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Cowabunga!

Lo spacciagiochi – Happy City

Lo spacciagiochi – Happy City

Preparatevi a costruire una coloratissima città in miniatura, ma attenzione a bilanciare falicità e popolazione!

Happy City, edito in Italia da Ghenos Games, è un rapido gioco di carte vestito da gioco di costruzione città, ho avuto modo di giocarci in questi giorni ed ecco il mio parere.

In una riga

Autori: Toshiki Sato, Airu Sato | Artista: たかみまこと (Makoto Takami) | Giocatori: 2-5 | Durata: 20-30 | Età: 10+

Nella scatola

La scatola è molto compatta, trovate un pratico divisorio con tre scomparti: centrale per le monete, laterali per le carte, divise in due mazzetti. Una volta tanto niente volumi inutili, c’è solo quel che serve.

La scatolina di Happy City

NON buttate le fustelle, mi raccomando. Usatele per creare uno spessore al di sotto dell’inserto in cartoncino, così che nella scatola non si crei quel vuoto che farebbe spargere ovunque le carte. In alternativa, ovviamente, usate le bustine ziplock.

Preparazione

Attenzione al regolamento.

Scaricate il regolamento aggiornato dal sito di Ghenos Games.

Il regolamento nella scatola, per un motivo che non mi è chiarissimo ha una serie di carte “girate sul lato opposto”, ovvero mostra il fronte di carte di cui dovrebbe mostrare il retro per cui risulta difficile capire esattamente come comportarsi. Per praticità vi riporto qui il pezzo più importante.

In linea di massima, comunque, basta l’immagine corretta del setup e tutto diventa chiaro, non serve nemmeno stampare il regolamento corretto.

Sul tavolo si parte con una sola carta, l’Happy Market. Per il momento sul lato bianco, arriveremo a quello colorato tra poco. Anche qui abbiamo un errore nell’immagine del regolamento, tutti gli Happy Market. Lato bianco, mi raccomando. Se avete giocato a Machi Koro, l’Happy Market è molto simile al Municipio.

Vanno predisposte, poi, tre tipologie di carte: le carte abitazione (verdi), quelle Edificio (divise in tre mazzetti, a seconda del costo di acquisto) e quelle Edificio Speciale. Mettete le monete a portata di mano e si parte.

La partita

Il turno è strutturato in maniera molto semplice, innanzi tutto, in simultanea, ogni persona riceve un numero di monete pari alla rendita dei propri edifici (tutte le carte con l’icona moneta in basso contribuiscono a questa rendita), dopodiché, a turno, si inizia con la fase azioni.

Inizia la partita

Potete scartare una Carta Edificio (nel primo turno non ve ne sono ancora) tra quelle presenti nell’area centrale, dopodiché dovete pescare carte fino ad avere 3 Carte Edificio visibili. Potete scegliere liberamente da che mazzo pescare ogni carta.

Ora è giunto il momento di acquistare una Carta Edificio dall’area centrale o una Carta Abitazione (sempre disponibili, ma in numero limitato), pagandone il costo o passare, ricevendo una moneta dalla banca.

Esauriti questi passaggi, sarà la persona alla vostra sinistra a eseguirli e così via, fino a completare il giro del tavolo e ripartire con una nuova fase di rendita in cui riceveremo monete.

La partita termina quando una delle città arriva a 10 carte. Sì, solo 10, le partite sono veramente velocissime.

Fine partita!

Attenzione ai colori delle carte: dopo l’acquisto di una carta, potrete ottenere gratuitamente una Carta Edificio Speciale, si tratta sostanzialmente di bonus, ci tornerò tra un attimo. Attenzione! Al momento dell’acquisto dovete poterla aggiungere alla vostra città, se ne avete già 10 non potrete ottenerla.

La logica con cui acquistare le carte è presto spiegata:

  • Le carte hanno delle icone sul lato inferiore che rappresentano monete (per la fase rendita che avviene all’inizio di ogni round), abitanti e cuori.
  • Le carte hanno dei colori, ogni Carta Edificio Speciale per essere sbloccata richiede che la città abbia un certo numero di combinazioni di colori (es. 2 verdi, 1 blu, 1 viola) presenti.

E chi vince?

Il punteggio è facilissimo da calcolare, basta una moltiplicazione: cuori x abitanti.

Nella foto qui sopra abbiamo 7 cuori (4 dati dagli Edifici e 3 dall’Edificio Speciale) e 5 abitanti. 7×5=35 punti.

Finita la prima partita, tuttavia, se non avete avuto problemi di sorta, vi consiglio di passare subito al gioco in modalità avanzata. La modalità avanzata rende il gioco un po’ più pepato, anche se c’è un prezzo da pagare in termini di casualità.

Il gioco “per esperti”

La preparazione rimane sostanzialmente la stessa, tuttavia gli Edifici Speciali a fondo rosa rimangono nella scatola, si usano quelli a fondo rosso. Una volta messe sulla tavola queste carte, a partire dall’ultimo giocatore e andando a ritroso fino al primo vengono scelti gli Happy Market, questa volta sul lato colorato, però. Il motivo è facilmente intuibile: questa carta ora contribuisce a raggiungere i requisiti richiesti dagli Edifici Speciali.

Edifici Speciali – Gioco per esperti

Già in fase di preparazione, quindi, ci viene chiesto di puntare in una direzione… ma non sempre: se un colore è richiesto da più Edifici Speciali, meglio iniziare con quell’Happy Market. Avete presente quando a Splendor iniziate a prendere i colori richiesti da più Nobili per mettere il piede in più scarpe? Ecco…

Questi Edifici Speciali innalzano il livello di difficoltà del gioco, infatti vi richiederanno qualche ragionamento in più. Alcuni possono essere molto utili in alcuni momenti e completamente inutili in altri. Alcuni vi serviranno solo se adotterete una strategia e non un’altra, e così via.

Nella foto qui sopra vedete alcuni esempi di Edificio Speciale. Usati bene, possono essere molto utili, ma non è obbligatorio inseguirli. Mi è capitato che non uscissero carte favorevoli e sono riuscito a cambiare strategia al volo vincendo grazie a due Carte Edificio molto costose (mazzetto blu scuro) ma molto remunerative.

Per neutralizzare l’Escape Room (carta rossa), non ho mai comprato carte gialle, rendendola, di fatto, dannosa: il 10% della città avversaria non generava punti vittoria.

Una cosa che, forse, non risulta immediatamente evidente, è che scartare una carta dall’area centrale non solo ci permette di rivelarne una nuova ritornando ad averne tre (o due nuove, se chi ci precede ne ha acquistata una), ma ci permette di scegliere da dove rivelarla. Se vediamo che attorno al tavolo c’è penuria di monete e non vogliamo avvantaggiare nessuno, andremo a pescare una carta dal mazzo blu scuro (costo: 6-9 monete), ad esempio.

In conclusione

Happy City è un gioco che non ha la pretesa di inventare nulla, si propone di incontrare un pubblico di persone non avvezze ai giochi da tavolo o che cerca una sfida senza troppe elucubrazioni e centra perfettamente l’obiettivo.

La modalità base del gioco è adatta veramente a chiunque e le partite sono rapidissime; non ho mai giocato in 5, ma se avete problemi di paralisi da analisi qui… forse state approcciando Happy City in maniera sbagliata, in quel caso vi consiglio Villagers o Quadropolis, per dirne un paio.

Mettete in conto una buona dose di aleatorietà: ci sono mazzetti di carte, ne escono 1-2 nuove a turno, giocando in due potreste non vedere mai quelle che cercate, giocando in quattro potreste non fare in tempo ad acquistarle quando tocca di nuovo a voi. La stessa cosa succede nel già citato Splendor, in Alhambra (una volta ho fatto l’errore di giocarci in 6… mai più) e in tantissimi altri celeberrimi giochi. Se la cosa vi urta, Happy City non fa per voi. Qui vi verrà richiesto di fare il massimo con quello che c’è sul tavolo, a volte riuscirete a fare incastri mirabolanti, altre volte no, ma vi basterà fare un’altra partita per rifarvi.

Lato longevità, io ho trovato la modalità avanzata molto interessante, mentre quella base ha subito esaurito la sua attrattiva. Cercando di sfruttare gli Edifici Avanzati, mi sono trovato a giocare in maniera un po’ diversa ogni volta, per carità, il gioco è quello, ma almeno non mi ha dato la sensazione di non fare esattamente le stesse cose ogni volta. Per capirci, sono riuscito a vincere senza Edifici Speciali e con 9 Edifici in città, arrivare per primi a 10 Edifici e chiudere la partita non è automaticamente indice di un punteggio alto.

Happy City è un gioco con delle illustrazioni carinissime, pieno di riferimenti simpatici a luoghi reali e immaginari (come il Quartier Generale dei Ghostbusters o una certa scuola di magia con tanto di civetta che stringe una busta tra gli artigli), le carte sono piccole, ma funzionali e le monete in cartoncino… vi basti sapere che le ha defustellate mio figlio Giorgio (anni 3, non definirei la sua tecnica particolarmente aggraziata) senza rovinarne nemmeno una.

Trovate Happy City a meno di 20€ su MagicMerchant.it, per me è ampiamente promosso.

Francesco "The Doctor"

Fondatore di Geek.pizza è stato per anni amministratore di Italiansubs con il nick di zefram cochrane prima di partire per strani e nuovi mondi. Tecnico informatico e traduttore, ama i telefilm, i giochi da tavolo e la pizza.

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