Astromeeple: Microbrew, produrre birra per gioco

Può una scatola metallica di pochi centimetri contenere molto più di un filler? Oggi lo scopriamo con Microbrew.

Dopo Mint Delivery e Mint Works ecco che esce un altro gioco in una scatola di latta. Se i primi due si dichiaravano come introduttivi, Microbrew vuole essere un piazzamento lavoratori completo da due giocatori e con un tema originale.

In questo gioco lo scopo è ottenere ingredienti per produrre birra da servire ai clienti, cercando di accontentare i loro gusti per renderli fedeli al proprio prodotto. Infatti, saranno proprio i clienti che siamo riusciti a fidelizzare che diventeranno punti vittoria finali, da sommare a quelli ottenuti con alcuni obiettivi sia segreti, sia pubblici.

Durante il proprio turno, il giocatore si trova a dover posizionare il proprio meeple in uno degli spazi azioni disponibili per svolgere l’azione corrispondente. Alla fine di ogni turno, le birre che sono state prodotte fermentano ossia vengono preparate per essere vendute (guadagnando soldi) o pubblicizzate (mediante un’azione che permette di fidelizzare il cliente). Infine, il round finisce quando entrambi i giocatori passano e ci si prepara per quello successivo.

Il gioco prevede una continua interazione fra i giocatori. Se si posiziona il meeple in uno spazio occupato da un altro, quest’ultimo recupera il proprio lavoratore, potendo cosi svolgere successivamente un’altra azione. Un altro modo di interagire è l’azione “Advertise” (pubblicità), la quale permette di rendere fedele un cliente, pagando (a prescindere da quale birra si offre) e rovinando cosi i piani dell’altro giocatore, che magari aveva prodotto la birra giusta.

I giochi ad alta interazione come questo, hanno il pregio di evidenziare un aspetto che ci contraddistingue dalla maggior parte degli animali, esclusi i grandi primati: la  teoria della mente. Premack e Woodruff affermarono che una persona possiede una teoria della mente se riesce ad attribuire stati mentali a sé e agli altri e inoltre è in grado di prevedere comportamenti in base a questi.

I bambini a partire dai 4/5 anni sono in grado di capire quali siano i comportamenti possibili di una persona in base ai loro pensieri e lo dimostra un semplice esperimento: al bambino veniva raccontato di Sally, una coetanea, che usciva a giocare e metteva una bambola in un cestino, ma successivamente la mamma spostava la bambola in una scatola. Ai bambini veniva chiesto dove Sally avrebbe cercato la bambola. Saper indicare il cestino indica la capacità di calarsi nei panni di un’altra persona.

Il piazzamento lavoratori, come meccanica, chiede ai giocatori di pensare a quali siano le mosse future degli altri per capire come ostacolarli o cercare di non farsi soffiare l’azione, ovviamente mettendo in atto competenze sociali e cognitive molto più complesse di quelle dei bambini.

Dopo questa breve parentesi, torniamo a Microbrew. Trovo che il gioco sia adatto a una serata leggera fra due giocatori, magari prima o dopo altri giochi un po’ più pesanti, come per esempio Targi (ma non pensiate sia un semplice filler). Un aspetto positivo è la dinamica di spostamento degli ingredienti sulla plancia del giocatore in stile puzzle, che è un po’ il cuore di questo gioco e “spezza” la potenziale ripetitività del piazzamento lavoratori. Se vogliamo trovare qualche aspetto negativo, però, possiamo notare una grafica non molto curata (al di là dello stile, che non amo particolarmente) e la dimensione ridotta della scatola: ho trovato difficoltoso rimettere a posto le varie componenti.

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