Fantozzi e la Coppa Cobram – Recensione

Fantozzi e la Coppa Cobram – Recensione

Branco di smidollati, siete pronti ad affrontare le temibilissime curve della coppa Cobram?

Fantozzi e la Coppa Cobram è un gioco di Dario Dordoni, pubblicato da Lamù, da 1-5 giocatori e dalla durata di 30-40 minuti.

In sella! Alla bersagliera!

Nella scatola troveremo un tabellone di gioco, carte personaggio, carte bonus/malus e vari token rievocativi, come l’immancabile coppa Cobram.

Il setup è molto semplice e rapido, grazie all’immagine ad inizio regolamento, che ci farà spendere giusto un paio di minuti prima di immergerci nella famosissima competizione ciclistica. Dopo aver scelto il proprio personaggio con le relative carte personali (4 carte numerate da 1 a 4 e una carta rifornimento), verrà distribuita casualmente una carta bonus e ci si posizionerà sulla casella di partenza.

Si parte! Ogni giocatore sceglierà in segreto una delle proprie carte personali, posizionandola coperta davanti a sé. Una volta che tutti avranno scelto, al grido di “Pronti smidollati? Via!”, si riveleranno le carte. Tutte quelle uguali tra loro si annulleranno, compresa la carta “rifornimento”, mentre le altre si attiveranno facendo guadagnare metri (caselle sul tabellone, pari al numero sulla carta giocata) ai ciclisti più temerari, o facendo pescare dal mazzo delle carte Bonus. Questa fase si ripeterà con le rimanenti carte, fintanto che non ne rimarrà soltanto una da giocare, a quel punto verranno raccolte tutte le carte già giocate e si ripartirà a mazzo completo.

Il percorso prevederà dei check-point che ci faranno pescare carte dal mazzo Bonus o dal mazzo Malus: queste carte raffigurano momenti iconici del film, che ci aiuteranno a guadagnare o perdere terreno, come l’immancabile “suppostone” o “la frittatona di cipolle”. Queste potranno essere giocate insieme alla carte personali, attivando l’effetto immediatamente e ribaltando di volta in volta le sorti della competizione. Il percorso è ricco di dettagli ispirati al film: entrando nella nebbia sulla salita Colle Del Diavolo non riusciremo più a vedere la strada, a causa dei “50 gradi sotto zero” e le carte saranno giocate casualmente; scendendo a gran velocità si rischierà di scontrarsi sul banchetto delle specialità di Pinarolo o di tagliare la curva e finire sui tavoli del pranzo nuziale all’Osteria del Curvone; la fatica causerà “occhi pallati”, “lingue felpate” e “arresti cardiaci”… insomma, rivivremo tutti i momenti più esilaranti del film.

Il gioco scorre piacevolmente tra un dispetto e l’altro, leggero e apprezzato sia dai fan più accaniti, sia da chi non ha mai seguito molto le sfortunate vicende del ragionier Fantozzi.

Un titolo fortemente voluto dai familiari di Paolo Villaggio, che l’hanno reputato un ottimo modo di ricordare uno dei comici italiani più amati da giovani e adulti, perchè come lui stesso diceva “I comici in fondo sono come dei bambini: si muovono come loro, pensano come lore e, alla fine, sono degli adulti mai cresciuti”, un po’, per fortuna, come tutti noi, amanti del gioco da tavolo.

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