devo subito sacrificarmi in nome della divulgazione. Il blu mi viene tolto e devo giocare con un deprimentissimo nero.
Nei primi tre o quattro schieramenti cerchiamo solo di riempire la mappa, poi cominciamo a prenderci la mano e a capire il meccanismo dei rinforzi e ci accorgiamo che fino a quel momento abbiamo giocato come se fossimo bendati e con le mani nel budino. Cerchiamo di recuperare al meglio ed è qui che piazzo l’affondo del campione! Uso Esplorazione per andare a piazzare un unico meeple nell’isola con il castello più basso, quella da cui tutto inizierà. “Nessun uomo è un isola” dicevano. Il mio guerriero affamato sostiene il contrario.

Gli schieramenti finiscono e sono quello con la katana più piccola. Ma non è la lunghezza della katana che conta, ma la maestria nell’usarla! La vittoria nel primo settore mi fa vincere anche il secondo ed il terzo e portare diversi rinforzi nei settori centrali della mappa.
I miei avversari si prendono altri territori in cui però ho avuto l’accortezza di piazzare un soldato per potermi prendere i secondi posti. Mi diffondo come il prezzemolo, quasi peggio di Ticket to Ride. Quasi.
I battaglioni nemici si ammazzano sull’isola da 11 punti, ma è quella che non è collegata a nulla e non produce alcun rinforzo. Mi pare di guardare nell’arena de “La guerra dei cloni”, con più insetti e meno adolescenti problematici.
Finisce la partita. Vinco di cinque punti. Ora lasciatemi che ne ho altri ventisette da eliminare sopra la terza corda! ANTONIO INOKI FOREVER!!!!!
(ps dato che sono onesto ammetto che alla seconda partita ne ho presa una piallata storica)

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