Lo spacciagiochi: Architetti del Regno Occidentale

Fever Games azzecca l’ennesimo gioco e porta in Italia Architetti del Regno Occidentale

Architetti del Regno Occidentale, d’ora innanzi Architetti, è un gioco per 1-5 giocatori della durata di un’oretta circa di Shem Phillips e S. J. Macdonald, illustrato da Mihajlo Dimitrievski .

Se Garphill Games o Shem Phillips sono nomi che vi suonano familiari, probabilmente è dovuto alla trilogia del mare del nord (Shipwrights of the North Sea, Raiders of the North Sea, Explorers of the North Sea), vi lascio il link a BGG per approfondire.

La storia

Quando ho saputo che la nuova trilogia, che iniziava con Architetti del Regno Occidentale, sarebbe arrivata in Italia sull’aeroplanino giallo di Fever Games, mi sono detto: ok, va provata. Seguo i ragazzi di Fever da quando erano solo due e il loro successo era dovuto a Boss Monster, un gioco che è piaciuto sia a me, sia a Luca e infatti trovate qui il mio spacciagiochi e la ludografica di Boss Monster II. Negli anni Fever si era indirizzata a un pubblico più “casual”, senza sbagliare un colpo, ma quest’anno i successi sono addirittura due: Welcome To e quello di cui vi sto per parlare.

Architetti del regno occidentale mi aveva incuriosito: sapevo che Fever stava cercando un gioco più corposo da inserire nel catalogo e quindi a Lucca, dopo essermi accaparrato una delle copie di Quadropolis a 10€, mi sono fiondato a provare Architetti. Ero già d’accordo con Giulia, la dimostratrice dei muffin: avremmo provato il gioco in due giocatori.

Giulia dei Muffin, Francesco (me) e Flavio (il Meeple con la camicia)

Siamo alla fine del Regno Carolingio, circa 850 d.C., i giocatori si sfidano per ottenere il favore del Re e mantenere lo status di nobile, edificando costruzioni sul territorio del nuovo regno designato.

Nella scatola

La scatola è compattissima, quando l’ho vista sono rimasto stupito. Sono abituato ai 30 cm di lato, di questi giochi, ma Architetti ha una scatola di 23 x 23 x 7 cm. Scordatevi le scatole giganti con il materiale che “naviga” (qualcuno ha detto Citadels?), qui lo spazio è ottimizzato al millimetro.

Nel “comparto legno” troviamo 180 risorse sagomate e 100 lavoratori (20 per colore), abbiamo poi

161 carte (le dimensioni non sono esattamente standard, per cui se siete imbustatori seriali come me, potreste avere da ridire), 5 plance giocatore e un tabellone.

Il setup

Ci vuole un pochino a fare il setup la prima volta, ma se siete organizzati con le bustine ziplock e avete le risorse ben divise, non ci vorrà più di due minuti.

Tabellone sulla tavola, risorse in mucchietti ben divisi, 4 monete sul deposito delle tasse, 8 carte apprendista nell’angolo in basso a destra, le carte mercato nero in basso a sinistra e le ricompense in alto, accanto alla cattedrale. Semplice, no?

Prima di mettere il mazzo di carte edificio sul tabellone, nell’apposito spazio, datene 4 a giocatore. Si farà un draft, fatelo a occhio anche nella prima partita, anche senza conoscere gli edifici, così da non avere qualcuno con una mano completamente sbilanciata.

La plancia a partita ultimata

La partita

Il gioco si svolge a round e ogni giocatore nel proprio turno fa una sola cosa: piazza uno dei propri lavoratori sulla plancia ed esegue l’azione corrispondente all’area.

Le aree sono quasi tutte abbastanza classiche, ma alcune sono legate alla particolarità di questo gioco di piazzamento lavoratori.

Due i concetti chiave:

1) In un’area posso fare l’azione tante volte quanti sono i miei lavoratori presenti. Avere tre lavoratori mi permette di eseguire tre volte l’azione, ad esempio.

2) Non recupero mai i miei lavoratori. L’unico modo per farli ritornare sulla propria plancia è tramite azioni svolte con i propri lavoratori.

Nel gioco, nei panni di architetti, dobbiamo costruire una cattedrale e per farlo useremo i classici materiali (legno, pietra, argilla…). Man mano che la costruzione procede, tuttavia, i livelli successivi hanno meno spazi: non tutti i giocatori potranno arrivare al tetto della cattedrale (i più remunerativi, ovviamente) ma non è l’unico modo per fare punti: abbiamo anche gli edifici, che hanno anche effetti immediati o a fine partita, ma richiedono apprendisti per essere realizzati.

Il gioco è concettualmente molto semplice, anche se richiede una decina di minuti di spiegazione. Tolte le classiche azioni volte a ottenere legno\argilla\pietra\oro\marmo, vale la pena parlare di alcune altre azioni disponibili:

Il mercato nero dà dei bonus consistenti, ma comporta una perdita di reputazione e chi ha la reputazione bassa non può costruire la cattedrale (mica siamo in Italia, dove c’è la regola opposta). In compenso non paga parte delle tasse (monete richieste da alcune aree) e potrebbe essere un bonus non da poco!

La piazza consente di catturare i lavoratori di un colore presenti su un’area. Se sono del proprio colore, ritornano disponibili, altrimenti vengono messi sulla plancia nell’area “prigionieri”.

La prigione consente (tra le altre cose) di

  • consegnare tutti i prigionieri della propria plancia e ottenere una moneta per lavoratore consegnato
  • liberare tutti i propri lavoratori in prigione
  • liberare tutti i propri lavoratori catturati dagli avversari (attenzione: la regola è stata corretta con delle “errata” ufficiali in questi giorni)

ed è il cardine del riciclo dei lavoratori.

Costruire la cattedrale o gli edifici che nell’ambientazione arricchiscono la città richiede parecchi materiali e non solo è il modo per vincere, ma rappresenta anche il contatore che misura l’avvicinarsi del termine della partita: questi sono gli unici lavoratori che non torneranno mai in mano ai giocatori e, ricoperti tutti gli spazi disponibili, la partita ha termine.

La sede delle corporazioni determina la fine della partita

Conclusioni

Il gioco non ha elementi rivoluzionari, è vero, ma quando l’ho provato mi ha colpito per la meccanica del recupero dei lavoratori e per la grande semplicità. Se è vero che all’inizio si può brancolare un minimo nel buio, diventa ben presto chiaro che i modi per fare punti vittoria sono due: gli edifici e la cattedrale. Chiarito questo, il gioco procede molto rapido (in due ci vuole veramente un attimo) e in modo molto lineare.

Ci ho giocato in tutte le modalità, da 1 a 5 giocatori. Non amo i giochi in solitaria, per cui il fatto che non mi abbia colpito giocare contro l’intelligenza artificiale, probabilmente non fa testo.

Se avete fatto il preordine vi sarete ritrovati anche il deposito delle tasse in cartoncino (v. foto sopra) e le plancette con il personaggio del genere opposto di ogni colore (nel gioco base la plancetta del giocatore di un colore raffigura una donna, in quella promo troverete un uomo). Il deposito 3D ha due nei, però: bisogna sporgersi per vedere quante monete ci sono dentro (potenzialmente rivelando una propria intenzione) e cela parzialmente il tracciato della reputazione. Detto questo, fa molto figo e io lo uso comunque. Non ho le monete di metallo, ma per i super fan c’è anche questa opzione fighissima.

Un’ultima osservazione, parzialmente negativa, riguarda gli apprendisti: non c’è modo di scartarli tutti e rivelarne altri otto e se proprio non esce l’apprendista con l’icona che vi serve (sarà raro, ma mi è capitato), sarete costretti a cambiare radicalmente la vostra strategia e potrebbe costarvi molto caro.

Tornando alle plance, queste sono double face: voltatele e avrete personaggi con caratteristiche diverse (condizioni di partenza e abilità speciali), Architetti diventerà così un gioco asimmetrico.

Apprendisti al lavoro, una visita al magazzino reale diventa molto più remunerativa del solito!

Ho osato proporre Architetti del regno occidentale a un pubblico non avvezzo ai gestionali. Per capirsi, una persona, alla fine della spiegazione delle regole, mi ha detto: “Mi è venuto il mal di testa”. Questa persona dopo due round un po’ incerti, è partita alla grande, lasciandosi dietro un giocatore più esperto di lui a fine partita e cambiando radicalmente la propria impressione iniziale. Se cercate un gioco che faccia da apripista a giochi impegnativi, questo potrebbe fare al caso vostro.

Nelle prove abbiamo anche escluso che gli edifici siano la strategia dominante (si vince anche puntando sulla cattedrale) ma, soprattutto, è risultato evidente che nella propria strategia bisogna calcolare una sinergia dei propri apprendisti, possono farvi avere quei pochi punti in più che vi garantiranno la vittoria.

L’avrete capito, mi sento di consigliarvi Architetti del regno occidentale, è un gioco che potrete intavolare con una discreta facilità, dalla durata molto contenuta e dalla grande varietà.

Lo trovate su MagicMerchant.it a meno di 45€, ma se partecipate al nostro concorso, potreste pagarlo 15€ e non mi sembra male come regalo di Natale in ritardo.

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