La guida di Banda a Keyforge

Banda del Dunwich Buyers Club ci propone una riflessione ponderata su Keyforge, all’indomani del lancio del nuovo gioco di Richard Garfield.

Su Facebook stanno fioccando domande bizzarre e riflessioni affrettate su Keyforge, ho quindi chiesto a Banda del DBC di pubblicare la sua guida su Geek.pizza. Nel ringraziarlo, vi rimando all’episodio 67 del loro podcast, nel quale si è parlato del nuovo fenomeno targato Richard Garfield, dopodiché chiudete porte e finestre e… ma già lo sapete, no?

Banda’s easy guide to Keyforge

Leggete il regolamento.

Leggete il regolamento.

Leggete tutto il regolamento.

Ogni domanda che vi sovviene di fare su Facebook, nel 99% dei casi, trova risposta nel regolamento.

Scopo del gioco.

La prima cosa che dovete tener presente in ogni secondo di ogni partita di KF è lo scopo del gioco. Arrivare a 18 ambre prima del vostro avversario è l’unico scopo.

Potranno intervenire infiniti fattori a impedirvi di collezionare 18 ambre, ciò non toglie che quello sia lo scopo e se mai vi venisse in mente di ritardare sulla tabella di marcia ricordate che attaccare le creature altrui ogni turno o creare una board di 12 carte divisa in più fronti di default vi porterà, nella maggior parte dei casi, alla sconfitta. KF è un gioco che spinge psicologicamente il giocatore a calare sempre tutto quello che ha in virtù della gratuità del giocare le carte. In realtà voi state pagando tutto, e lo state pagando caro. L’unica valuta di KF, quella con la quale pagate ogni decisione è IL TEMPO. Cambiare casa, fare board e attaccare comportano ingenti perdite di tempo, il rapporto tempo-benefici va ponderato di volta in volta, non lasciatevi spingere all’accumulo seriale di creature o artefatti, imparate a raccogliere in mano molte carte di una stessa fazione, a calarle assieme e a usare una board piccola mono casa piuttosto che una da 10 carte tricasa e soprattutto imparate a usare bene l’archivio, quando possibile.

Forza e contesto.

È fisiologico nel genere card game una costante errata percezione della forza delle singole carte e dei singoli mazzi. La quasi totalità dei giudizi espressi su una carta o una combo o un certo deck manca completamente di numeri che suffraghino tale giudizio. Giocare con gli amici 3 partite a settimana e derivare un massima sul gioco nella sua totalità è assolutamente sbagliato perché le diverse percezioni di sparuti singoli giocatori non sono in grado di confermare alcuna tesi in merito a ciò che è forte o meno. Se analizzassimo ogni singola carta di KF presa dall’elenco generale di 370 sicuramente arriveremmo a stabilire una classifica ideale di quali siano le migliori 5 in senso assoluto e questo ci convincerebbe che chi ha il maggior numero di quelle carte nel mazzo non potrà che vincere. Sbagliato.

Ciò che manca a questa analisi infatti è un adeguato contesto per l’uso di quelle carte. Pensateci un attimo, uscite di casa col vostro top deck e andate al negozio sotto casa pronti a spaccare tutto, vi sedete e aspettate che qualcuno si sieda davanti a voi per iniziare.

Ora, la persona che si siederà è un vostro amico o no? Conoscete i suoi mazzi o no? E’ bravo a giocare o no? Avrà fortuna o meno nel pescare le carte e nel timing? E voi, avrete fortuna o meno nel pescare le carte e nel timing? Le case del suo deck sono antitetiche alle vostre? Ha power card nel mazzo?

Capite bene che nella partita a seguire mille cose andrebbero a inficiare l’effettiva forza di ogni vostra carta, dovreste giocare almeno 10 partite contro la stessa persona con gli stessi mazzi per avere un accenno di statistica sul rapporto tra i due. E anche così credetemi sarebbe avreste una statistica “locale” e non generale. Occhio quindi a giudicare in modo più o meno definitivo giocatori, mazzi e carte. Nella maggioranza dei casi non state tenendo conto del contesto e questa parzialità influenzerà inevitabilmente il vostro gioco suggerendovi paradigmi e assiomi assolutamente infondati del tipo “questo è bene, questo è male”. Sperimentate il più possibile, giocate il più possibile, con il maggior numero di deck possibili contro il maggior numero di persone possibili e non ponetevi limiti dove non esistono.

Decostruire la propria sconfitta.

Una cosa fondamentale nel genere card game è l’accettazione della sconfitta e la capacità di ripercorrere mentalmente buona parte del proprio gioco analizzandone le scelte sbagliate e gli scenari alternativi. Purtroppo perdere è doloroso e ogni giocatore nel tempo impara a convivere bene o male con una notevole dose di partite perse. Non cedete in nessun caso a banali concetti come fortuna e sfortuna. Accettate serenamente che il vostro avversario abbia giocato meglio di voi e ancor prima convivete col fatto che un gioco migliore da parte vostra era assolutamente possibile. Prima imparerete a non demandare l’esito di un match a cause esterne prima crescerete come giocatori e prima arriverete a correggere i vostri errori e a minimizzare drasticamente gli elementi di gioco più incontrollabili.

Chi pesca di più, vince.

Regola fondamentale di ogni gioco che si basi sulle carte. Chi pesca di più lungo il corso di una partita aumenta drasticamente le proprie possibilità di vincere. Keyforge è un gioco che consente di liberarsi facilmente di molte carte ogni turno per pescarne nuove. Ricordatevi che quando vi sentite bloccati in qualche senso e non vedete via d’uscita, il vostro mazzo contiene tutte le risposte alle vostre domande. Non abbiate paura di scartare grandi quantità di carte dalla mano, anche carte fortissime ma non utili in quel momento. L’incapacità di liberarvi di certe carte vi condannerà a perdere. Non regalate la vittoria al vostro avversario perché contate che presto o tardi questa o quella carta diventeranno utili. Nella maggioranza dei casi perderete con “la mano di dio” al completo. In ogni momento di crisi il coraggio di scartare deve sempre avere la precedenza sulla speranza che, statisticamente, la sorte ci sorrida.

Scambiate i deck.

Una cosa che vi invito a fare sempre, specialmente quando vi capita di giocare con perfetti sconosciuti, è quella di fare sempre una seconda partita a deck invertiti. Questo rituale ha lo scopo di responsabilizzare entrambi i giocatori. Il giocatore che perde due round può rendersi conto che la sfortuna pesa decisamente meno della bravura. Il giocatore che vince due round consolida la propria tecnica di gioco e può consigliare lo sconfitto su come migliorare nell’uso del suo mazzo. Nel caso di pareggio si può andare all’asta per migliorare la propria valutazione di un certo deck. Imparare a offrire il giusto per l’uno o per l’altro è un’abilità che presto o tardi tutti dovremo sviluppare, tanto vale iniziare subito.

È nella competizione che il gioco si realizza.

Molti giocatori che si affacciano ai card game mettono sempre le mani avanti per scongiurare competizioni di ogni genere. A volte sembra una sorta di spauracchio, molti neofiti credono che andare a torneo sia come per i primi martiri cristiani finire nella fossa coi leoni. Nulla di più sbagliato. I circuiti competitivi FFG / Asmodee sono molto più contenuti nei numeri di quanto si pensa, sono estremamente conviviali e divertenti e soprattutto sono meravigliose occasioni di incontro tra appassionati di un gioco appartenenti nel quotidiano a città e circoli molto lontani tra loro. Immaginate che andare a torneo sia come andare a sciare. Svegliarsi prestissimo, vestirsi in modo scomodo, fare molti km mentre tutti dormono e pagare lo decine di euro di skypass è terribile e spesso basta uno di questi elementi a farvi dire “no grazie, torno a dormire che son le 5”. Tuttavia a fine giornata, dopo molte ore sulla neve, al tramonto, la sensazione di aver fatto qualcosa di bellissimo non lascia spazio ai lamenti del mattino. Ed ecco che già progettate di farlo ancora, magari in altra meta, il weekend successivo.

Giocare ai tornei FFG / Asmodee è così. Se siete disposti a mettervi in gioco a fine torneo sarete estremamente felici di avervi preso parte nonostante il piazzamento più o meno decoroso. E credetemi, non vedrete l’ora di parteciparvi ancora.

Ricordate che ogni card game vive e respira solo grazie al gioco organizzato, prendervi parte è qualcosa che aumenta la qualità del gioco oltre che la vostra di giocatore.

Siate costruttivi, sempre.

È naturale che mille persone diverse abbiano mille approcci diversi al gioco. Chi è più romantico non si curerà di mercato ed economia, baderà al collezionismo. Chi è più pratico cercherà di capire come giudicare la forza effettiva di un deck senza aprirlo di modo da poterci speculare. Chi è più legato al gioco vorrà semplicemente giocare e divertirsi senza preoccuparsi del giusto numero di mazzi da possedere e del loro effettivo valore.

Di qualsiasi tipo vi sentiate io vi esorto a essere sempre e comunque propositivi e costruttivi in pubblico. Cercate di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Questo non significa farsi andare bene tutto sempre. Significa piuttosto capire che a monte sono state fatte scelte precise che comportano rinunce precise e che gli errori sono umani anche per le “corp” dietro alla produzione di un certo bene. Se avete dubbi, domande, rimostranze, critiche di qualsiasi genere ricordatevi che c’è sempre un modo “positivo” di sottolineare anche le cose più negative. Basta usare le parole giuste e dar modo agli altri di spiegare le loro ragioni.

La community di Keyforge conta 1400 persone, è un numero enorme e la probabilità di avere post antipatici è altrettanto alta. Quindi pensate sempre con attenzione prima di digitare qualcosa di cui potreste pentirvi o che potrebbe abbassare la qualità della conversazione o lo spirito generale del post.

Conclusioni.

Keyforge è nato ieri e realmente non lo conosciamo. Non facciamone un miracolo o una maledizione in poche ore o per sentito dire. Giochiamo, divertiamoci e contribuiamo al divertimento degli altri innanzitutto. Aiutiamo nuovi giocatori a conoscere il prodotto. Partecipiamo al gioco organizzato. Il resto verrà da sé.

Buon divertimento a tutti!

Banda.

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