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Lo spacciagiochi – Lo hobbit, la riconquista del tesoro

Tutti a casa di Bilbo, si parte per un’avventura in otto capitoli assieme a un sacco di nani, pare ci sia un grosso tesoro e serva uno scassinatore…

Andata e ritorno, un racconto hobbit di Bilbo Baggins e Reiner Knizia.

Sì, oggi vi parlo di un gioco col vago profumo di erba pipa del decumano sud firmato dal Dottor Knizia.

Lo hobbit, la riconquista del tesoro in breve

 Autore: Reiner Knizia | Artista: Lorenzo Colangeli | Giocatori: 1-4 | Durata: 30 | Età: 10+ | Editori

In questo gioco lancerete i dadi, cercherete di accaparrarvi quelli più interessanti e, attraverso diversi scenari, accompagnerete Bilbo da casa sua fino alla Montagna Solitaria, chiaramente in compagnia di un sacco di Nani.

Immagine: Asmodee Italia

Nella scatola

Conosco il contenuto della metà delle scatole dei giochi di casa mia e ho giocato a metà di essi solo la metà delle volte che meriterebbero. (Faceva così, no?)

Nella scatola di questo gioco, abbiamo:

  • 1 dado nero a 12 facce
  • 5 dadi bianchi a 6 facce, personalizzati
  • 4 pennarelli cancellabili
  • 4 Guide all’avventura (taccuini)
  • 80 segnalini in cartone (pagnotte, spade, pigne, segnalino modalità solitario)

Preparazione

Per preparare una partita servono pochi istanti

  1. Ogni partecipante riceve un pennarello e una Guida all’avventura
  2. Si sceglie quale scenario affrontare e si seguono le istruzioni indicate sul taccuino che ci indicheranno che componenti vengono usati e quali, invece, vanno lasciati nella scatola.

Si parte!

Nota: nell’immagine qui sopra vedete una delle preparazioni più articolate, non a caso si riferisce a uno degli ultimi scenari, i primi sono veramente immediati da capire.

La partita

Si lanciano i dadi, chi è di turno ne prende uno, lasciando gli altri a chi gioca dopo, una volta raccolto un dado si deve utilizzare immediatamente.

  1. Se ritrae un sentiero bisogna disegnarlo sulla propria plancia col pennarello.
  2. Se ritrae una risorsa (pane, spada) si riceve il corrispondente segnalino.
  3. Se ritrae il cappello di Gandalf si riempie uno spazio cappello sulla propria plancia.
Lo Hobbit – La rinconquista del tesoro | Scenario 5

Le regole di base sono le medesime in tutti gli scenari tranne un paio che sfruttano in maniera peculiare il dado a 12 facce. A grandi linee, useremo i dadi sentiero per creare una strada che collega un punto ad altri (i Nani a casa di Bilbo, Bilbo all’Anello, per citarne due) evitando aree specifiche (i Troll, i Warg…) sfruttando le risorse che, di scenario in scenario verranno utilizzate in maniera molto variegata e più o meno aderente alla trama de Lo Hobbit. L’aiuto di Gandalf si rivelerà essenziale: i cappelli sbloccano bonus che potremo utilizzare per raggiungere gli obiettivi dello scenario, anche quando ci verrà soffiato sotto il naso il dado che speravamo di poter utilizzare.

Quando una persona al tavolo soddisfa le condizioni di fine partita, si calcolano i punti. Badate bene, però: non sempre correre verso la fine dello scenario è così remunerativo, potrebbe essere più interessante tergiversare per raccogliere punti bonus (risolvere gli indovinelli di Gollum, sconfiggere goblin, etc.).

Lo Hobbit – La rinconquista del tesoro | Scenario 1

Gli scenari

Il gioco è diviso in 8 scenari o “parti”, come recita il regolamento. Per curiosità sono andato a cercare i titoli dei capitoli del libro e ho trovato la traduzione di Wu Ming 4 del 2004 per Bompiani, ve li riporto tra parentesi dopo i titoli dei capitoli del gioco, nei casi in cui non collimano. C’entra poco col gioco, ma casomai foste curiosi…

  1. Una riunione inaspettata (Cap. 1 – Una festa inaspettata)
  2. Abbacchio arrosto (Cap. 2 – Montone arrosto)
  3. In salita e in discesa (Cap. 4 – Su e giù nella collina)
  4. Indovinelli nell’oscurità (Cap. 5)
  5. Dalla padella alla brace (Cap. 6)
  6. Sentiero oscuro attraverso Bosco Atro (Cap. 8 – Mosche e ragni)
  7. Sulla soglia (Cap. 11, ma riassume gli avvenimenti dal cap. 9)
  8. Acqua e fuoco (Cap. 14 – Fuoco e acqua)

Il solitario

Il gioco ha una modalità solitario che, però, ho trovato poco interessante. Lo Hobbit – La rinconquista del tesoro è un gioco che invita a usare i dadi in maniera sagace per cercare di ottenere più punti delle altre persone al tavolo, talvolta zigzagando, talvolta ignorando bellamente le condizioni di fine partita per completare più obiettivi di chi, invece, sta correndo verso la fine, talvolta facendo esattamente l’opposto. È vero che è un solitario di gruppo, ma tenere d’occhio le plance altrui è molto utile per decidere come muoversi.

Il solitario, di contro, ci mette a disposizione un numero limitato di lanci di dado, trasformando il gioco in una corsa in cui l’attenzione al punteggio è, giocoforza, nulla e in cui l’impatto della fortuna è molto più alto. Se state pensando di acquistare questo gioco per giocarci da soli, io vi consiglio di farlo solo se siete avete una grandissima passione per Tolkien o per Knizia.

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Conclusioni

Ho letto almeno due volte lo Hobbit, ma sicuramente non ne sono un esperto; quindi, eviterò di fare le pulci all’ambientazione, vi basti sapere che non è il punto forte del gioco ma, al contempo, ho molto apprezzato come Knizia ha saputo creare otto scenari incentrati su eventi chiave del libro.

Ho provato il gioco in solitario, in 2 e in 4. Devo dire che mi è molto piaciuto in due, dove è più facile tenere d’occhio la plancia altrui e scegliere i dadi anche nell’ottica di negare una mossa remunerativa a chi ci sta di fronte. In quattro è molto più difficile tenere d’occhio tutto, in quel caso, sinceramente, è più facile che ogni persona pensi quasi esclusivamente al proprio gioco.

Per me è un sì, io amo i roll and write in cui si costruiscono reti (Next Station London\Paris\Tokyo, Railroad Ink, Dice Trip, ecc.) e quindi ho molto apprezzato anche questo. Prestate attenzione, però, i giochi che ho appena elencato hanno un regolamento molto più asciutto, acquistando Lo Hobbit – La riconquista del tesoro avete, invece, 8 giochi diversi con più elementi da gestire.

Ah, mi raccomando, pulite bene le plance dopo ogni partita, se non vi basta il cancellino del pennarello io vi suggerisco uno straccio inumidito con acqua.

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Se pensavate che potessi chiudere l’articolo prima di citare The Greatest Adventure, dal film di animazione del 1977, però, vi sbagliavate di grosso.

The Greatest Adventure is what lies ahead

Today and tomorrow are yet to be said

The chances, the changes are all yours to make

The mold of your life

Is in your hands to break