Astromeeple: CO2 – Second Chance e il cambiamento climatico

CO2: Second Chance è un gioco che non solo spreme le meningi ma fa riflettere sul cambiamento climatico.

Quando venne annunciata la campagna di CO2:Second Chance, riedizione di un vecchio gioco di Vital Lacerda, non potevo farmela sfuggire dato che aveva il grande pregio di unire due tematiche molto interessanti per me: i giochi semi-cooperativi, in cui i giocatori competono fra loro mentre cercano di sconfiggere il gioco cooperando, e il cambiamento climatico. Per completezza, va detto che la nuova edizione prevede anche una modalità di gioco totalmente cooperativa, la quale però non mi è sembrata all’altezza della modalità competitiva, che prevede che i giocatori si sfidino fra di loro.

Prima di parlare del gioco, bisogna però fare un passo indietro. Nel 1944, venne pubblicato un libro fondamentale per l’economia e la matematica, The Theory of games and economic behavior, in cui venne teorizzata per la prima volta la teoria dei giochi, ossia il tentativo di individuare la soluzione di un gioco, ossia quali siano le strategie migliori per ogni giocatore. Questo concetto a noi giocatori suona molto familiare ed è la sfida che ci porta a rigiocare un titolo più e più volte.

Nella vita reale, la maggior parte delle situazioni che ci troviamo ad affrontare è di tipo semi-cooperativo, ossia ognuno ha degli interessi da portare avanti dovendo però fare i conti con le azioni degli altri. I giochi, come CO2: Second Chance o Robin Hood and the merry man, altro titolo appena uscito, ci mettono alla prova, ponendoci di fronte alla scelta su quanto cooperare con gli altri per non perdere la partita e quanto essere egoisti per ottenere il miglior punteggio.

CO2:Second Chance si svolge in 5 decadi, suddivise a loro volte in round e sottofasi, costringendo il giocatore a pianificare le proprie mosse avendo un numero preciso di azioni che si possono svolgere. Molto difficilmente, il giocatore avrà le risorse necessarie e la tempistica adatta per l’azione perfetta e per questo motivo si troverà a dover chiedere l’aiuto degli altri, creando così una continua interazione sul tabellone. In generale i giocatori, mentre cercano di diventare i dominatori del mercato dell’energia pulita perseguendo i propri interessi, dovranno evitare che l’inquinamento mondiale superi una certa soglia e migliorare le conoscenze tecnologiche per ottenere più profitti e punti vittoria.

All’inizio della decade, le regioni del mondo in cui non sono state costruite centrali dai giocatori, si troveranno costrette a far ricorso alle centrali di carbon fossile,per il proprio fabbisogno energetico, che porteranno a un aumento dell’inquinamento globale.
Successivamente, durante il proprio turno, i giocatori potranno svolgere un’azione principale, tra proporre un progetto, predisporre le infrastrutture necessarie a sostenerlo, o costruire una centrale, la quale permetterà anche di ottenere il controllo sulla regione tramite un sistema di maggioranze. Inoltre si potranno svolgere fino a tre azioni esecutive, necessarie a migliorare le condizioni esterne, quali: inviare scienziati ai summit sulle nuove fonti energetiche, acquisire o vendere CEP (Carbon Emissions Permit, o permesso di emissione carbonica) e infine giocare carte lobby o risolvere obiettivi ONU i quali, insieme agli obiettivi personali, daranno punti a fine partita.
A fine decade, si attiva la fase “Eventi”, in cui i giocatori saranno chiamati ad aiutare una regione in difficoltà: se in quell’area non hanno partecipato alla costruzione delle centrali o alle infrastrutture, saranno costretti a spendere un cubetto tecnologia, una risorsa del gioco, e un proprio CEP.

In questo gioco, inconsapevolmente, le persone si trovano a sperimentare l’equilibrio di Nash il quale, all’interno della teoria dei giochi, sta a significare la strategia migliore per un giocatore considerando le strategie adottate dagli altri. Un esempio molto famoso è il dilemma del prigioniero: due ladri vengono arrestati e possono decidere se confessare o no. In base alle loro scelte, se entrambi confessano o non confessano, ottengono una pena minore, mentre se uno confessa e l’altro no, il primo otterrà una pena lunga mentre l’altro sarà libero.
Questo dilemma, per tornare al tema del gioco, venne applicato nel 2007 al cambiamento climatico da Llewelyn. In un saggio più che attuale, affermò che la maggior parte degli stati e la comunità scientifica sono ormai concordi nel ritenere che ci sia bisogno di cooperare per ottenere risultati tangibili. Tuttavia, questo non avviene per il problema dei free-rider (scrocconi) i quali dichiarano di voler partecipare ma ottengono solo benefici dal lavoro degli altri senza dare il loro contributo. La soluzione, in poche parole, è trovare delle politiche ambientali, che obblighino i vari attori a cooperare fra di loro poiché prevedono in cambio qualcosa di tangibile e legato agli interessi dei singoli.

Concludendo, credo che questo gioco vada provato almeno una volta. Come tutti i giochi di Vital Lacerda, le azioni sono tutte concatenate fra di loro e anche se a prima vista può sembrare difficile comprendere come ottimizzare le poche azioni disponibili, già alla seconda partita si ha una visione d’insieme. L’altro aspetto molto interessante è il realismo, altro punto forte dell’autore, il quale inserisce concetti quali i CEP. Infatti una tematizzazione molto forte è un modo per far conoscere retroscena riguardo il cambiamento climatico che, come la maggior parte della realtà attuale, è regolato da logiche economiche che molto spesso vengono ignorate. Banalmente, la scelta di costruire centrali innovative a discapito delle vecchie centrali avviene solo se diventa economicamente vantaggioso, o quando mandare gli scienziati a migliorare la propria conoscenza avvenga in cambio di un ritorno economico.

Spero che vi sia venuta voglia di salvare il mondo e scoprire se siete capaci di trovare il giusto equilibrio fra cooperare od essere egoisti. Buona partita e alla prossima.

Le immagini sono tratte da BGG e sono dell’utente zgabor.

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