Caricamento in corso

Il Collezionista di Prime Partite – I Giardini di Babilonia

Preferite la botanica? La zoologia? La storia antica? O siete più degli appassionati di grandi opere idrauliche? Qui trovate il pacchetto completo più quel Gran Signore di Nabucodonosor II!

Cominciare una collaborazione con Ghenos Games è una cosa seria. E quindi cosa ha a che fare con me? Non ne ho idea… ma intanto vedo di godermi questo bel gioco appena uscito.

Il gioco in breve: siamo architetti con il compito di costruire il più grandioso Giardino Pensile esistente. Qualcosa di così bello e maestoso da poter rivaleggiare con le Piramidi, il Faro di Alessandria, il tempio di Zeus e l’invenzione delle Galatine. Scegliete i fiori più ornamentali, le piante più fascinose e gli animali più attraenti. Posizionateli con cura non tralasciando l’irrigazione e gli obiettivi imposti dal re. Solo così potrete costruire una delle Meraviglie del Mondo. Poi penseremo a cosa farne delle altre meno belle che sono troppo ingombranti da mettere in cantina insieme all’abete di plastica del ‘76…

Lo scenografico mercato che ci fa capire che i lavoratori sono sempre sotto. Anche dell’acqua

Abbiamo di fronte un piazzamento tessere con le quali costruiremo i nostri giardini. Nel nostro turno piazzeremo un lavoratore in una delle tre colonne del mercato e prenderemo una delle tessere di quella colonna, pagandola un numero di strumenti pari al livello. A questo punto dovremo piazzarla davanti a noi ricordando che, alla fine, dovrà risultare una struttura a tre livelli con 5-4-3 tessere. Fatto questo, potremo comprare, con le monete, delle tessere miglioria che potranno essere piazzate sulle caselle che già non contengono degli elementi. Perfette per completare le combo e per combattere l’horror vacui.

I punti si faranno raggiungendo gli obiettivi del re ma, soprattutto, con i piazzamenti. Gli animali sono schizzinosi e fanno più punti se posizionati al livello richiesto (capisco che abbiano gusti difficili gli eleganti pavoni e i sontuosi leoni, ma gli scimpanzè potrebbero abbassare un po’ le arie). Ad alberi e fiori piace la compagnia, e vanno messi adiacenti per far punti (uno è l’Albero del Drago di Socotra, in modo che anche qui possiate cercare inutilmente grandi creature alate come nell’articolo precedente). I personaggi, invece, hanno tutti punteggi personali in base al numero di tessere piazzate di un certo tipo. Infine dovremo cercare di posizionare le tessere irrigazione come da uno schema ricevuto ad inizio partita. Che ai leoni e alle cedri, se non gli dai da bere, gli girano anche un po’ gli zebedei.

Il gioco è principalmente un solitario di gruppo, idealmente seguito dell’”As d’Or 2023″ Akropolis. Interessante la meccanica delle colonne, per cui certe tessere potrebbero diventare velocemente inutilizzabili costringendoci ad andare su altre potenzialmente meno interessanti. Richiedono discreti calcoli anche le migliorie che potrebbero trasformare una tessera debole in una macchina da punti. Si spiega in cinque minuti e si gioca a pieno tavolo (cinque giocatori) in circa quarantacinque, rendendolo ottimo per inframezzare giochi più pesanti, o in una serata di titoli light.

Ma ultimamente agli autori di giochi i meeple verdi fanno schifo?

Graficamente si presenta alla grande: le illustrazioni sono ben fatte nella loro semplicità e i colori pastello ci confermano il tono di un gioco tranquillo, anche se farle combaciare tutte potrebbe essere un bell’incubo per i maniaci della perfezione. Gran lavoro anche su plancia e scatola che potenzialmente si collegano, dando veramente l’impressione di un Giardino Pensile (le cascate della plancia formano la piscina che si trova nella scatola). Ottimo lavoro di packaging, invidiato anche da Assiri e Sumeri. In definitiva, niente di rivoluzionario ma un gioco molto piacevole che potrà attrarre sia neofiti che sfidare giocatori più scafati. E vi permetterà di sfoggiare la perla di cultura “Mesopotamia significa terra tra due fiumi”.

La nostra partita: Mi hanno fatto perdere la palma!

Mi siedo al tavolo della biblioteca con il mio migliore amico per provare il gioco in due, ma vediamo anime perse che si aggirano cercando una fonte ludica a cui abbeverarsi. E se hai un gioco con irrigazione non vuoi essere la loro oasi nel deserto? Raggranelliamo un team di cinque persone e si comincia!

Ai primi round poco puoi fare se non controllare quali elementi sono usciti maggiormente e quali sono le tessere miglioria disponibili. Per il resto si brancola nel buio pensando a quale potrebbe essere la strategia più fruttuosa e si prova a piazzare le prime irrigazioni.

Il bello della partita è che i modi per fare i punti sono tanti, per cui se si prende una strada difficilmente gli altri faranno la stessa e la cosa ci lascerà buon margine di manovra. Il problema più grosso non è che gli avversari ti prendano una certa tessera, ma che completino una colonna prima che possa accedervi anche tu. Le lamentele per questo motivo sono continue. Superate solo da quelle per la colonna in cui escono tutti pavoni. E non per la colonna, ma per il mio straordinario modo di mescolare…

Il mio giardino, con più persone che piante e animali. Avevo capito che dovevo fare l’Expo…

Ad irrigazione vado bene, ho preso diversi personaggi, ma la cosa di cui vado fiero è la combo da 12 punti che sto creando con le palme da dattero. Tre le ho, mi manca solo mettere una miglioria nella tessera che le collega. Peccato che il giocatore grigio (grigio! Ma si può in un gioco con colori così vivaci?) la veda diversamente e pensi che una palma in quel cantuccio è proprio tutto ciò che serve per rendere il suo giardino unico. Maledetto te ed il colore del cielo londinese!!! Vabbè, aspetterò la prossima miglioria con la palma! Peccato non ce ne siano… Ed ecco il motivo per cui provare i giochi una volta sola non è proprio una buona idea…

Le mie chances di vittoria si riducono un bel po’ ma è comunque meno stressante del giocatore giallo che pensa la cosa migliore per il tavolo sia sentirlo sproloquiare su tutte le possibili strategie che vorrebbe fare. Tesò, ognuno gioca come crede, ma i comizi possiamo anche lasciarli ad altri…

Gli ultimi round sono i più duri perché bisogna accontentarsi di quello che resta e spesso non si incastra minimamente con quello di cui avremmo bisogno. Come quando arrivi tardi al buffet e ci sono solo le patatine bruciate, le croste di pizza e le tartine al tonno con la crema al caffè. Arrivati al conteggio dei punti vince il rosso, che dei suoi 61 ne fa 21 per le concatenazioni di fiori. E tutti ci guardiamo negli occhi pensando ok il solitario di gruppo, ma magari una tesserina potevamo provare a togliergliela… I punteggio sono molto vicini (primo 61, ultimo 51) e tutti recriminano che “con quella combo” avrebbero vinto loro. E se io avessi avuto più peli sarei la scimmia vanitosa ed assetata appollaiata al secondo livello.

Se volete fare i brillantoni andate su Magic Merchant a comprare questo titolo e proponetelo esattamente a metà partita a Tigri & Eufrate!