Rebirth, ovvero ricostruire il mondo secondo Knizia
Lo ammetto, una bella immagine è, nel mio caso, una trappola perfetta per farmi aprire il portafogli e decidere di portare a casa un titolo non ancora provato. Se poi a una bella estetica si aggiunge un nome d’autore davvero importante, beh… davvero ci stiamo ancora pensando?
Ecco spiegato, quindi, perché, alla prima buona occasione, io mi sia fiondato su Rebirth, una delle ultime ventimila fatiche di Reiner Knizia (lo Stephen King dei giochi da tavolo).

Rebirth è ambientato in un futuro post-apocalittico e le società del mondo stanno tentando di ricostruire la civiltà cercando di rimanere in armonia con la natura circostante.
Ogni giocatore interpreta quindi un capo clan (scozzese o irlandese, a seconda della mappa scelta) che cerca di avere il controllo di alcune zone, con particolare attenzione per le rovine dei castelli, che pure dopo l’Apocalisse c’ha il suo perché dire “Io vivo in un castello”.
Ma bando alle ciance e vediamo… i componenti!
Vabbè, che dire? Della grafica abbiamo già parlato. Va però specificato che si ripresenta nella sua abbagliante bellezza anche sul tabellone di gioco a due facce.

Ci sono delle tesserine che andranno posizionate sul tabellone, divise per i colori dei giocatori, che sono in cartone robusto. Delle carte obiettivo, che cambiano a seconda della mappa utilizzata. Alcuni altri segnalini vari (dirigibili per il punteggio e le torri per il lato Irlanda) e poi i castelli e le cattedrali, che sono delle vere e proprie miniature, sempre suddivise nei colori dei giocatori.
Il colpo d’occhio, a fine partita, è davvero stupendo e appagante.
Setuppiamo!
Il set-up varia a seconda della mappa sulla quale si sceglie di giocare.
Se si gioca con la Scozia, bisognerà ovviamente posizionare il tabellone al centro del tavolo, preparare il mazzo missioni da tenere coperto e poi ognuno si prende le proprie tesserine e le mescola, tenendole a faccia in giù. Il numero di tessere da utilizzare cambia a seconda del numero di giocatori.
Ci si tiene poi i propri castelli e le proprie cattedrali.
Fatto ciò, due delle proprie tessere rimanenti andranno ‘eliminate’ dalla partita e si prenderà una tessera che costituisce la mano iniziale.
Funziona in maniera leggermente diversa per quanto riguarda le partite con l’Irlanda.
Le carte missioni (diverse da quelle per la Scozia), infatti, saranno sì composte in un mazzetto coperto, ma ben otto di queste verranno rivelate e lasciate scoperte in quanto missioni pubbliche.
Su questa mappa ci sono inoltre delle torri sulle quali verranno messe, casualmente, delle tesserine che consentiranno l’utilizzo di ‘poteri’ speciali quando si piazzerà una tessera vicina (a queste torri sono legate un altro paio di brevi cosine, durante la preparazione, per le quali rimando al manuale, che tanto son tre pagine).
Come sopra, poi, si dovranno prendere i componenti del proprio colore a seconda del numero di giocatori, e si andrà a iniziare.
Diciamo che la cosa più ‘lunga’ della preparazione è, nel caso non giochiate in 4, il dover posizionare tessere di un giocatore neutro in alcuni determinati spazi per poter restringere la mappa di gioco. Il risultato è ottimo perché consente di avere un tabellone più adatto, ma bisogna aguzzare la vista per non farsi scappare un esagono.
È ora di giocare!
Il gioco, di per sé, è davvero semplice. Nel proprio turno, infatti, non bisognerà far altro che andare a posizionare sulla mappa di gioco la tessera che si ha in mano. Fine. C’est tout!
E, certo, si andranno a calcolare i punti che quel posizionamento ci ha fatto ottenere.
Sembra quasi troppo semplice, giusto?
In effetti il bello del gioco sta nello scegliere dove posizionare quella benedetta tessera, perché è quello che decide il vostro futuro da capo clan.
Ma andiamo a vedere un attimo questi posizionamenti e il perché sono importanti.
Ogni giocatore ha tre tipi di tessere: le tenute agricole, le tenute energetiche e gli insediamenti.
Ognuna di queste può essere posizionata esclusivamente nel territorio con il relativo simbolo di appartenenza (foglie per le tenute agricole, fulmine per quelle energetiche e casette per gli insediamenti) oppure negli esagoni vuoti (ma questo non vale per gli insediamenti).

Le tenute agricole forniscono, quando posizionate, 1 punto per la tessera appena posizionata più un altro punto per ogni tessera dello stesso tipo che a questa è collegata. Succo succo: se posiziono una tenuta agricola in un gruppo di altre 4 tessere foglia adiacenti faccio 5 punti (1 per quella appena messa + 4 per le tessere adiacenti già sul tabellone). Se c’è solo la tessera appena posizionata, faccio un punto.
Stessa identica cosa con le tenute energetiche.

Funziona invece in maniera diversa il posizionamento degli insediamenti. Questi vengono piazzati in esagoni che fanno parte di gruppi di uno, due o tre spazi circondati da un doppio bordo. Una volta occupati tutti gli esagoni di questi spazi, i punti vengono suddivisi tra i giocatori che hanno posizionato lì delle loro tessere, in base a chi ha la maggioranza del simbolo casetta.

Ci sono poi i castelli, il cui controllo viene conquistato dal giocatore che occupa la maggioranza degli spazi adiacenti e la cui miniatura va quindi posta in gioco. Varranno 5 punti ciascuno a fine partita, mica bruscolini!
Le cattedrali, nel lato Scozia, non forniscono punti ma, una volta posizionate, ossia non appena si mette una tessera adiacente a uno spazio cattedrale (a differenza dei castelli, ogni giocatore può mettere una sua cattedrale, in quanto sono impilabili), consente di pescare una carta missione che, di fatto, è un obiettivo personale di fine partita.
Nel lato Irlanda, invece, le cattedrali vengono utilizzate esclusivamente per indicare quando un giocatore ‘completa’ una delle otto missioni pubbliche. Il primo a farlo, ovviamente, si guadagna il punteggio più alto.
Effettuato il posizionamento, si pesca una nuova tessera e si continua così fino a quando tutti i giocatori avranno posizionato le proprie tessere sulla mappa.

Si passerà quindi al conteggio finale dei punti che, come dicevo, oltre a quelli guadagnati durante la partita prevede 5 punti per ogni proprio castello posizionato in mappa. Gli insediamenti non completati faranno guadagnare un punto per ogni simbolo casetta del proprio colore e poi, ovviamente, bisognerà aggiungere i punteggi delle missioni, che possono essere cose come “X punti per chi ha occupato più spazi porto”, oppure per “chi ha più castelli”, e così via.
Piazzate le tessere, cosa ne penso?
Knizia ci ha abituati a giochi dalle regole estremamente semplici ma dai risvolti mai banali e Rebirth continua in pieno questa filosofia. L’azione da fare è solo una, eppure quell’unica cosa potrebbe farti scervellare. Conviene perseguire il tal obiettivo? Oppure cercare di accaparrarmi il castello? E se invece andassi a rompere le scatole al giocatore blu?
Intendiamoci: è un titolo ‘facile’. Adatto a chi gioca in famiglia, ai neofiti… ma che credo possa non essere disdegnato da chi gioca spesso, magari come ‘digestivo’ tra un cinghiale e l’altro. E questo proprio perché il piazzamento delle proprie tessere non è per nulla scontato. Non può essere casuale. Ma, allo stesso tempo, il gioco fila via liscio.
C’è poi la mappa Irlanda. La mappa Irlanda aggiunge difficoltà, se così si può chiamare. I segnalini posizionati casualmente sugli spazi torre, che donano dei poteri o dei punti aggiuntivi, una mappa meno ricca di simboli e quindi più ‘libera’ e la presenza di otto missioni comuni rendono il gioco più teso e più agguerrito. Quando sarà il vostro turno, ve lo garantisco, potreste davvero spaccarvi il cervello per tentare di trovare il posizionamento migliore.
Ovvio, c’è dell’alea. Nella pesca delle tessere e in quella degli obiettivi (comuni o meno). Ma la chiave di tutto rimane il buon piazzamento. Farlo bene può mitigare la fortuna quanto basta.

Insomma, questa è l’ennesima prova, se mai ne servisse una ulteriore, che Knizia è un gran designer, capace di rendere molto interessanti anche dei giochi semplici con poche, ma ben mirate, mosse.
Se anche voi volete dominare la Scozia, o l’Irlanda, coi vostri castelli colorati, c’è la soluzione perfetta: MagicMerchant.it!


