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Il Collezionista di Prime Partite – First Giants

Dedicato a Sam Neill <3

Da Asmodee Italia un gioco di set collection in cui dovremo studiare i fossili e poi esporli nel nostro museo. Già pronta l’espansione con la clonazione. E quella con Alberto Angela.

Mi incuriosiva tantissimo questa scatola che ha giants nel titolo ma è in formato mignon e con una cover super evocativa. Finalmente sono riuscito a metterlo sul tavolo e ho trovato ossa per i miei denti.

Il gioco in breve: alzi la mano chi da bambino non voleva fare il paleontologo. Questo gioco ce ne dà la possibilità. Andiamo sui siti di scavo a trovare i reperti, studiamoli e classifichiamoli nel nostro studio. E quando finalmente ne sapremo abbastanza doniamo il nostro sapere (e le loro ossa) al mondo esponendoli nel nostro museo. Mi raccomando, dietro a dei cordoni di sicurezza che c’è gente che pensa di potersi prendere un souvenir… E quei segnalini di ambra non vi fanno proprio venire in mente nulla?

Non basterebbero altri 65 milioni di anni per farmi fare una foto a fuoco…

Nel nostro turno avremo due azioni. Piazzere un segnalino in uno dei quattro siti di scavo o ritirare tutti i segnalini. Ogni sito ha due carte e ne prenderemo una per metterla nel nostro studio. Questa carta ci darà un bonus immediato oppure dei bonus da attivare a determinate condizioni nei turni successivi. Se invece faremo la ritirata prenderemo un’ambra o la possibilità di esporre al museo uno dei nostri reperti per ogni token ritirato.

Solo le carte esposte al museo ci daranno punti a fine partita. Per farli dovremo fare set della stessa famiglia ma di diversi livelli (ce ne sono tre) oppure set di livelli uguali ma per le diverse famiglie (ce ne sono cinque). A set completato i punti aumenteranno. Inoltre una volta cominciata una collezione prenderemo il relativo titolo di giornale che darà punti a fine partita a meno che qualcuno ce lo porti via. In un gioco sui fossili non poteva mancare la povera carta stampata…

Pochissime regole, ma una quantità di scelte importanti. Il set collection è il motore del gioco, ma è il timing nelle scelte che ne è il vero cuore. Decidere il momento esatto per rinunciare ad un bonus per poter far punti è fondamentale, così come non restare a corto di ambra. Come me che vado a fare benzina SEMPRE dopo che è aumentata. Ci vuole classe anche lì…

Nella sua semplicità, un gioiello per la paralisi d’analisi.

Dai ragazzi, come fanno a piacervi gli pterodattili? Sono delle oche con le ali palmate!

Esteticamente è un’opera straordinaria. Le illustrazioni delle carte sono magnifiche, su entrambi i lati. Tutti i componenti sono belli da toccare e utilizzare. L’organizer con le casse che potrebbero stare nel magazzino del finale dei “Predatori dell’Arca perduta” utilissimo. Il compendio con le informazioni sulle varie specie una chicca apprezzata. Diciamo che se siete tra quelli che comprano i giochi perchè belli da vedere è un must have. Ma la bellezza non è l’unica cosa che ritorna dall’esperienza di gioco.

Non capita tutti i giorni di fare una partita e restare così piacevolmente sorpresi. Questo titolo fa centro proprio perchè semplice ma non scontato. E bello bello. E ricordate che “il guaio è che siete ancora vivi quando cominciano a mangiarvi”

La nostra partita: Ah ah ah! Non hai scelto la carta magica!

Jurassic Park è il primo film non animato che ho visto al cinema. Ancora oggi non so come feci a convincere i miei genitori a portarmi in sala. Ho un legame sentimentale con i dinosauri. E se la cosa non vi sta bene siete pregati di estinguervi.

Mi siedo al tavolo da gioco commosso perchè, al momento di questa partita, erano quasi tre settimane che non toccavo un GdT. E sono sicuro che tutti voi possiate capire il livello di astinenza che stavo affrontando.

Ed ecco a voi la collezione di dinosauri da due. Se solo quei maledetti marittimi fossero usciti!!!!!!

Le prime battute richiedono già una scelta. Carte di livello uno che potrò esporre a minor costo, ma con bonus minori? Quale famiglia scegliere? Esporre per famiglie o per livelli? Farsi trascinare dalla bellezza delle carte o provare ad abbozzare una strategia? Non mi sentivo così da quando ho dovuto scegliere tra Squirtle, Charizard e Bulbasaur.

Provo a prendere una carta erbivoro di livello due che mi dà un paio di punti vittoria subito e decido che la prima collezione che proverò a completare sarà quella per livelli. Il mio avversario sembra anche più sperduto di me, ma avrò tutto il tempo per ricredermi.

Comincio quasi subito a portare le carte con poteri istantanei nel museo, in modo da accaparrarmi un paio di titoli di giornale in più del mio avversario, ma non penso che tenere le carte nello studio mi darà bonus durante la partita. Per cui consumo l’ambra come fossero delle Cipster con l’unico vantaggio di non ungere i componenti. Farò l’intera partita boccheggiando per qualche ambra in più.

E che gli vuoi dire quando con un gioco da tavolo ti portano anche all’università?

L’avversario invece ha capito meglio di me come deve comportarsi, tiene le carte nello studio per massimizzare i bonus e solo al momento corretto decide di portarle al piano di sotto. Incastra una combo straordinaria che gli permette di chiudere la collezione dei dinosauri di livello uno con una sola mossa. Io ho aperto cinque collezioni e ne ho solo una vicina ad essere chiusa, quella del valore due. Peccato che la carta marina di quel livello non uscirà più fino a fine partita. Aggiungo questa alla sfilza di scelte sbagliate che ho fatto nella vita, come andare al cinema a vedere i Jurassic World.

Il fatto che siano uscite insieme tutte le carte di livello tre dei volatili non mi dice bene, anche perchè gli pterodattili non sono mai stati i miei preferiti. Mi ritrovo con una collezione che non posso finire, due che non finirò mai, un triceratopo preso solo perchè lo amo e così poca ambra da dovermi andare a guardare le repliche di Non è la Rai. Sento nelle orecchie “Senta, è previsto che si vedano dei dinosauri nella sua esposizione sui dinosauri? Pronto? Oh? Eh?”

L’avversario ha più punti di me solo con quelli presi dalle carte, senza neanche contare le esposizioni. Mi accontento del fatto che almeno ho tre titoli di giornale. Di cui uno è “TUTTO VERO! CAMPIONI DEL MONDO” ed è datato quanto gli scheletri che sto cercando di rimontare.

Arriva la fine della partita. Avversario 48, io 36. Ho fatto così schifo che gli pterodattili ci tengono a far sapere che neanche io sono proprio il loro mammifero preferito.

Art Nouveau e dinosauri si sposano come latte e Nesquik!

Andate a cercare il vostro titolo preferito nel museo di Magic Mechant. Perchè si sa: “Il boardgamere i giochi non li accetta. Lui vuole cacciare. Non si può sopprimere un istinto vecchio di 65 milioni di scatole”. E se usate il codice GEEKPIZZA per i vostri acquisti, potrete avere il 10% di sconto sull’intero carrello!