Lo spacciagiochi: Undo – Sangue sul selciato

Undo è una serie di giochi dove dovremo intervenire sul passato per modificare il fato di una persona, quello di cui vi parlo oggi è Sangue sul selciato. [No spoiler]

Dato che anche questa è una delle novità di Lucca Comics & Games, possiamo considerare questo articolo il ventisettesimo della rubrica, trovate gli altri a questo link.

Undo – Sangue sul selciato

Undo è un gioco per 1-6 giocatori (su BGG c’è scritto 2-6, ma si gioca anche in solitaria) della durata di circa un’ora. Parliamo di tragiche morti, quindi l’età consigliata è 12+

Nella scatola troviamo due mazzi di carte: 24 carte formato tarocco e un mazzetto più corposo di carte “mini”. No, non c’è il regolamento.

Impareremo a giocare a Undo leggendo le prime carte in formato tarocco, che ci introducono i meccanismi del gioco e la storia che andremo a svelare.

Sì, perché le carte vengono disposte sul tavolo in modo ordinato (in fila, ma anche su due file se avete un tavolo di ridotte dimensioni), questi sono i capitoli della storia. Immediatamente sotto a ogni carta tarocco viene posizionata la corrispondente carta mini, che contiene un approfondimento su ciò che accade in quel capitolo.

Nel gioco a turno, i giocatori decideranno dove “investire” un salto temporale. I capitoli della storia in Sangue sul selciato sono 13 e abbiamo 9 salti a disposizione.

Un “salto” consiste nello scegliere una delle 13 carte, poste in ordine cronologico (il retro riporta il luogo e la data di quel capitolo), voltarla e leggere la storia che vi si presenta. Per rimanere in territorio “no spoiler”, mi inventerò un testo a caso.

L’uomo guardò il giovane con affetto. “La prossima volta che ci vedremo ti racconterò di tua madre”, strinse la mano all’altro e voltò il cavallo, pronto a partire verso sud.

Fate in modo che la vittima

  1. Chieda all’uomo della madre.
  2. Si diriga verso nord.
  3. Chieda all’uomo di trovare un assaggiatore di cibi al figlio del re.

Poniamo che il capitolo scelto sia il numero 3, una volta che avrete preso una decisione andrete a cercare le carte 3A, 3B e 3C, scarterete le due che non avete scelto e volterete la restante per capire se la vostra decisione ha influenzato in modo positivo o negativo il destino della vittima.

Se volete avere qualche informazione extra, potete spendere una delle lenti di ingrandimento per leggere il contenuto della mini carta del capitolo. Sono poche, usatele con parsimonia.

Chiaramente, almeno all’inizio, non avrete idea di chi siano i personaggi, né quale sia la loro storia e dovrete andare un po’ a caso. Dietro la carta troverete un numero, tipicamente da -2 a +2, più punti raccoglierete, più positivamente influenzerete il futuro della vittima.

In questo caso, si potrebbe dire che A vale +2, B vale 0 e C vale -1. Se non avete capito il perché… lo capirete procedendo con la storia.

Ho scelto apposta una foto non perfettamente a fuoco. Se volete leggere le scritte, concentratevi su di esse, se non volete sapere assolutamente niente, non fatelo.

Ogni “cambiamento” apportato alla storia della vittima si “consoliderà” a fine partita, questa è la scusa dell’ambientazione per giustificare il fatto che le carte sono immutabili ma, d’altra parte, non vedo come si potesse tenere conto di così tante variabili in un gioco con così poche carte (a meno di usare un’app).

Terminati i salti temporali a disposizione, basterà sommare i punti ottenuti e leggere le carte messe da parte a inizio partita, che ci diranno se la storia è cambiata oppure no, oltre a raccontarci tutta la vicenda sin dall’inizio.

Conclusioni

Il gioco, di per sé, non è male, ma non è esattamente ciò che ci si potrebbe aspettare.

Innanzi tutto non dovete aspettarvi una forte componente narrativa, nel senso che nel giocare a fare Sam Beckett a spasso nel tempo non avrete Hal a guidarvi e andrete completamente a caso all’inizio (intuito e non deduzione) e ricevere un numero come risposta alle scelte operate è un po’ freddo, avrei voluto almeno un trafiletto, due righe a commento della scelta.

Nella storia che ho affrontato sono riuscito a intuire correttamente quasi tutta la trama e ho ottenuto solo un punto meno del massimo, ma c’è stata una cosa che non mi è piaciuta moltissimo: per salvare la vittima, ho deliberatamente messo in pericolo un’altra persona e, in un altro momento, credo di aver tradito un po’ la natura del personaggio.

Insomma, alla fine mi sono divertito a capire quale fosse la storia e, di conseguenza, quali fossero le scelte più logiche da fare, però tra questo e Decktective, preferisco il secondo. Per Undo non è una bocciatura, perché alla fine riuscire a intuire i vari tasselli del mosaico della vita della vittima è stato un simpatico intrattenimento, però mi ha dato l’impressione che un pizzico di sviluppo in più l’avrebbe migliorato.

Se ne avete occasione, provatelo e poi fatemi sapere se siete d’accordo con me o meno. Il costo è molto contenuto, (12,89€ su MagicMerchant.it) e, nel caso, potete facilmente rivenderlo.

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