Meeple a colazione – Food Chain Magnate

Cucinare ti annoia? Splotter Spellen ti farà cambiare punto di vista, mentre organizzi la tua catena di ristoranti in Food Chain Magnate.

Questa volta credo che avrei dovuto chiamarlo cinghiale per cena, essendo il gioco di oggi quello che in gergo chiameremmo così. Tutto lo rende tale, dai tempi di gioco, alle meccaniche, alla totale assenza di dadi, tanto da portarlo direttamente in cima alla mia personale classifica.

C’è talmente tanto da dire su questo titolo che non so davvero da dove cominciare. Inizialmente volevo tenere il mio giudizio positivo solo per le considerazioni, ma non indugerò oltre a definirlo un capolavoro, un caposaldo del genere, che non si può amare a metà. Tanto particolare nelle meccaniche e nello stile, da amare o odiare, senza compromessi.

Per capire appieno come contestualizzare il gioco, è necessario dedicare due righe alla casa editrice, Splotter Spellen, nata nel lontano 1997 in Olanda, dalla menti brillanti di tre ragazzi di un’associazione di gioco studentesca. Solo uno dei tre membri iniziali fa ancora parte dell’attuale formazione della casa editrice, composta da due soli elementi, che la portano avanti per passione come hobby, dopo il lavoro e nel weekend. Anche da questo dipende la scarsa tiratura dei loro giochi, che per gran parte del tempo sono out-of-stock. Un modo di lavorare che hanno fin dai loro esordi, nei quali hanno cominciato con giochi economici, ma a loro modo geniali, venduti nelle confezioni delle VHS per risparmiare. Ma il sempre maggiore interesse dei giocatori per i loro titoli più complessi e strategici, quali Bus e Roads & Boats, li ha spinti a dedicarsi completamente a questo genere, e dare a questi colossi l’attenzione che meritavano. Una delle critiche che maggiormente è stata mossa nei loro confronti riguarda l’estetica dei giochi, caratterizzati da una bellezza, diciamo, soggettiva, come messa a celare la vera essenza del gioco. Arriviamo quindi a Food Chain Magnate, che per molti rientra nei titoli “brutti” per la sua grafica particolare e scarna, ma che molti altri è ciò che meglio incarna l’essenza del genere german.

  • Lingua: inglese, tedesco
  • Dipendenza dalla lingua: media, regolamento e traduzione carte reperibili online in italiano
  • Autore: Jeroen Doumen, Joris Wiersinga
  • Casa editrice: Splotter Spellen
  • Giocatori: 2 – 5
  • Età: 14+
  • Durata: 120 – 240 minuti
  • Anno: 2015
  • Meccanica: deck building, plancia modulare, selezione simultanea di azioni, draft di carte
  • Tema: cibo, industria, economia
  • Complessità: molto complesso

Materiali di gioco

La loro passione per le scatole compatte si vede, e anche se adesso si tratta di confezioni in cartone, è richiesta comunque una certa abilità di incastro per riporre tutto. Nella scatola infatti trovano spazio:

  • 1 Regolamento
  • 5 menù per giocatori in tedesco e 5 in inglese
  • 1 tracciato Ordine di Turno
  • 20 tasselli città
  • 8 tessere casa e 8 tessere giardino
  • 16 tessere pubblicità, tra cartelloni, cassette postali, aerei e radio
  • 16 segnalini Occupato
  • 3 ristoranti per ogni giocatori
  • 1 segnalino di turno per ogni ristorante
  • 222 carte Personale
  • 84 carte Milestone
  • 18 carte riserva bancaria
  • 6 carte CEO
  • Dollari di gioco in carta
  • 200 risorse sagomate in legno (40 hamburger, 40 pizze, 40 bibite, 40 birre, 40 succhi d’arancia)

I materiali non mancano, e se anche ci dimenticassimo della struttura del gioco per un attimo, solo i materiali ne giustificherebbero il prezzo. Per nostra fortuna non è così, poiché proprio a struttura del gioco, così corposa e complessa, lo rende tanto speciale. Obbligatorio imbustare le carte a mio parere, che non essendo particolarmente spesse, tendono a rovinarsi sui bordi. Credo comunque che non sia necessario specificarlo, trattandosi un prodotto dal prezzo non proprio contenuto, e rivolto ad un certo pubblico di collezionisti.

Meccaniche di gioco

L’obiettivo del gioco è gestire una catena di fast food attirando il maggior numero di clienti affamati, pubblicizzando il proprio menù e assumendo personale. Cercando di offrire sempre tutto ciò che i clienti vogliono, al miglior prezzo e vicino alle loro case. Magari creando anche una buon team di lavoro, redditizio ma poco dispendioso, da far crescere professionalmente una promozione alla volta. Se volessimo riassumere l’anima del gioco è tutta qui, in queste poche righe. Peccato che la realtà sia tutt’altro che semplice, perché ogni volta che vi sembrerà di aver fatto una mossa vincente, ci sarà un’avversario che vi ruberà la clientela, o i dipendenti migliori, o l’esclusività di un prodotto, ed ecco che sarete punto a capo.

Ma andiamo con ordine.

Mappa di gioco, dipendenti e obiettivi

Si parte creando casualmente la mappa di gioco con le tessere quadrate dei quartieri, che di volta in volta daranno vita a scenari assurdi, e terribilmente svantaggiosi in alcuni casi. In ordine di turno si collocherà l’unico ristorante disponibile ad inizio partita, il cui piazzamento, regolato da alcuni vincoli, sarà di importanza cruciale. Spesso ci si scava la fossa da soli scegliendo un punto di partenza sbagliato, e recuperare lo svantaggio accumulato aprendo un secondo ristorante in seguito, non sempre è possibile. Ad ogni giocatore viene data poi una scheda di riferimento veloce fatta a forma di menù, nel quale vengono riassunte le carte tra cui si potrà scegliere per creare il proprio motore di gioco. Ogni carta Personale avrà infatti abilità diverse, da “potenziare” grazie all’addestramento. Compito di ogni giocatore, in quanto proprietario e gestore della propria attività, sarà di costruire una struttura aziendale piramidale, partendo da una carta CEO sotto la quale potrà disporre a cascata il numero e il tipo di carte più adatto alla strategia che vuole seguire per creare il suo impero. Potremo assumere uno o più dipendenti a turno, in base alle carte in nostro possesso, ma bisognerà fare attenzione agli stipendi crescenti che andranno obbligatoriamente pagati. Le suddette 222 carte Personale, divise in 32 sottocategorie, andrebbero lasciate ben visibili durante il gioco, occupando una quantità di spazio non indifferente. In alternativa ad un grande tavolo, o ad un organizer fai-da-te (si trovano parecchi spunti online), dovrete scegliere di quali carte avrete bisogno consultando il menù, e cercarle di volta in volta. Se eravate riusciti per un soffio a trovare spazio per queste, aspettate a gioire, perchè andranno disposte sul tavolo anche le 84 Milestone, divise in 18 mazzetti. Obiettivi da riscattare nel corso della partita non appena se ne incontrano i requisiti, e che diventano esclusivi per il/i giocatore/i che le ottiene nel primo turno utile. Con queste potreste essere gli unici ad avere un freezer per conservare il cibo, dopo essere stati i primi ad averne gettato via, o perché no, un guadagno maggiorato sulla pizza, dopo averla venduta per primi. In poche parole, carte di estrema importanza e che da subito stabiliranno le vostre priorità.

Clienti, pubblicità e ordinazioni

Sarà incoronato vincitore chi alla fine avrà accumulato più denaro. Ma quindi come si guadagna? Semplicemente producendo cibi, quelli giusti, e creando campagne pubblicitarie irresistibili capaci di attirare persone da ogni parte della città. Tramite alcune carte specifiche, come il ragazzo delle consegne (errand boy), o il camionista (truck driver) recupereremo dalla mappa bibite, secondo vincoli di movimento e distanza dati dalle strade e dalle tessere che compongono la plancia. Per quanto riguarda il cibo invece potremo specializzarci in pizza, hamburger (o entrambi), addestrando i cuochi i migliori, creando cibo di turno in turno o conservandolo in un prezioso freezer. Una volta rifornite le scorte avremo bisogno di far desiderare il nostro cibo agli affamati cittadini, e potremo farlo avvalendoci di pubblicità, tramite semplici volantini postali o appariscenti striscioni aerei. Dovremo assumere e impiegare i nostri pubblicitari per una serie di turni, o all’infinito se otterremo la relativa Milestone. Una cosa che sembra estremamente vantaggiosa, ma che presto si rivela essere più complessa da gestire del previsto. Una pubblicità infatti sponsorizzerà un determinato prodotto indipendentemente da chi l’avrà creata, e potrebbe quindi aiutare i vostri avversari ad attirare clienti verso i loro ristoranti. Ciò che vi renderà più appetibili agli occhi dei clienti sarà quindi la richiesta, determinata dalle pubblicità, e che dovrà sempre essere soddisfatta completamente, la distanzail prezzo del cibo, e la presenza delle cameriere. Bisognerà quindi tenere costantemente sotto controllo quali cibi produce la concorrenza, cosa pubblicizza, quante possibilità ha rispetto a noi di soffiarci i clienti, e magari compensare il tutto assumendo battaglioni di cameriere e abbassando i prezzi (o gonfiandoli quando abbiamo l’esclusività). Un equilibrio perfetto di elementi che costituiscono il motore del gioco, e la sua determinante forza costituisce l’elemento che più appassiona di questo titolo.

Ci sarebbero mille altre cose da dire, come ad esempio la possibilità di costruire altre case, o ampliare quelle prestampate con i giardini per aumentare i clienti e la rendita derivante da ognuno di loro, o la possibilità di costruire nuovi ristoranti, ma non vorrei che la lettura  durasse quanto una partita intera.

Fine turno e partita

Vediamo quindi come si conclude una partita, che avrà durata variabile in base alle scelte dei giocatori. La prima volta che si esauriranno i soldi nella banca, dati per pagare gli introiti ai giocatori, si riempirà una seconda volta con un ammontare di denaro, tra i tre disponibili, deciso segretamente dai giocatori stessi che modificheranno notevolmente la durata della partita. Le vostre scelte, come quelle degli altri, influenzeranno la partita di tutti anche in questo aspetto, costringendovi magari a ripiegare repentinamente, per quanto possibile, su una strategia a breve termine.

Nella variante introduttiva, consigliata per prendere confidenza con le meccaniche nelle prime partite, vengono eliminate le Milestones, le carte Riserva per rimpinguare la banca e l’obbligo di pagare gli stipendi. Una variante decisamente semplificata, che dista anni luce dal gioco vero e proprio, ma che potrebbe davvero dare una mano a non scappare durante la prima partita.

Vi ricordo inoltre che è in uscita un’espansione (di cui si sentiva davvero il bisogno data la semplicità del gioco base…) in concomitanza con la fiera ludica tedesca più famosa. Sono aperti i preordini sul sito ufficiale di Splotter Spellen, dove si legge che andrà con priorità a chi avrà effettuato la prenotazione, e solo successivamente ai negozianti. Vi lascio qui il link all’articolo nel quale vediamo insieme le principali novità (svelate fino ad oggi) dell’espansione The Ketchup Mechanism and Other Ideas, dall’aristocratico prezzo di 75 €.

Considerazioni

In definitiva, Food Chain Magnate è un titolo che ha tutte le carte in regola per essere considerato un caposaldo del genere german. Complesso, appagante, ma allo stesso tempo frustrante e stretto come solo i titoli Splotter Spellen sanno fare. L’unica alea con cui dovrete combattere sarà quella determinata dalle tessere della mappa, disposte casualmente ad inizio partita, ma visibili e analizzabili fin dai primi minuti. In secondo luogo la scelta delle carte Riserva, da cui dipende la lunghezza della partita, può impedirvi di portare avanti la strategia come era stata pianificata, ma questo rende più imprevedibile e interessante l’andamento della partita. I fattori casuali finiscono qui, perché per il resto starà a noi capire come muoverci per diventare dei veri magnati, quali dipendenti usare prima, tenendo d’occhio le prese degli avversari e intuendone le mosse future.

Elevatissime sono sicuramente variabilità e rigiocabilità, soprattutto se lo intavolerete con persone che si divertono a provare nuove strategie ogni volta. La mappa non genererà mai due città uguali, garantendo sfide sempre diverse, e a volte davvero ostiche.

Per quanto riguarda la scalabilità, lo trovo divertente da giocare in ogni formazione, ma diventa più complesso da gestire man mano che aumentano i giocatori, trovando (secondo me) in 4 l’espressione migliore.

Lo stile grafico anni ’50, dai colori tenui e sobri, tende ad alleggerire la durezza del titolo, che tra una cameriera ammiccante e un carismatico pubblicitario, è pronto a darvi sonore bastonate sui denti per ogni piccolo errore commesso.

Tutti questi aspetti positivi non ne fanno comunque un titolo privo di difetti, che come già detto si fa amare o odiare. Il contenuto della scatola, indubbiamente abbondante, potrebbe far storcere il naso a coloro che si aspettano materiali estremamente appariscenti o curati. Le risorse sagomate solo davvero ben fatte, così come i menù riepilogati, mentre le plance della mappa, prima di capirne la reale praticità sul tavolo, tendono a rovinare un po’ la poesia. Discorso a parte è da fare per i dollari, in banconote stile Monopoly, che si rovinano irrimediabilmente al primo utilizzo, e che vi consiglio caldamente di sostituire con delle fiche da poker sin dalla prima partita.

Il regolamento non è dei migliori, e lascia alcuni dubbi che andranno chiariti rileggendo più volte alcuni passaggi, ma nulla che non si risolva in poche partite.

I tempi di gioco, che spaziano dalle 2 alle 4 ore, ed il considerevole ingombro una volta intavolato, lo rendono un gioco “esigente”, da proporre con giudizio e più volte, prima di essere padroneggiato.

In definitiva quindi, pur non essendo un titolo per tutti, né che intavolerete con leggerezza, consiglio a tutti gli amanti del genere di provarlo. Potrebbe stregarvi con la sua unicità o farvi capire chiaramente cosa non volete giocare mai più. Per me resta uno dei migliori giochi degli ultimi anni, da avere in collezione ad ogni costo.

Se ancora non siete sazi, su MagicMerchant.it trovate tanti titoli sfiziosi per il vostro appetito ludico.

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