Seize the Bean, finalmente su Kickstarter un gioco da Kickstarter

Tra una spruzzata di piazzamento lavoratori, un deckbuilding un po’diverso dal solito e tanta tanta varietà.. nessuno ha mai detto che gestire il tuo coffee shop sarebbe stato un gioco da ragazzi!

Kickstarter è un po’ come le maree. Periodi di bassa e periodi di alta, altissima marea, come questo. Emergere in questi periodi, senza alti budget per il marketing, vuol dire che stai proponendo qualcosa di valido. È il caso di Seize the Bean, già abbondantemente finanziato in questi giorni su Kickstarter e in fase di sblocco selvaggio di stretch goal. Seize the Bean affronta un argomento quasi religiosamente caro a noi italiani: il caffè.

Come dicevo in apertura non gestiremo un baretto… all’italiana, diciamo, ma una caffetteria di quelle un po’ hipster-stilose, nate sulla scia di Starbucks. Non per niente Seize the Bean ci porta a Berlino una delle città più di tendenza, cosmopolite e vive al mondo, e lo fa con tanta passione e la giusta dose di autoironia.

Proprio essere in cima alle tendenze è l’obiettivo del gioco: partendo da una semplice caffetteria, migliorandola con prodotti di qualità e dotandola delle infrastrutture migliori, attireremo nuovi clienti che, se soddisfatti, non esisteranno a condividere recensioni positive!

Le strade di Berlino, in Seize the Bean, non sono altro che 3 mazzi di carte: uno di clienti, uno di prodotti e uno di migliorie dai quali si rivelano 5 carte. Potremo aggiungere i clienti al nostro mazzo, per un deckbuilding un po’ diverso dal solito, mentre ingredienti e migliorie verranno posti a sinistra e destra del nostro negozio per aumentare i bonus dei quali godere durante la fase di piazzamento lavoratori.

Nota importante: impossibile giocare 2 partite uguali. I clienti sono divisi per categorie (come artisti, forze dell’ordine, impiegati, nerd e turisti) e all’inizio di ogni partita, a seconda del numero di giocatori, se ne sceglieranno solo alcune delle oltre 15 che già ora sono state sbloccate via Stretch Goal. Le categorie non definiscono solo quali clienti useremo per la partita ma anche quali ingredienti e upgrade verranno usati, tutto all’insegna della varietà!

Scendiamo nel dettaglio analizzando un turno di gioco; innanzitutto ognuno è diviso in 4 fasi e cominceremo la prima già con una coda di clienti pronti da servire; le richieste di ogni cliente sono gli ingredienti in alto a sinistra, se li soddisfiamo il più delle volte ricambieranno con una recensione positiva e, se presente, con un effetto speciale scritto in basso. Dopodiché potremo incassare un bonus extra spendendo gli ingredienti in alto a destra. Non soddisfare un cliente dà l’opportunità agli altri giocatori, a giro, di pagare gli ingredienti al posto nostro incassando così la recensione positiva e l’abilità speciale. Se nessuno paga gli ingredienti richiesti il cliente diventa impaziente e se non interverremo con qualche altra abilità speciale entro fine fase, l’impazienza si trasformerà in recensione negativa.

Alcuni ingredienti sono speciali. Se non li avete in dispensa non preoccupatevi, potete ottenerli pagando i relativi 2 ingredienti base (per esempio si possono convertire 2 latte normale in un latte di soia). Si chiude questa fase scartando tutti i clienti, convertendo i clienti impazienti in recensioni negative e mantenendo solo i clienti che per qualche effetto erano nello status ‘paziente’.

La seconda fase è quella di piazzamento lavoratori. Come abbiamo visto, installare migliorie o arricchire la dispensa con nuovi ingredienti allunga la linea dei bonus che guadagneremo quando ci metteremo sopra un nostro lavoratore. Ogni riga consente di guadagnare ingredienti base, nuove migliorie o ingredienti da aggiungere al nostro negozio oppure nuovi clienti, che una volta presi dalla città, metteremo nella pila degli scarti del nostro mazzo, ma, come in ogni buon deckbuilding, è quando finisce il mazzo che finalmente si rimescola e i clienti che abbiamo aggiunto diventano disponibili.

Comincia poi la fase del passaparola dove potremo aggiungere agli scarti del nostro mazzo un cliente della stessa categoria di uno degli upgrade o ingredienti già installati nel nostro negozio.

Infine ci si prepara per un nuovo turno pescando dal proprio mazzo un numero di nuovi clienti pari al livello di hype raggiunto dal nostro negozio. Questo è rappresentato dalla barra nella parte inferiore del nostro negozio ed è modificabile tramite diversi effetti delle carte. Si riempie Berlino con nuove carte, si riprendono i lavoratori e, se ci sono ancora recensioni positive disponibili, si comincia con un nuovo turno. Altrimenti si procede con il conteggio dei punti, dove ogni buona recensione vale un punto e ogni recensione negativa ne toglie uno; poi i giocatori suddividono i propri clienti, ingredienti e migliorie per categoria e se ne hanno la maggioranza prendono il relativo premio per categoria. Al conteggio si aggiungono, infine, i bonus di 5 recensioni positive derivanti dai premi speciali per ogni negozio che tengono conto se abbiamo preso prodotti o migliorie tutte diverse o tutte uguali. Alla fine, chi ha più punti, vince!

Mi sono innamorato subito di questo gioco. Ne adoro l’estetica, gli artwork e i componenti. Mi piace il modo in cui si sono mescolati 2 generi – il deckbuilding e il piazzamento lavoratori – ma anche la personale interpretazione data ad alcune meccaniche. Il deckbuilding per esempio: dove di solito le carte, una volta acquisite, non prevedono ulteriori costi per il loro uso, qui invece il loro acquisto va pensato proprio in ottica del loro mantenimento.

Ma quello che davvero è fuori dal comune è l’incredibile varietà e longevità. A un motore di gioco solido e, in fondo, consolidato, sono state aggiunte un sacco di categorie di clienti, ingredienti e upgrade diversi. Questo genera partite sempre diverse tra loro, sia per la curiosità di scoprire le nuove categorie, sia perché ognuna di esse introduce abilità speciali e meccaniche peculiari,a volte molto tematiche. Non nascondo che certe combinazioni stravolgono il modo di giocare rispetto alla partita precedente tanto da dare la sensazione che si abbia quasi a che fare con un gioco quasi diverso.

Notevoli i materiali che sebbene prototipali aiutano a immedesimarsi nella situazione, la campagna Kickstarter ne sta sbloccando ancora di migliori e… insomma, consiglio a tutti, tutti di dare un occhio a questo gioco (qui il link alla campagna), potreste un giorno pentirvi di esservi persi una piccola chicca.

Sì, perché secondo me ‘Seize the Bean’ (e il suo successo) vogliono dire molto, in un momento in cui su KS si presentano dei titani col coltello tra i denti. Rappresentano, in una certa misura, il trionfo dello spirito autentico che sta(va) alla base di Kickstarter; vuol dire che ancora oggi, nonostante le critiche e l’uso forse discutibile che ne fanno altri, rappresenta uno strumento valido per chi ha idee, passione, capacità e costanza di portarle avanti, di realizzare un proprio sogno/progetto! Viva (questo) Kickstarter!

Rispondi