Meeple a Colazione – Kodachi

Meeple a Colazione – Kodachi

Reduci dalla Guerra Genpei in Giappone, durante il XII Secolo, vorremmo goderci un periodo di meritato riposo, ma il dovere chiama.

I clan al potere hanno richiesto la nostra presenza per ristabilire l’ordine, in quanto abili shinobi, furtivi e taglienti come la nostra fedele lama Kodachi.

Proprio da questa famosa spada, una versione più leggera della katana, prende il nome la novità di cui vi parlo oggi, che uscirà in Italia grazie a Fever Games il 13 maggio. Si tratta di una versione card game di Ninjato, un gioco da tavolo del 2011.

  • Autore: Adam West
  • Casa editrice: WizKids, Fever Games
  • Lingua: italiano
  • Dipendenza dalla lingua: inesistente, ad eccezione del regolamento
  • Giocatori: 2 – 4
  • Età: 14+
  • Durata: 45′
  • Anno: 2019
  • Meccanica: gestione mano di carte, Push Your Luck, Deck Building, Set Collection
  • Tema: Giappone XII Secolo, Guerra Genpei
  • Complessità: leggero

Materiali di gioco

  • 1 Regolamento
  • 48 Carte iniziali (12 per giocatore)
  • 21 Carte Delegato bianche
  • 17 Carte Diceria viola
  • 22 Carte Abilità grigie
  • 35 Carte Guardia marroni
  • 15 Carte Guardia D’Elite rosse
  • 4 Carte Riassuntive
  • 9 Segnalini Clan
  • 1 Shuriken

I materiali, composti da carte e token in cartone, sono di ottima fattura e hanno delle sezioni dedicate all’interno della piccola scatola di gioco. Le carte sono di uno spessore comodo per il gioco e di una misura pratica (63×88) per essere imbustate. Purtroppo le dimensioni risicate della confezione non permetterebbero di riporre le carte una volta imbustate, per lo meno non mantenendo l’inserto.

Meccaniche di gioco

Una volta distribuite le carte iniziali ad ogni giocatore, creati i mazzi Guardie e Palazzo, si impilano i token Clan in ordine crescente, lasciando quello con punteggio più basso (2) in cima.  Il segnalino primo giocatore (Shuriken) viene assegnato al giocatore più tranquillo, mentre agli altri una carta Tesoro, in ordine, partendo dal secondo giocatore.

Il turno di gioco si divide in due fasi, ovvero Assaltare il Palazzo e ottenere una Ricompensa. Per prima cosa il giocatore di turno dovrà girare una carta da entrambi i mazzi, rivelando la Guardia che dovrà affrontare e una possibile Ricompensa dal mazzo Palazzo. Usando le Carte Dojo che ha in mano, di valori variabili da 1 a 6 e modificabili tramite Carte Abilità, dovrà decidere se sconfiggere le guardie del palazzo usando la Furtività o la Forza. Nel primo caso, girando lo shuriken sul lato adeguato, dovrà giocare carte più basse del valore della guardia per poterla sconfiggere. In caso scegliesse la Forza, potrà vincere solo superando il valore della guardia. Il pareggio è considerato una sconfitta, ed è possibile anche scendere sotto lo zero grazie alle carte abilità. Ogni volta che sconfiggerà una guardia dovrà decidere se proseguire o fermarsi, ovviamente dichiarandolo prima di girare una nuova carta mantenendo lo stile di combattimento dichiarato.

Il retro delle carte, marrone o rosso, aiuta il giocatore nella scelta, in quanto indica se si sta per rivelare una guardia semplice o una d’élite, spesso più impegnativa da sconfiggere. Stiamo parlando di un titolo basato sulla meccanica del Push Your Luck, quindi è importante ricordare che vincere e perdere sono parte integrante del gioco. Se infatti decidessimo di continuare, presi dalla brama di ottenere molte ricompense e nuove carte da aggiungere al mazzo, ma non dovessimo riuscire a sconfiggere la guardia appena rivelata, finiremmo immediatamente il turno, senza ottenere nessuna delle guardie sconfitte. In questo caso gli avversari avrebbero la possibilità di prendere una delle carte da noi rivelate, gratuitamente in caso di una Guardia, pagando con Tesori già in loro possesso per le carte del mazzo Palazzo. In caso decidessimo invece di fermarci in tempo, otterremo un numero di carte pari alle guardie sconfitte -1, da suddividere a nostro piacimento tra Guardie sconfitte (gratuite) o carte Palazzo, da pagare con un numero e un tipo variabile di Tesori. Queste ultime andranno aggiunte alla mano, e saranno subito disponibili.

Nel mazzo Palazzo potremmo trovare Carte Diceria, che aumentano il punteggio a fine partita, o Carte Abilità, che hanno la capacità di farci pescare nuove carte in gioco o modificare i valori delle Carte Dojo giocate. Infine potremmo imbatterci nelle Carte Delegato, essenziali per porre fine alla partita. Ognuna di queste infatti ha un simbolo di colore rosso, verde o blu, corrispondente ai segnalini Clan del relativo colore. Qualvolta si riuscisse a sconfiggere una guardia usando una di queste carte, otterremo di diritto (se ancora disponibile), il segnalino di quel colore attualmente visibile (2, 4 o 5 punti vittoria).

Quando un giocatore ottiene il suo quarto segnalino Clan, o l’ultimo segnalino in gioco, pone fine alla partita, che si concluderà alla destra del primo giocatore. A questo punto si sommeranno i punti dati dalle carte e dai segnalini ottenuti in partita, decretando il vincitore.

Conclusioni

Premessa: queste considerazioni sono state fatte su diverse partite giocate in 2 giocatori. Per motivi noti a tutti, non è stato possibile organizzarsi nel giocare in 4, e un’ulteriore considerazione a riguardo verrà aggiunta appena le condizioni lo permetteranno.

Amando morbosamente la quasi totale mancanza di fortuna nei giochi da tavolo, Kodachi ha rappresentato per me una piccola sfida. Qui rischiare il tutto per tutto è il cuore del gioco, affidarsi alla fortuna, credendo, come direbbe Yu-gi-Oh “nel cuore delle carte”, è importante. Così come lo è la costruzione, turno dopo turno, del proprio mazzo vincente. Il retro della carta che verrà scoperta dopo ci aiuterà nella decisione, valutando i possibili rischi del continuare l’azzardo. Spesso però, nonostante i calcoli, si potrebbe rimanere spiazzati dalla doppia guardia d’élite, o da un valore particolarmente ostico. Neanche focalizzare la costruzione del mazzo solo con valori alti, piuttosto che bassi, funziona a dovere. Alla fine, pur potendo scartare le carte rimaste in mano a fine turno, è anche vero che si attingerà nuovamente dal mazzo finora costruito, e misto fin dalla partenza, senza la possibilità di eliminare completamente determinate carte. Nelle diverse partite fatte ho trovato che un buon bilanciamento tra i valori, e un grande aiuto da parte delle carte abilità, fanno davvero la differenza. Purtroppo (o per fortuna) stiamo parlando comunque di una meccanica basata sulla fortuna, dalla quale potremmo venir sbeffeggiati proprio al termine di un round favoloso. Personalmente temevo che rischiando parecchio, la possibilità di essere l’unica a non ottenere carte penalizzasse in modo troppo incisivo. Ciò nonostante, ho notato che alcune giocate particolarmente fortunate, o poche mosse legate ai segnalini Clan, siano in grado di ribaltare completamente la situazione, e riportare una sorta di bilanciamento nel punteggio finale.

Il tempo di gioco è adeguato per la tipologia di gioco. In due, le partite si sono assestate tutte sulla mezzora di gioco, tempo che inevitabilmente si allungherà in quattro giocatori, forse oltre i 45′ indicati sulla scatola. I materiali, come già accennato sono buoni e funzionali. Non ho avuto modo di testare la versione precedente, Ninjato, ma trovo che una soluzione cardgame, in questo caso, abbia giovato considerevolmente alla fruibilità e alla portabilità. La scalabilità come detto è stata testata solo parzialemente, ma devo dire che così funziona perfettamente, con un buon equilibrio da colpi bassi, copi di fortuna e mosse ben studiate.

In definitiva Kodachi mi ha convinto, sotto diversi punti di vista, e mi sento quindi di consigliarvelo. Ovviamente devono piacervi le sue caratteristiche peculiari legate alla fortuna e al deckbuilding, ma anche se non siete soliti a quel genere, vi potrebbe piacevolmente sorprendere. I suoi numerosi lati positivi, quali la semplicità del regolamento, il costo contenuto, la possibilità di giocarlo anche con dei bambini/ragazzini, lo rendono un titolo perfetto da giocare anche in famiglia, con giocatori e non.


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Chiara "Honey Meeple"

Appassionata di videogiochi e creativa fin dall'infanzia, negli ultimi anni si è innamorata anche dei giochi da tavolo. Sul suo tavolo è facile trovare soprattutto German nudi e crudi, ma non disdegna sporadiche partite a giochi meno impegnativi. Tutte queste passioni, oltre alla sua innata vena artistica, l'hanno fatta avvicinare al mondo delle miniature, che dipinge per (e con) passione. Recentemente, con il nome di Kiki's Miniatures Mania, ha iniziato a pubblicare video tutorial per aiutare chi sta muovendo i primi passi in questo fantastico mondo.

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