WLOG – Ancient Civilizations of the Inner Sea

Millenni di storia in un solo gioco con poche pagine di regole, tantissimi scenari e anche un bot che non richiede una laurea in scienze dell’intelligenza artificiale per farlo funzionare. Tutto questo è Ancient Civilizations of the Inner Sea (GMT Games).

Il Mediterraneo. I Romani lo chiamavano Mare Nostrum, gli altri il Mare Interno. Sulle rive di questo specchio d’acqua, che sulle mappe più che un oceano sembra poco più di un lago troppo cresciuto, sono nate, cresciute e poi scomparse molte tra le più importanti civiltà della storia umana. Rievocare le gesta e le disfatte, i trionfi e i disastri di tutti questi popoli in un solo titolo è stato l’oggetto di molti giochi di civilizzazione, equamente divisi tra sistemi affascinanti ma ad alta complessità e altri più leggeri ma con forti elementi di astrazione. L’ultima creazione del designer veterano  Mark McLaughlin, invece, sceglie di posizionarsi al centro di questo scenario, con obiettivi sulla carta quasi impossibili: essere un gioco di simulazione capace di ricreare le dinamiche storiche di base, restare divertente e accessibile per tutti, offrire una grande rigiocabilità compresa un’innovativa modalità di gioco automatico per il solitario o per le partite con bot. Secondo alcuni è pienamente riuscito nel suo intento (tanto che ne è già in preparazione un seguito, Ancient Civilizations of the Middle East), secondo altri invece ha mancato il bersaglio (non riuscendo ad essere né un buon eurogame, né un buon wargame).

A WLOG parliamo proprio di questo dilemma… e le risposte potrebbero stupirvi!

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