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Il Collezionista di Prime Partite – Opera Magna

Se ve lo state chiedendo no, non è un gioco in cui dovete abbuffarvi mentre guardate l’Aida

Avevo rischiato di giocarmi l’amicizia dei ragazzi di Ludus Magnus Studio con precedenti imbarazzanti ritardi. Ma loro sono delle paste di persone (oltre che un azienda serissima) e continuano a darmi fiducia. E stavolta non solo con un gioco della loro scuderia, ma addirittura con un’anteprima!

Il gioco in breve: essere artigiani è bello, costruire qualcosa è meglio, costruire una cattedrale che resterà nella storia è magno. Dovremo inviare i nostri mercanti in giro per i più importanti mercati d’Europa per raccogliere risorse spendendo il meno possibile. Poi dovremo migliorare la nostra maestria nella costruzione allenandoci con gli edifici più semplici. Quando saremo dei veri maestri potremo mettere la nostra arte all’Opera e consacrare il nostro nome con una straordinaria impresa edile:

la Salerno – Reggio Calabria

Per fare una cattedrale grande ci vuole un tavolo grande. Ma no, ci vuole un grande tavolo!

Nel nostro turno dovremo posizionare un mercante in una delle zone dei mercati in cui già non c’è un nostro lavoratore.

Se siete fortunati a Costantinopoli. Se siete molto fortunati a Venezia. Se non lo siete per niente ad Anversa. Mai una volta che piazzi un lavoratore alle Hawaii…

Se lo piazzeremo nella metà superiore, potremo variare il prezzo da pagare, in quella inferiore potremo modificare le risorse che raccoglieremo. Se lo piazzate nel centro siete democristiani.

A questo punto paghiamo e raccogliamo i materiali: se sono risorse grezze saliamo nei relativi tracciati, se sono lavorate le potremo utilizzare per costruire gli edifici. Se avremo sbloccato i carretti potremo anche pensare di cominciare a mandare le nostre merci a Santa Maria del Fiore per costruire la cattedrale. Ma attenzione, perché più saliremo più ci avvicineremo al Paradiso e dovremo quindi essere più capaci. Solo se le nostre risorse saranno cresciute potremo sbloccare i certificati e continuare a costruire.

Visivamente tanta roba. Qualche dubbietto sull’iconografia, ma ci si passa sopra una mano di malta fina

Parliamo di un piazzamento lavoratori con gestione risorse, ma con dei twist molto interessanti. Per prima cosa il fatto di poter decidere quali merci pagare o quali prendere ci permetterà di poter gestire le risorse in maniera intelligente e senza quella sensazione di crisi del “mi manca proprio quella”. Molto interessante anche il fatto che gli edifici costruiti ci daranno dei bonus, ma dovremo decidere quali.

Se metteremo le carte nella parte sinistra della plancia, avremo sconti e sbloccheremo conversioni di risorse. Se metteremo le carte nella parte destra avremo bonus immediato o punti vittoria a fine partita, ed in più sbloccheremo carretti che ci faranno portare merci alla cattedrale.

Un gioco in cui le combo la fanno da padrona. Il turno migliore sarà: costruire un edifico che ci dà la possibilità di andare alla cattedrale che sblocca un bonus per costruire un altro edificio e così via.

Si richiede una pianificazione piuttosto attenta, ma comunque non troppo prevedibile in quanto gli altri giocatori potranno variare le situazioni di costi e ricavi durante i loro turni e mandarci a Santa Maria del Fiore la strategia.

Graficamente ci troviamo davanti ad un gioco veramente di livello. La cattedrale, i mercati e le plance sono splendidamente illustrate. Forse non facilissimo vedere bene tutto il tavolo, visto che porterà via molto spazio e ci saranno cose da controllare un po’ su tutti i lati. Ma buonSignore, stiamo per costruire una cattedrale! Non ci lamenteremo per dello spazio sul tavolo…

Ma bisognava andare fino a Costantinopoli per trovare della legna? Il Trentino ce lo siamo dimenticato?

Ingresso importante per la Ludus Magnus nel mondo degli Eurogame. Un gioco che all’inizio appare più imponente ed insuperabile di quello che effettivamente è, ma che poco alla volta si modella e diventa perfettamente abitabile per tutti.

Ottimo lavoro di architettura, no?

La nostra partita: La cattedrale di vetro

Vengo guardato con un misto di sospetto ed ammirazione mentre compongo i dieci minuti buoni di setup per preparare il gioco e un po’ mi pento di non aver portato Scala 40.

Quando finalmente ho finito mi metto a spiegare il regolamento elegante come Cruciani sulla Croisette, leggendo e dimenticandomi delle parti. Gli sguardi attoniti attorno a me mi fanno sentire talmente in colpa che voglio costruire la cattedrale solo per confessarmi.

Con una vetraia così avrei fatto faville pure a Sagrada

Pronti via ed il primo giocatore ci mette quasi dieci minuti a fare la prima mossa. Ma tranquilli, è giustificata. E’ un ingegnere.

Comincio a far correre i miei criceti per provare ad imbastire una strategia e alla prima mossa vado nell’unico mercato in cui non ho lo sconto. Genio.

Poco alla volta comincio a darmi una quadra. Gli altri giocatori mi sembrano più avanti di me con le risorse, ma più in difficoltà con la costruzione degli edifici. Turning point della partita il riuscire a sbloccare due conversioni e due sconti. Da quel momento in poi sceglierò i mercati solo per le risorse che mi servono senza preoccuparmi dei pagamenti. Mi piacerebbe farlo anche con i ristoranti.

Ad un certo punto capisco di avere preso in mano le redini della partita, soprattutto perché sono l’unico che sta facendo punti senza aspettare il conteggio finale. Le mie torri salgono ed il mio apporto a Santa Maria del Fiore è sempre più consistente.

Dio, ricordatelo quando arriverò da te e dimenticati della mia cronologia web!

Si, questa foto è stata scattata sulle mie lenzuola. Io ed i giochi da tavolo abbiamo un rapporto… complicato

Mi crolla un po’ il mondo addosso quando il mio amico dice che vorrebbe mettere un pezzo nella cattedrale ma non può. Ed io gli dico “Certo che puoi, hai il carretto”. E lui “Ah, è così che funziona? Potevo farlo anche tutti i turni precedenti?” A questo punto si accoda un altro giocatore nel dire “Ma lì comunque non potrebbe costruire perché non ha un segnalino nella parte inferiore della colonna”. Ed io “Ma basta che ci sia qualcuno, non il suo”. Tutti in coro “Questa cosa non l’avevamo capita”.

I regolamenti si possono anche spiegare male, ma per farli diventare il Poseidon ci vuole capacità.

Non c’è da sorprendersi se poi la partita finisce ed arrivo primissimo.

Il vetraio domina.

La mia cattedrale di vetro, luce e colori si staglia alta nel profilo di Firenze.

Il mio nome verrà ricordato insieme a quello di Lorenzo de’ Medici, Dante, Batistuta e Ceccherini.

I miei avversari invece mi ricorderanno come Savonarola (che è comunque meglio di Pacciani).

Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui, per veder segnar Brunelleschiiiiii

Potete seguire il progetto a questo link: https://gamefound.com/it/projects/lms/operamagna

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