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Il Collezionista di Prime Partite – Jamaica

Quello che sarebbe successo se il gioco dell’oca fosse stato inventato da dei pirati fumati.

Ci sono giochi che ci piacciono perché ci fanno spremere le meningi, impegnare allo stremo e godere della nostra bravura. Ce ne sono altri in cui ci immedesimiamo talmente a fondo da pensare di stare vivendo un film. Ci sono quelli che vi fanno chiamare per nome tutti i santi del calendario (Tokyo Highway sto guardando proprio te). E poi ci sono quelli che semplicemente ci divertono. Ecco, Jamaica è stato forse il primo titolo a cui ho giocato facente saldamente parte di questo gruppo.

Avrebbero potuto tranquillamente intitolare il gioco “Isola d’Elba” ma non faceva altrettanto glamour

Dimentichiamoci di strategie a lungo termine e crescite di motori, questa è una corsa spietata tra bucanieri della peggior risma! Gestiamo le stive, riempiamo le vele di salsedine, svuotiamo rocche a forma di teschio e soprattutto non dimentichiamoci di battagliare con le altre navi urlando il proverbiale “All’Arrembaggiooooo”.

Il gioco in breve: siamo corsari che si sfidano su chi più velocemente riuscirà a far il giro della Jamaica e a tornare a Port Royale carico di bottino (aggiungerei la versione in solitario in cui bisogna sfidare il più famoso team di bob a quattro di sempre). Nel nostro turno tireremo due dadi e decideremo quale sarà per il giorno e quale per la notte. A questo punto giocheremo una carta dalla mano e moltiplicheremo il risultato del dado per la relativa azione (stoccare denaro, cibo o polvere da sparo nella stiva oppure muoverci in avanti o indietro). Le caselle su cui arriveremo potranno chiederci un pagamento in cibo o in dobloni che dovremo pagare per non tornare rovinosamente indietro (mia madre mi spiegò più o meno così cosa avrebbe voluto dire andare a vivere da solo). Potremo anche fermarci su alcuni dei nostri covi per aprire un forziere e prendere un tesoro che ci darà punti a fine partita. Ma se capiterete nello spazio in cui è presente un’altra nave non potrete sottrarvi alla battaglia! Sciabole in bocca e rivoltelle nella cinta tireremo un dado a cui aggiungeremo quanta polvere da sparo vorremo e la stessa cosa farà lo strenuo difensore. Chi vince potrà svuotare una stiva all’avversario, rubargli un tesoro, dargli un proprio tesoro maledetto oppure legargli i lacci delle scarpe stretti stretti per farlo cadere. Un classico!

Bello rendersi conto solo quando si sta pubblicando che le carte messe di fianco facevano un’illustrazione unica…

A livello estetico ogni particolare grida allegria, con quei colori così carichi e le carte splendidamente illustrate. Come meccaniche siamo al minimo sindacale per un gioco a cui potranno sedersi al tavolo anche i bambini, ma senza togliere una sana dose di divertimento anche per i più grandicelli. Per rendere un filo più sfidante la partita si consiglia l’utilizzo dell’espansione The Crew, che permette di poter reclutare membri dell’equipaggio con vari poteri speciali che rendono la partita più speziata di un Jerk Chicken.

Un titolo semplice e veloce per una serata in allegria tra una pinta di birra ed uno sberleffo per una cannoneggiata andata male. Pregio maggiore? Non ho mai visto alzarsi dal tavolo una persona che non dicesse quanto si era divertita. E sono piuttosto sicuro non stessero parlando delle mie recensioni.

La nostra partita: Finché la barca va, fatti arrembare

Alla guida dalla Cristina D’Avena’s Revenge del buon Samuel Bellamy (ci assomigliamo pure non poco) non temo rivali nella mia corsa a circumnavigare l’isolotto e tornare vittorioso e carico di bottino al Port Royale (dove poi perderò tutto per aver sballato per un brigantino verde, ma questa è un’altra storia).

Classiche facce di persone che uno spera di vedere scendere dall’auto che ha appena tamponato

Scatto in avanti ed il primo forziere è mio! Un tesoretto da pochi punti, ma che comincia a mettere pressione agli avversari e a disegnare un bel bersaglio sulla polena a forma di Denver della mia nave.

Edward Drummond riempie le stive come si aspettasse una guerra nucleare. Anne Bonny si traveste da agenzia di collocamento e cerca personale. Olivier Levasseur scatta con tutta la velocità possibile essendo fine conoscitore dei territori d’oltremare. Mary Read sta a guardare dal divano di casa sua perché siamo sinceri, chi potrebbe mai scegliere il viola se ci fosse la possibilità di evitarlo?

Io continuo a cercare di prendere tesori anche rischiando di rimanere un pochino attardato e questo attira le mire dei miei belligeranti avversari. Recluto la Veggente per poter scegliere il tiro di un dado, il Mercante per pagare con la valuta che voglio e Alessandro Barbero per interessanti aneddoti sul Medioevo. Ma nulla potrà salvarmi dalla furia dei cannoni nemici e dalla sfiga incombente sulla testa. Vi dico solo che sarò attaccato sei volte e perderò cinque. Adesso vado a correggere la frase in cui parlo di “Serata in allegria”.

Sono così carini che secondo me scenderanno dalla nave solo per andare ad Everdell

A circa tre quarti di giro sono primo! Ma poi mi rubano la ciurma, mi svuotano le stive, senza cibo scivolo indietro sulle caselle tipo gli avversari di Bradbury… Finisco la partita ultimissimo sia sulla mappa sia nel punteggio. Senza cibo e senza dobloni decido di attaccarmi alla bottiglia di ruhm. Aveva ragione la mamma, è stato proprio come vivere da solo.

Correte su Magic Merchant ad accaparrarvi questo titolo immediatamente, altrimenti sarete costretti ad ascoltare Bob Marley in loop per il resto delle vostre vite!

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