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A carnivore did it! O forse no?

Amo i germanoni cicciotti. Quei giochi da tavolo complessi, magari pieni di roba e possibilità, che chiedono di concentrarsi parecchio per realizzare una partita che ti faccia sentire, non dico orgoglioso, ma almeno decentemente capace di gestire una manciata di risorse, visto che nella vita la cosa gira in maniera più… complessa e le risorse mancano in partenza.

Devo però dire che, sempre di più, mi lascio catturare da quei giochi che, invece di puntare sul molto, decidono di creare qualcosa di interessante attorno a un’idea di base davvero semplice. Sebbene ami, quindi, titoli complessi a livello di comparto regolistico, mi rendo conto che il vero genio si nasconde, probabilmente, nella semplicità.

È il caso, per esempio, di A Carnivore Did It!

A Carnivore Did It! è un gioco deduttivo collaborativo (e voi sapete che questo genere mi fa impazzire per tutta una serie di cose che ho scritto qui), adatto per 1-5 giocatori a partire dagli 8 anni, che ha davvero due regole in croce (forse una!) e che, verrebbe da dire quasi inspiegabilmente, riesce a mettere sul tavolo un gioco di logica e deduzione davvero ottimo.

Per capirci…

Nella scatola ci sono 20 dossier di varia difficoltà, ognuno contenente 100 casi, per un totale, quindi (se la matematica non è un’opinione), di 2000 casi. Una cifra davvero ragguardevole per quelle persone che, come me, potrebbero fissarsi sul titolo fino a consumare le ore di sonno disponibili.

Ogni caso vi indica alcune carte animale da prendere, a ciascuna delle quali va abbinata una carta affermazione. Queste andranno posizionate sul tavolo davanti ai giocatori e… fine! Saranno le uniche cose necessarie per giocare.

Non sembra tutto fin troppo semplice?

Sì, lo sembra, ma non lo è.
Ogni carta animale (ovvero i sospettati di turno), infatti, contiene delle informazioni che riguardano la sua dieta (erbivora o carnivora), la sua altezza, il suo numero segnaletico e il suo nome (ovvero la specie di appartenenza).
Le carte affermazione rappresentano invece una frase relativa al colpevole che viene pronunciata dall’animale cui è affiancata. Per esempio il cavallo, che a mio avviso non ha affatto lo sguardo rassicurante ed è sempre nella lista dei miei maggiori sospettati quando esce, potrebbe dire: “è stato un carnivoro”. Come ci insegna Zootropolis, però, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio e quindi è preferibile cercare di capire quali affermazioni sono vere e quali false.

La chiave del gioco, infatti, è che almeno un sospettato sta dichiarando il falso (in barba a tutti gli spergiuri che possono essere stati fatti davanti ai poliziotti).
Nei casi più ‘avanzati’ il numero di chi mente aumenta, così come il numero dei colpevoli, ma la sostanza non cambia: bisogna dedurre chi dice il vero e chi vuole farcela sotto il naso.

Quindi, date le informazioni disponibili sulle carte animale e le affermazioni di ciascun sospettato, se si fanno ben muovere i super oliati ingranaggi del nostro cervello, dovremmo arrivare alla sola e unica soluzione logica possibile e inchiodare il colpevole.
Questo è tutto signori della giuria!

Come riportato nella confezione, questo illustrato è un vero e proprio caso!
E potete provare a risolverlo.

Ora… come sia possibile che una cosa apparentemente così semplice, come un gioco che richiede giusto una manciata di carte a faccia in sù per essere giocato, riesca a farci appassionare e divertire tanto, proprio non lo so dire. Così come non riesco ancora a capire come mai questo sia l’unico gioco di deduzione dove mia moglie riesce a battermi sul tempo! Ma questo particolare verrà appurato in separata sede, onorevole giudice.

La verità è che, come cervi che attraversano la statale (questi sicuramente non colpevoli di nulla), rimaniamo spesso abbagliati dalle luci promettenti di titoli pieni di cose colorate, di meccaniche, di componenti, per poi finire investiti da una spesa, o da una speranza (perché la passione nasce dal cuore, o dalla pancia, o dai social) che ci lasciano amaramente delusi e moribondi sull’asfalto. E rischiamo di snobbare titoli apparentemente contenuti come questo, che magari vengono relegati nell’angolo dei filler che non valutiamo perché… chi li gioca mai?

Con questo non voglio dire che A Carnivore Did It! non sia un filler. Le partite, anzi, sono molto veloci e, a fare i detective seri, ogni caso prevedrebbe un tempo di risoluzione per ottenere punteggio pieno (dai 3 agli 8 minuti!). Ma siccome ormai il misfatto è fatto direi che possiamo prendercela con calma e goderci l’indagine vera e propria, che è quello che conta.
Il fatto, però, è che questi dieci minuti di partita sono un vero gioiellino (attenti che lo squalo non lo rubi!). Estremamente godibile da tutti. È infatti adatto alla famiglia che vuole intavolare qualcosa di tanto in tano, così come ai giocatori assidui che vogliono riposare (si fa per dire) tra un cinghiale e l’altro, perché il livello di sfida sa comunque essere interessante.

Può, appunto, essere preso come una pura sfida di logica ma, volendo, la partita si può fare anche più pressante per rispettare le tempistiche riportate nel dossier o, se non si vuole l’effetto filler, renderla una piccola campagna di otto casi a difficoltà crescente, impegnando così ben più di dieci minuti.

Insomma, le possibilità sono tante, il divertimento (se si amano questi giochi di logica) assicurato… non aggiungo altro che devo andare a inchiodare il cavallo!


Se anche a voi il cavallo sta sulle scatole, potete cercare di metterlo al muro acquistando A Carnivore Did It! su MagicMerchant.it. E con il codice GEEKPIZZA avrete il 10% di sconto! Se non lo saute siete dei pavoni colpevoli!

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