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Super Snipers

Super Snipers – Quando il puzzle diventa un duello

Da qualche parte, in mezzo alla folla, c’è il nostro bersaglio. Non sappiamo chi sia. Non sappiamo cosa stia facendo. Abbiamo solo pochi istanti per scoprirlo, prima di diventare noi il “SUO” bersaglio.

E’ questa la situazione in cui ci mette questo titolo, un gioco che prende l’immaginario di un cecchino e lo trasforma in una sfida di osservazione e deduzione. Non basta solo avere una buona mira: bisogna prima capire dove guardare.
E allora, fucile pronto e occhio sul mirino, il nostro obiettivo è Super Snipers.

Solitamente, nel gioco da tavolo, i polimini — i famosi pezzi del Tetris, per intenderci — si usano per costruire città, riempire plance o ottimizzare spazi. Poi ci sono giochi come Super Snipers, che prendono la stessa idea e la trasformano in qualcosa di decisamente diverso ed innovativo: un duello tattico per due giocatori in cui ogni policubo rappresenta il progressivo restringersi del mirino sul proprio avversario.

Un’idea semplice da raccontare, ma sorprendentemente originale da giocare, che riesce a distinguersi soprattutto per il modo in cui sfrutta i polimini e per l’ottima qualità dei materiali presenti nella scatola.

E’ l’anno 2484 e l’ottanta per cento della superficie terrestre è ormai inabitabile. Le colonie sopravvissute combattono per accaparrarsi risorse sempre più scarse. Sei un Cecchino scelto, un soldato potenziato geneticamente e ciberneticamente, un veterano della Grande Guerra che sopravvive mettendo le proprie abilità al servizio della tua fazione. Per garantire la sopravvivenza della comunità e ridurre al minimo le perdite, hai un unico obiettivo: dovrai liberarti del tuo rivale.

Per riuscirci, però, bisogna prima individuarne il nascondiglio per poi affrontare una seconda fase, più articolata, nella quale bisognerà isolare il bersaglio dagli innocenti prima di poter premere il grilletto. E non è così semplice come si possa pensare, perché bisogna colpire il cecchino avversario per tre volte prima che sia lui a fare lo stesso con noi.

Come si svolge una partita

Ogni round è diviso in tre fasi: Nascondiglio (Hide), Identificazione (Locate), Obiettivo (Target).

All’inizio entrambi i giocatori scelgono segretamente una delle tre Plance di Identificazione a disposizione, su cui nascondere il proprio cecchino. La scelta non è puramente estetica: le plance rappresentano tre livelli hanno difficoltà differenti e, una volta utilizzato un determinato livello come nascondiglio, quella posizione viene compromessa e non potrà più essere utilizzata nei round successivi…anche perché un cecchino di esperienza non si nasconde sempre nello stesso luogo.

Si passa quindi alla fase di ricerca. I giocatori agiscono contemporaneamente e utilizzano i Focus, i polimini (posizionati all’interno di un sacchetto di pesca in fase di setup), per cercare di isolare il mirino. Ogni colore rappresenta un elemento diverso — ambiente, tempo e respiro — e i pezzi dello stesso colore devono essere collegati ortogonalmente per formare delle catene. Il primo pezzo di ogni colore deve inoltre partire dal bordo della griglia.

La cosa interessante è che non si pesca semplicemente un pezzo alla volta alla cieca: infatti davanti a ciascun giocatore ci sono tre Focus che compongono la propria Linea di vista. Si utilizza sempre quello più a sinistra, dopodiché la fila scorre e viene rivelato il pezzo successivo. Questo piccolo dettaglio aggiunge una componente di pianificazione decisamente importante, perché permette di preparare il proprio schema sapendo già quali saranno alcune delle tessere che arriveranno dopo.

Quando si riesce a isolare il mirino, si dichiara la ricerca e si scopre il nascondiglio avversario. Se abbiamo avuto fortuna, abbiamo trovato il cecchino; in caso contrario, quella posizione viene considerata un buco nell’acqua e bisogna continuare la ricerca.

Una volta individuato il bersaglio si entra nella fase Target, dove il gioco cambia leggermente faccia. Si passa a una nuova plancia in cui bisogna prima isolare tutti gli innocenti, rappresentati da meeple gialli, e successivamente intrappolare il bersaglio principale all’interno della Kill Box. Solo a quel punto sarà possibile posizionare il polimino proiettile e mettere a segno l’eliminazione.

E qui arriva uno degli aspetti più interessanti: mentre noi stiamo cercando il nostro avversario, lui sta facendo esattamente la stessa cosa con noi. Non c’è quindi un classico sistema “io faccio il mio turno e poi tu fai il tuo”, ma una gara continua nella quale bisogna cercare di essere efficienti senza perdere di vista ciò che potrebbe stare facendo l’altro giocatore.

Un puzzle con il fiato sul collo

Quello che rende Super Snipers interessante è proprio questo equilibrio tra ragionamento e pressione.

A prima vista potrebbe sembrare quasi un tranquillo puzzle game di piazzamento tessere, ma basta qualche turno per rendersi conto che ogni scelta ti avvicina sempre più ad una sorte spiacevole, se non porta ad una risoluzione più veloce di quella del vostro avversario. Un Focus può essere perfetto per la situazione attuale, ma completamente inutile per quella che arriverà tra due o tre pescate. E quando la tessera che abbiamo in mano non si incastra come vorremmo, entrano in gioco le risorse che permettono di mitigare la casualità.

I Clear Token, per esempio, permettono di scartare il Focus attivo e procedere con quello successivo, mentre i vari bonus possono modificare temporaneamente le normali regole di piazzamento. Tra questi troviamo strumenti come Concentrate, Exchange e Recalibrate, che permettono rispettivamente di creare nuove catene, manipolare i Focus disponibili o riposizionare una tessera già giocata.

A questo si aggiunge la possibilità di ottenere Surveillance, pescando ulteriori Focus quando si coprono determinati spazi durante la fase Locate. Questi pezzi potranno poi essere utilizzati nella fase Target, creando una sorta di piccolo vantaggio costruito durante la ricerca.

Il risultato è un sistema nel quale la fortuna esiste, ma raramente decide da sola la partita. Bisogna imparare a lavorare con ciò che arriva, cercando di mantenere sempre qualche alternativa aperta.

E poi ci sono i cecchini.

Il gioco mette a disposizione diversi personaggi asimmetrici, ognuno con una propria abilità base e una relativa abilità di Adrenalina. Imparare a sfruttare il proprio personaggio, ma soprattutto capire come reagire a quello scelto dall’avversario, aggiunge un ulteriore livello di lettura alla partita.

L’Adrenalina, inoltre, entra in gioco quando si perde un round e permette di recuperare un po’ di terreno attraverso un Focus speciale che può essere piazzato liberamente sulla griglia, senza dover rispettare le normali regole di connessione. È un sistema di recupero semplice ma efficace, che evita che una partita prenda una direzione troppo rapidamente.

Quando parte il cronometro

Se la modalità Duello rappresenta l’esperienza più ragionata e accessibile, è con la modalità Quickdraw che Super Snipers tira fuori davvero gli artigli.

Le regole di base rimangono le stesse, ma i turni vengono scanditi da una clessidra da dieci secondi. Non bisogna quindi aspettare l’avversario: ognuno continua a giocare con il proprio ritmo e, allo scadere del tempo, bisogna passare immediatamente al turno successivo.

Sembra una modifica marginale, ma cambia completamente la sensazione al tavolo.

Quello che nella modalità standard può essere un ragionamento ponderato diventa improvvisamente una scelta da prendere in pochi secondi, portando al tavolo quel pizzico di ansia che si fa sentire verso le ultime battute. Si comincia a commettere errori, a rischiare piazzamenti che normalmente non faremmo e soprattutto a percepire fisicamente la pressione dell’avversario.

Il puzzle diventa quasi frenetico e, personalmente, è proprio Quickdraw la modalità che ho trovato più coinvolgente. È quella che riesce meglio a trasformare l’idea del duello tra cecchini in un’esperienza realmente tesa.

E in solitario?

Il regolamento propone anche due modalità in solitario, ma con approcci molto diversi.

La Contract Mode prova a simulare un avversario attraverso un semplice sistema di gestione dell’AI, che utilizza i Focus per avanzare nella ricerca e nella fase Target. L’obiettivo rimane quello di eliminare il cecchino avversario tre volte prima che sia lui a fare altrettanto.

La seconda, Hostage Rescue, è invece una modalità in tempo reale nella quale ci si trova contemporaneamente contro due Super Snipers e bisogna anche salvare gli innocenti. Qui il timer da dieci secondi diventa centrale e la sfida assume una dimensione decisamente più concitata.

Sono aggiunte interessanti per chi vuole giocare anche da solo, anche se, è difficile che possano sostituire l’esperienza competitiva per cui il gioco sembra essere stato concepito.

Materiali e produzione

Dal punto di vista produttivo, Super Snipers convince.

I Focus sono realizzati in cartoncino spesso e plastificato, i token in acrilico trasparente e colorato e le plance hanno una buona consistenza con tanto di incastri in dual-layer. Anche il comparto grafico, con il suo stile cel-shading e l’ambientazione cyberpunk, contribuisce a dare personalità al progetto.

È uno di quei casi in cui la produzione non sembra semplicemente voler impreziosire il gioco, ma riesce effettivamente a rafforzarne l’identità. Il colpo d’occhio sul tavolo è notevole e i materiali trasparenti aiutano anche a rendere immediatamente leggibili le diverse configurazioni delle griglie.

Vale la pena?

Super Snipers non è un gioco per tutti.

Il tema dei cecchini e dell’eliminazione dell’avversario potrebbe non incontrare i gusti di chi cerca ambientazioni più leggere, mentre chi non ama i puzzle potrebbe trovarsi davanti a un ostacolo ancora più grande.

Ma se i polimini vi piacciono e siete alla ricerca di qualcosa che li utilizzi in maniera meno convenzionale, qui c’è sicuramente qualcosa di interessante. Infatti, la forza di Super Snipers sta proprio nell’aver preso un elemento ormai familiare come il polimino e averlo trasformato in uno strumento per rappresentare la ricerca, il posizionamento e infine la precisione di un colpo.

La modalità Duello permette di ragionare e ottimizzare, mentre Quickdraw aggiunge quella dose di adrenalina che, almeno per me, porta il gioco al suo livello migliore.

Non è il classico gioco di piazzamento tessere e non è nemmeno un vero skirmish. È qualcosa di decisamente più strano: un puzzle rompicapo competitivo in cui il tuo avversario non è soltanto qualcuno da battere, ma anche il motivo per cui devi essere più veloce, più preciso e più efficiente di lui.

Ed è proprio questa strana combinazione a renderlo un titolo che riesce a distinguersi.

Il gioco, nonostante la sua indipendenza dalla lingua, non è attualmente disponibile in italiano, ma è possibile acquistarlo direttamente dal sito ufficiale. Galen Games, è una casa editrice indipendente, con sede a Syracuse, New York. Nasce dalla passione di un Game Designer, Galen McCown che, oltre a progettare giochi, è anche psicoteraupeuta, musicista e padre. I suoi titoli si concentrano in particolare sulle esperienze in solitaria e per due giocatori, con l’obiettivo di proporre giochi intensi e coinvolgenti attraverso meccaniche originali e poco convenzionali.

Per chi invece volesse continuare ad esplorare il mondo dei giochi da tavolo e scoprire nuovi titoli, una selezione sempre più ampia è disponibile sul nostro store di fiducia.

Extras

E per accompagnare la partita, perché non lasciarsi trasportare anche dalla musica? Questo gioco si sposa benissimo con la playlist, pensata per creare ed arricchire l’atmosfera di tensione: mettetela in sottofondo, alzate il volume e lasciate che la colonna sonora diventi parte della vostra esperienza al tavolo.

Esploro mondi da tavolo, scovando titoli freschi come reliquie nascoste. Ogni scoperta ha la sua storia. Ogni storia la sua colonna sonora. L'avventura comincia qui, sei pronto/a?

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