Checkpoint Charlie – Il valore educativo del wargame

Checkpoint Charlie – Il valore educativo del wargame

Un wargame non si limita a insegnare come va il mondo: se ben compreso e ben praticato, insegna anche come ci si deve stare.

La prima cosa positiva che si sente dire dei wargame è che, oltre ad essere giochi che stimolano l’intelletto, “sono giochi che insegnano la storia”. Se si tratta di titoli con più partecipanti, la seconda è inoltre che “sono giochi che insegnano l’importanza del lavoro di squadra”.  Il che è vero, verissimo anzi. Ma non è tutto. Perché, certo, il gioco di simulazione in genere, essendo basato sulla rappresentazione della realtà, ci aiuta ad approfondire sia i suoi meccanismi che gli strumenti più efficaci per muoverci al suo interno… ma il suo insegnamento va al di là di tutto questo. Giochi se non complessi quanto meno dettagliati, con regole ben definite (eppure liberamente modificabili di comune accordo), che sublimano l’elemento del conflitto in una competizione sana e corretta, con esiti determinati dalle proprie scelte e conseguenze da gestire, con situazioni all’apparenza disperate da rovesciare e vantaggi da non dare mai per scontati: questi sono i giochi di simulazione, e queste sono le lezioni che impartiscono a chi li pratica, educandone il carattere oltre che arricchendone le conoscenze specifiche e le capacità relazionali. Insomma, insegnare a “stare al gioco” non solo durante una partita, ma anche nel quotidiano.

Il wargame è dunque una scuola di vita? Forse è un’affermazione un po’ esagerata… di sicuro è un hobby che aiuta non solo sul piano intellettuale, ma anche psicologico e caratteriale. Di questi aspetti virtuosi e di come sfruttarli appieno parliamo su Checkpoint Charlie.

Riccardo Masini

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