Lo spacciagiochi: Quoridor

Se qualche giorno fa vi abbiamo parlato di Quarto, oggi tocca a Quoridor, un altro gioco antico ma mai fuori moda di Oliphante.

Per parlare di Quoridor ho chiesto al mio amico Matteo (“Il Medico”, non solo quando si gioca a Pandemic) di scrivere qualcosa, visto che al mio matrimonio è stato uno dei più accaniti fruitori dell’edizione gigante concessaci da Oliphante.


Per trarre inspirazione per questa mini recensione su Quoridor ho pensato di partire dalla colonna sonora ideale per il gioco pensata su Melodice.Org.

Ecco, qui mi sono reso conto di non aver capito nulla del gioco: 5 ore di musiche rilassanti prevalentemente strumentali. Io ho sempre visto questo astratto del ’97 di Mirko Marchesi ed edito in Italia da Oliphante come una sfida contro il tempo, cercando di sfuggire da questo labirinto che ti viene costruito intorno

Ma come si gioca?

Il gioco è pensato per essere giocato fino a 4 giocatori, ma da decisamente il meglio di sé in 2, ed è in questa versione che proverò a presentarvelo se per caso non lo conosceste. Ogni giocatore ha a disposizione 1 pedina e 10 muri a incastro da usare su una scacchiera 9×9 in comune da attraversare da una parte all’altra per vincere.

Ad ogni turno si può scegliere di muovere la propria pedina di un quadretto in qualsiasi direzione o piazzare un muro adiacente a due caselle della scacchiera, in orizzontale o verticale per rallentare la fuga avversaria. L’unica limitazione è che deve sempre essere possibile una via di fuga: non potete bloccare l’avversario. Fine delle regole, manca giusto qualche piccola aggiunta sulle situazioni particolari per cui vi rimando al regolamento completo.

Poche, pochissime regole ma tanta possibilità di cattiverie gratuite: spesso la vostra pedina si troverà circondata da muri o chiusa in un angolo, a differenza di Baby, e dovrete ricominciare a fare la stessa strada all’indietro per cercare un passaggio ancora aperto.

Ora capite perché secondo me la playlist consigliata è francamente sbagliata? Immaginate la scena: voi che correte attraverso un labirinto e man mano che avanzate verso l’uscita una serie di muri si alzano dal terreno a tagliarvi la strada, voi correte disperati verso quello spiraglio sperando che tutto non sia vano. Mi aspettavo quindi un sottofondo più ansiogeno, una Cavalcata delle Valchirie ad esempio!

Come tutti gli astratti in legno di questa serie (Quarto, Gyges, Pentago, etc) l’occhio è appagato dalla semplicità del legno lucido della versione base, ancora più bello nella deluxe, senza la necessità di avere milioni di miniature semiarticolate.

Alla fine il quarto d’ora di tempo indicato sulla scatola si realizza solo se avete grandissimi paralitici analitici seduti al tavolo, così vi verrà voglia di farne un’altra subito dopo e un’altra ancora!


Di Quoridor esistono diverse versioni, quello Classic (che vi consiglio), quello mini, quello Deluxe (meraviglioso, però costa 85€) e quello gigante, assolutamente da provare in fiera.

Se volete un gioco decisamente stimolante e un po’ cattivo, vi lascio il link al sito di Oliphante.

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