Il ludononno, Kingdomino e l’onanismo

Con un po’ di ritardo si parla della vittoria di Kingdomino allo Spiel Des Jahres 2017 e dell’onanismo.

Io apprezzo l’onanismo.

Ma che dico.. io ADORO l’onanismo, ne sono un fervente sostenitore e gran divulgatore. Ho dedicato gli anni migliori della mia vita alla pratica dell’onanismo, e diciamolo.. anche gli anni peggiori. Potrei scriverne l’apologia e la costante pratica mi ha concesso di elevarlo a nuovi livelli. Questo fino a che non è intervenuta l’età. Ma non siate tristi, i problemi articolari e la pressione non hanno spezzato il mio legame con esso anzi mi hanno concesso di elaborarne il concetto più puro per depositarne poi l’idea nell’iperuranio delle cose.

Alla luce di quanto detto posso dire: sì, signori, io sono il primo sacerdote dell’onanismo e, in quanto tale, lasciatemi dire che l’amore che provo per l’onanismo è pari soltanto all’odio che provo per il suo yin: le seghe mentali.

Esse, miei cari discepoli, sono il male e meritano disprezzo per 2 motivi:

  1. tolgono tempo ed energie alla pratica del vero onanismo;
  2. se l’onanismo quantomeno giova al singolo, le pippe mentali non giovano a nessuno.

Questa è pura verità, tenete sempre a mente questi insegnamenti e applicateli alla vita di tutti i giorni.

Tutto ciò, ovviamente, vale anche per i giochi da tavolo e ancor di più per i loro premi e ancor di più per lo Spiel Des Jahres (o simili). Ogni anno, puntualmente, si alza il lamento dei giocatori che odiano quello o quell’altro premio e si lanciano in dibattiti profondissimi con riflessioni filosofico/esistenziali sulla loro natura.

Seghe mentali.

La facciamo semplice?

A me non piace il pesce ed è come se quando vado al ristorante con i miei amici e mi passa davanti una trota al cartoccio cominciassi a dire “signoooore come odio il pesce, esso puzza! E pulirlo! E poi diciamocelo: fa male! Il piombo! E poi son creature viventi… Provano dolore e poi Dio, cosa ne penserà Dio?” A chi giova? Non ai miei amici che tanto lo sanno che a me il pesce non piace e hanno smesso di ascoltarmi appena ho aperto le violette, non a me che sto facendo solo la figura del rompipalle, per l’ennesima volta. Non posso prendermela col pesce, perché è pesce! Se non mi piace il pesce, non mi piace il pesce. Punto. Ora sostituite “pesce” col nome di un premio di giochi da tavolo che non vi piace e.. voila! Sarà chiaro anche a voi che avete rubato un mucchio di tempo a del sano onanismo.

“Ok Nonno, ma come faccio a sapere se il premio xyz per me è carne o pesce?” Minchia c’è Google! Leggili i 5, i 10 ultimi vincitori, no? Lascia stare di leggere i parametri, i regolamenti, le interviste ai giurati e seghe mentali simili. Leggi i vincitori e capirai il senso dello Spiel Des Jahres, del Jogo do Ano, degli International Game Award e del Gioco dell’anno Ital… ah no, quello no.

Ora che siamo tutti d’accordo e che hai speso un quarto d’ora per cercare il palmares dei vari premi dei giochi da tavolo e finalmente hai capito quale è carne e quale è pesce (per te), non menarla più che non ti piace un certo premio, farai meno la figura del rompipalle e avrai un sacco di tempo da dedicare all’onanismo.

Bene, per chi non lo sapesse quest’anno lo Spiel Des Jahres l’ha vinto Kingdomino. Con Kingdomino ho fatto un esperimento. Kingdomino ha convertito 2 persone che non conoscevano il gioco da tavolo ai giochi da tavolo. Punto, set, match. Kingdomino è un GRAN gioco dell’anno, ENORME, meritatissimo.

“È il migliore? Al 100%? Davvero non ce n’era un altro anche solo un filo migliore che magari meritava di vincere?”

Questa è una sega mentale quindi ignorerò chiunque si stia ponendo questa inutile domanda.

Kingdomino è così elegante, semplice, accattivante, in una parola: riuscito, che risulta essere il gioco perfetto per introdurre un totale ignorante ai giochi da tavolo, per confermare l’interesse per quelli che ne sono già introdotti, per essere un piacevole diversivo per chi invece è impallinato come noi. Talmente perfetto che da nonno conservatore osservo distante e scettico la nuova (appena annunciata) espansione perché fare una cosa per bene è già tanta roba, farne 2 è tosta, anche per un designer dalla gigantesca esperienza come Cathalà.

“‘’Mbe?” dice, “Che ti frega? Il primo resta ottimo! ‘A sacerdote… a me questa puzza di pippa mentale eh!”

Falso e ignorante che sei! Perché si vive di ricordi e sensazioni, e se io per 20 volte mangio una grigliata (di carne!) perfetta e alla 21esima ci aggiungono una spezia che rovina tutto. Hai voglia a non farla mettere la prossima volta, quella grigliata, ormai, non sarà più la stessa!

Rispondi