Checkpoint Charlie – Krieg o Polemos?

Checkpoint Charlie – Krieg o Polemos?

Polemos è il padre di tutte le cose”, diceva Eraclito. “Giochiamo al Kriegsspiel!”, rispondono i generali prussiani… e il wargame da che parte sta?

L’immagine classica del wargame come di un gioco fatto solo di grandi mappe e centinaia di segnalini che ci si muovono sopra è ormai da considerarsi superata non solo dal punto di vista delle meccaniche, ma anche del contenuto stesso di questo affascinante genere ludico.

Perché ormai, oltrepassata la fase del “dettaglio per amore del dettaglio”, i regolamenti moderni non si accontentano più di quella rappresentazione cinetica degli eventi nella quale pur eccellono i wargame tradizionali.

La simulazione di oggi – sia nei regolamenti più complessi e incentrati sull’aspetto prettamente militare che in quelli più semplici e talvolta vicini alle meccaniche degli eurogames – si occupa anche di aspetti più sfuggenti e variegati, ma non meno importanti nella descrizione degli eventi bellici. La politica, l’economia, la società, la psicologia e mille altri fattori non cinetici vengono sempre più ad affiancare i fatti d’arme nella stessa concezione della guerra che viene simulata.

Introducendo nuove meccaniche non lineari, il wargame moderno passa così gradualmente dalla rappresentazione dalla Krieg in senso stretto alla rievocazione di un Polemos che, come ci ricordava Eraclito, è davvero il padre di tutte le cose.

Nella seconda puntata della trilogia di approfondimenti dedicati all’ampliamento della simulazione storica ci concentriamo dunque sulla rappresentazione che deriva dall’allargamento della stessa nozione di conflitto. Come sempre, su Checkpoint Charlie!

Riccardo Masini

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