Quel momentaccio brutto – 3 – A beautiful mind

Quel momentaccio brutto – 3 – A beautiful mind

Tuuuuuuuuuuuu turu turu turu tuuuuu tu tuuuuuu

Ok, penserete che sono impazzito, ma giuratemi che una volta che vi dico “Quark” non vi metterete a canticchiarla!

Nuovo capitolo nei recessi della mente e dei regolamenti!

Ci sono cose nella vita per cui non puoi fare altro che sorprenderti.

Può essere la prima volta che esci dalla metropolitana e ti trovi davanti il Duomo di Milano. Oppure scoprire che un colibrì può sbattere le ali fino a 53 volte al secondo. O ancora che i bottoni nelle camicie femminili sono messi al contrario rispetto a quelle maschili (vi posso assicurare che ho tenuto la bocca spalancata per dieci minuti quando l’ho scoperto).

Potrebbe addirittura essere che vi potete divertire anche giocando a Zombicide nonostante la vostra massima idea di american sia Carnagie ascoltando Bruce Springsteen (anche se su questa possibilità mi tengo comunque qualche riserva).

Ma nulla potrà mai sorprendervi tanto quando le incredibili capacità della vostra mente!

Tutti sappiamo che utilizziamo solo il 10% delle facoltà del nostro cervello, magari un paio di persone in meno sanno che in realtà questa frase non ha assolutamente nessun fondamento scientifico e che è una farfugliata senza senso utile solo come espediente letterario per poi poter dire che i poteri extrasensoriali sono realtà. In ogni caso parliamo di uno strumento meraviglioso che possiamo utilizzare per le cose più disparate e che ha capacità in alcuni casi inimmaginabili.

Ma perché oggi questa introduzione che potrebbe assomigliare più ad un programma in prima serata di Alberto Angela?

Perché oggi entreremo nei recessi delle nostre menti per scoprire cosa può succedere durante quella fase da alcuni tanto amata e da altri tanto odiata che è la spiegazione delle regole di un gioco!

Vi trovate con i soliti amici per una serata divertente e già dovreste chiedervi bene perché pensate che la parola “divertente” possa essere associata ad una persona che cercherà nel bene o nel male di riassumervi un testo che si spera almeno lui abbia capito e poi giocare ad un gioco in cui molto probabilmente sbaglierete qualcosa.

E sperando che quel “qualcosa” non sia far uscire il sangue del naso a Herr Warsch ad ogni partita di Fuji con le vostre libere interpretazioni (ogni riferimento a cose come “Ci sono degli uccelli che volano alti” per non dire i numeri dei dadi è puramente casuale e mai accaduta).

La spiegazione comincia con il titolo ed un piccolo excursus sull’ambientazione e già c’è quello che chiede “Ma quindi se gioco questo bonus prima di calare la carta il suo effetto si attiva in quell’esatto momento o dopo aver esaurito l’azione della carta?”  (Tranquilli ragazzi, ci sarà un capitolo apposta per quelli che meritano di finire in quel girone infernale).

Si prosegue e vi sembra di capire tutto più o meno come guardando Apocalypto senza sottotitoli, ma avete una tale esperienza ludica alle spalle che vi convince che tanto in un modo o nell’altro la sfangherete comunque.

Bravi, anche gli sceneggiatori di “Indiana Jones e il quadrante del destino” pensavano la stessa cosa e sappiamo tutti come è andata a finire.

Illusi…

Si comincia a giocare, pianificate le vostre strategie e cercate di guardare attraverso la nebbia che cala davanti ai vostri occhi. Non vi pare poi che gli altri al tavolo siano così più avanti rispetto a voi:   uno sta provando a far uscire un sei tirando un meeple mentre l’altro sta comprando su Amazon vanghe e picconi per andare a raccogliere risorse e questo vi rincuora.

Non sta andando male, avete anche una strategia che vi sembra possa rivelarsi vincente bene incastrata nei meccanismi del gioco.

Bravi, anche il Generale Custer a Little Big Horn pensava la stessa cosa e sappiamo tutti come è andata a finire.

Illusi…

Al vostro turno scatenate un “gioco questa carta che mi fa prendere tre monete e piazzare un meeple qui, in modo da poter poi prendere…”. Non riuscite neanche a finire la frase che colui che ha portato il gioco scende in picchiata come un falco sulla preda, una mannaia sul vostro collo, la serranda del fiorista a San Valentino quando avete dimenticato di fare il regalo. “No, questo non si può fare!”

Il vostro sguardo è attonito e vi scappa un “Ah no?” da far venire il mal di testa a Salvini. Nell’espressione del vostro amico cominciate a vedere qualcosa di così malvagio da far sembrare il Teschio Rosso come il Mago Zurlì. “Eh no! L’ho spiegato chiaramente prima!”

Ora, caro amico di una vita o anche solo di una partita, magari sono io che ho le facoltà mentali di uno spartitraffico e non ho capito una cippa di tutto quello che mi hai detto, ma magari anche un minimo di autocritica!

A cascata vi accorgete che tutto quello che pensavate di fare non è fattibile e che la vostra partita finirà con un punteggio così basso da essere registrato da un ecoscandaglio.

Rassegnati, abbattuti e contrariati pensate che a questo punto abbandonare la partita anche prima della fine potrebbe non essere un’idea così terribile, almeno non farete perdere altro tempo agli altri al tavolo. Diteglielo, capiranno!

Bravi, anche quando avete detto alla vostra ragazza che quei pantaloni le facevano il culo un po’ grosso pensavate la stessa cosa e sappiamo tutti come è andata a finire.

Illusi…

Andate presto su MagicMerchant.it, potrete trovare tanti regolamenti da crivellare di errori!

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