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Il Collezionista di Prime Partite – Tabriz

“Ambrogio, ho un leggero languorino. La mia non è proprio fame, è più voglia di un introduttivo bello da vedere, dalla durata contenuta e dalle meccaniche semplici” ed ecco che dalla Rolls esce il playmat di Tabriz.

Play, si sa, è terreno fertile per acquisti compulsivi e foto di enormi bottini da portare in salvo come l’antico vaso. Si fanno innumerevoli prove e presi dall’euforia si aprono i cordoni della borsa. Poi ci sono quelli come me che hanno le braccia di un T-Rex e prima di spendere soldi devono minacciarli con una pistola alla tempia. Ma poi si tengono il tarlo di “quello mi era davvero piaciuto” e vanno avanti a dar da mangiare alla scimmia finché diventa troppo pesante da sostenere. Per cui, dopo un paio di mesi, non ho resistito e quel gioco veloce e colorato che tanto mi aveva colpito me lo sono preso.

Ci troveremo catapultati in Persia, nell’enorme bazar di Tabriz; saremo artigiani che aprono la loro botteghe di tappeti e faranno a spallate per conquistare prestigio e denaro fino a diventare i migliori produttori. Che è comunque un’ambientazione migliore che piastrellare i muri del bagno.

I nostri mercanti che ci guardano placidamente quanto Hannibal Lecter

Il gioco in breve: ogni giocatore ha tre lavoratori da muovere nelle varie location per raccogliere risorse che gli serviranno a risolvere contratti (che daranno bonus immediati e rendite) e a migliorare le proprie capacità. Il primo giocatore che reclamerà il nono contratto o arriverà a quattordici punti talento chiuderà la partita, lasciano però un ultimo piazzamento agli avversari. Semplice come ricordarsi che prenderemo fibra di cammello e tintura carminio invece che “un cubetto giallo ed uno rosso”.

Le regole estremamente esigue non tolgono nulla al divertimento del gioco, anzi lo rendono accessibile a chiunque. Al contempo dovremo fare non pochi calcoli per riuscire a capire cosa prendere, come scambiarlo ma soprattutto quando. Il timing delle azioni e degli acquisti è una delle componenti fondamentali perché le varie bancarelle e negozi non avranno sempre lo stesso numero di materiali; più saranno, più esiguo sarà l’esborso in una logica di mercato per cui “più materiale è stoccato, minore è il suo valore”. Spero da qualche parte esistano magazzini sotterranei pieni fino all’orlo di copie di Frosthaven.

Ecco i contratti/tappeti che potrete produrre. E con loro un set di pentole ed una bicicletta con cambio Shimano

Il punto forte del gioco è la produzione, si vede che viene da un progetto Gamefound. Playmat enorme e supercolorato, meeple sagomati differenti per ogni giocatore, abbondante disponibilità di risorse, dadi, carte ed un organizer in cui sto pensando di metterci le posate. Se passate da una fiera o ad una serata gioco e lo trovate intavolato sarà impossibile non fermarsi ad ammirarlo; mi ricorda la sensazione che avevo avuto appena uscito Everdell. Se l’occhio vuole la sua parte, Tabriz è quella parte. Come numero di giocatori lo preferisco a pieno tavolo in quanto i tempi non si dilatano troppo e c’è quella sensazione di penuria di risorse che in due giocatori non si sente. C’è anche un solitario che non ho ancora provato perché se sono da solo a questo punto imparo direttamente a fare i tappeti. Rigiocabilità data da set-up variabile pervenuta, ma non direi il suo punto forte.

Talmente opulento e colorato da sembrare La Fabbrica di Cioccolato

Per concludere un family plus (ma forse quel plus lo aggiungo vedendo come sono cambiate le categorie dello Spiel) veloce, divertente ed asciutto che si intavola con piacere. Magari non la prima scelta di quelli che odiano l’alea perché pescare il contratto giusto al momento più opportuno può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Ma anche scegliere di avere come allenatore Tudor al posto di Conte.

La nostra partita: Roba da pazzi, questo mi ha messo al tappeto

Tavolo pieno, prendo il blu (che a quanto pare sfrutta il lavoro minorile visto che i meeple sono grossi la metà degli altri) e pronti via! Il bianco parte a razzo, completa diversi obiettivi di primo livello ed è sempre pieno di monete o risorse. Porpora e giallo avanzano a fatica, non trovando la quadra e arrivando spesso in ritardo su quello che gli servirebbe, il nero fatica a carburare (sarà il peso di quell’Invicta) e si sente fuori partita. Io tesso le mie trame con calma.

E’ un miracolo che il blu l’abbia mandato al mercato e non in miniera con altri sei fratelli

I magazzini di fibra di cammello, tintura di piante e carminio sono sempre vuoti, la seta costa come le ciliegie, la lana è l’Outlet Giochi Uniti. Il bianco va per chiudere, ma al settimo contratto si accorge che lui sta facendo tappeti industriali da mettere all’ingresso dei kebabbari, noi ne completiamo meno ma sono tutti tempestati di diamanti e ce li chiedono gli abitanti di Montacarlo. Chiude da primo, ma sapendo che la nostra ultima mossa potrebbe ribbbaltare il risultato. Sento la vittoria nelle mani, mi basta concludere un tappeto sui quattro che mi trovo in mano! Si, e a Rose bastava fare un po’ di spazio su quella tavola in mezzo all’oceano e inveze… Il nero, con una combo folle che gli permette di completare due contratti esosi all’ultima mossa, soprassa e se ne va tra gli applausi di tutto il caravanserraglio. Io resto con in mano il famoso salvabontà del Mar Morto.

Quello che scoprirai, è davvero importante, il tappeto di Tabriz lo prendi da MagicMerchant.

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