Recensione: Dopo un lungo silenzio, Dylan Dog 362

Dell’attesissimo numero 362 di Dylan Dog sceneggiato da Tiziano Sclavi dopo ben 9 anni di assenza, ve ne avevo già parlato qui. Io l’ho adorato, eccovi la mia recensione.

Titolo dell’albo: Dopo un lungo silenzio

Soggetto: Tiziano Sclavi

Sceneggiatura: Tiziano Sclavi

Disegni: Giampiero Casertano

Editore: Sergio Bonelli

Trama: Dylan Dog è un uomo che non può più bere, perché è stato alcolizzato… ma quando conosce Crystal, pian piano, ci ricasca. Owen Travers è un uomo che beve da quando l’adorata moglie se n’è andata. L’Indagatore dell’Incubo viene ingaggiato da Owen perché il fantasma della moglie morta continua ad abitarne la casa. Una vicenda che affonda la lama nel cuore di tenebra degli esseri umani.

Recensione: Lo ammetto: un po’ di ansia quando ho iniziato a leggere Dopo un lungo silenzio ce l’avevo, visto che da fan di Sclavi non potevo evitare di avere aspettative piuttosto elevate. Beh, non ne sono rimasta affatto delusa, questo albo è bellissimo. Già dopo poche pagine, si è completamente immersi nelle storie di due uomini disperati, Dylan e Owen. Troviamo un Dylan Dog triste, stanco, provato, che ricade nell’alcolismo con facilità, pensando di poter avere un saldo controllo di sé stesso. Un Dylan che viene di nuovo risucchiato dalle sue debolezze. Anche l’altro protagonista, Owen è uomo molto triste che si tuffa nell’alcool alla ricerca dell’incoscienza, perché il dolore per il suo amore perduto è troppo forte, il dolore per il troppo silenzio è lancinante.

“Mai negare a un uomo il diritto alla incoscienza.”  Andrew Craig/Citazione dall’albo.

È una storia che parla di tristezza, di vuoto, di silenzio, di tanto, troppo silenzio.

È una storia che parla di vita, di morte e di amore.

Tiziano, di nuovo bentornato.

Trama via Sergio Bonelli

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