I Crimini di Grindelwald: bentornati a casa

Qualche giorno per rifletterci su è tutto ciò di cui si ha bisogno, dopo la visione di un film della portata di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald. Aspettative, ansia, delusione, gioie e dolori, un film denso di emozioni di qualsivoglia genere. Promettiamo di fare quanti meno spoiler possibile nel parlarne, ma ci sono cose accadute, che non possono essere lasciate in sospeso. 

Il secondo volume della saga di Animali Fantastici, diretta ancora una volta da David Yates, ha fatto parlare di sé ancor prima di essere un trailer, ancor prima di iniziare a mettere su pellicola le prime scene del film. Porta sulle spalle il peso di una saga quale Harry Potter, una storia che ha fatto faville nell’ultimo ventennio, che forse potremmo azzardare a dire, ha rivoluzionato il mondo del fantasy. “Non ci sarà bambino nel nostro mondo che non conoscerà il suo nome” avrebbe detto la McGranitt nel lontano 2001, un profezia, all’alba di quello che sarebbe diventato un vero e proprio fenomeno mondiale. Animali fantastici arriva a noi anni dopo l’uscita dell’ultimo capitolo della saga del maghetto, quasi in punta dei piedi. Un timido e impacciato Newt Scamander (Eddie Redmayne) che fa capolino sui grandi schermi, senza sapere cosa avrebbe potuto scatenare. Ed è così il mondo dei Potterhead si è spaccato in due. 

La storia è avvincente, intrisa di un futuro che deve ancora accadere, è qualcosa di sconvolgente a tratti, claustrofobico in altri, ogni personaggio ha la propria rilevanza, non banale, bensì notevole. Hogwarts, il ritorno a casa, un “flashback nel futuro” potremmo dire impropriamente, un colpo al cuore che difficilmente si può dimenticare quando il castello compare sul grande schermo, facendo balzare dalla poltrona grandi e non solo. È nostalgico e acerbo allo stesso tempo pensare che proprio quel castello, sarà il palco di uno spettacolo che noi abbiamo già visto.

Nulla è affidato al caso e questa probabilmente è la lezione più dura che la Rowling tenta di impartirci da anni. I buoni passano al lato dei cattivi e viceversa, Scamander verrà chiamato a fare una scelta molto rischiosa da parte di Silente (interpretato da Jude Law nella sua versione giovanile), e sappiamo tutti quanto sia difficile dire “no” ad un mago potente come lui. Si tratta di una scelta che mette a nudo nuovi caratteri di questo personaggio, sicuramente molto amato, arricchendo la sua figura di un coraggio e di una forza che non abbiamo visto nel primo film. Al di là della lotta tra bene e male, tra bianco e nero, tra magia e mondo babbano, credo che il vero protagonista di questo secondo volume sia l’amore. Newt, Tina, Lita, Theseus, Queenie, Jacob, ma soprattutto di quell’amore che non ha lasciato alcun ombra di dubbio, quello tra Gellert e Albus. Una sola certezza sui due maghi a capo di due opposti schieramenti, quella di un patto di sangue, che lega così intimamente le loro anime, tanto da spaventare. E l’interpretazione di Johnny Depp è magistrale. Grindelwald è il villain perfetto, potente e crudele, ma  allo stesso tempo furbo e intelligente, un personaggio che con la sola forza della parola sarebbe in grado di traviare i pensieri di ogni ascoltatore, di portarli nel suo esercito, con fascino e carisma, due aggettivi che meglio si adattano ad un attore come Depp. Il discorso di Grindelwald è pura seduzione, evoca immagini forti, ci proietta dalla sua parte, mescola mondo magico e mondo no-mag come se fossero un tutt’uno. 

La visione di un occhio più attento potrà certamente notare varie incongruenze con la storia che conosciamo bene, quella che accadrà di lì a settant’anni circa. Ci sono punti interrogativi irrisolti, sorti dopo scene e personaggi che non ci saremmo aspettati di trovare, per i quali non possiamo far altro che affidarci alla penna della Rowling, nella speranza che tutti i nodi vengano al pettine alla fine della saga. Tutto rimane sospeso ne I Crimini di Grindelwald, non c’è un finale, non ci sono risposte, ma solo un terreno che pian piano si prepara a rivelazioni future, che siamo certi ci lasceranno di stucco, così come annunciato nella scena finale. Una rivelazione che ci lascia con il fiato in gola e l’amaro in bocca, oltre la quale i titoli di coda chiudono il sipario.

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