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Giochi Atipici – INK

INK è uno dei giochi che attendevo di più del 2026. Ammetto che il suo design estremamente elegante mi ha conquistata fin da subito: le piccole boccettine di inchiostro sono semplicemente stupende e mi hanno colpita al primo sguardo.
Purtroppo (o per fortuna?) ci troviamo davanti a un gioco astratto e, per quanto io li apprezzi e ami giocarli, padroneggiarli per me è quasi sempre una missione impossibile. Ci sarò riuscita con Ink? Scopriamolo insieme…

La localizzazione di Asmodee mi ha sorpresa: non sapevo fosse nei loro radar, ma sono davvero felice di aver potuto provarlo grazie a loro. INK è un gioco competitivo per 1–4 giocatori che punta tutto su astrazione, controllo dello spazio e pianificazione, avvolgendo il tutto in un’estetica minimalista e raffinata. La durata, circa 45 minuti, per la tipologia di gioco mi è sembrata un po’ eccessiva, ma è giustificata dal fatto che, nonostante l’apparente semplicità, INK nasconde una profondità sorprendente e richiede attenzione fin dalla prima mossa.

La componentistica è curatissima. Tutto è pulito, ordinato e leggibile. I materiali sono di buona qualità e l’impatto visivo, dato da queste boccettine che sembrano di vetro, è davvero fantastico. Forse avrei fatto le carte tavolozza più resistenti, ma trovare un plancetta delle azioni bonus double-layer fa sempre piacere, soprattutto quando sui lati vi è un incavo per estrarre con facilità le tessere, che cosa meravigliosa! L’uso dell’inchiostro come elemento centrale, per me che amo l’arte e la scrittura, è un tema bellissimo. Naturalmente siamo davanti a un astratto, quindi rimane un contorno, ma un contorno che accompagna bene un gioco che dimostra di funzionare.

Le illustrazioni sono sobrie, eleganti, mai invasive, e contribuiscono a creare un’atmosfera quasi rilassante… almeno finché non iniziano le prime “lotte” sul tavolo.

Il regolamento non è scritto male, ma avrei preferito che le azioni principali fossero messe maggiormente in evidenza. Il setup è rapido e intuitivo, e rende INK un gioco perfetto da intavolare anche a fine serata.

Il gameplay mi ha ricordato molto Nova Luna di Rosenberg. Anche in INK troviamo infatti un sistema di piazzamento che richiede pianificazione e una buona capacità di adattamento. Ogni mossa va pensata non solo per ciò che offre nell’immediato, ma anche per come influenzerà il tavolo nei turni successivi. L’errore è sempre dietro l’angolo e una scelta sbagliata può pesare molto più di quanto sembri.

A ogni turno sceglieremo una tessera dalla Ruota Pennino, una qualsiasi (a differenza di Nova Luna, dove si può scegliere solo tra le tre successive alla pedina Luna), e la piazzeremo nel nostro dipinto davanti a noi cercando di creare aree più grandi dello stesso colore per completare gli obiettivi.
Quando la nostra pedina compie un giro completo, dovremo pescare una tessera X che saremo obbligati a piazzare nel nostro dipinto, andando a coprire aree colore utili per posizionare le nostre boccettine.

Ed è proprio questo lo scopo del gioco: terminare tutte le nostre boccette posizionandole sul dipinto. Ma come? Alcune tessere presentano degli obiettivi stampati: un numero che indica la dimensione richiesta dell’area. Se l’area è composta da tanti quadrati quanti richiesti, potremo posizionare le boccettine nelle macchie bianche dell’area. Ricordate che, la boccettina posizionata sull’obbiettivo verrà capovolta per ricordarci che non potrà più essere spostata.

Qui arriviamo alla parte che mi ha creato più difficoltà le prime volte che l’ho intavolato (e ringrazio BGA per avermi fatto notare l’errore che stava compromettendo le mie partite): le boccettine dividono un’unica area in aree separate. Quindi, se aggiungete una tessera con un obiettivo da 7, i quadrati precedenti dovranno essere collegati senza boccettine che li separano.

Quando si completa un obiettivo, si guarda la plancia delle azioni bonus ed è possibile eseguire l’azione collegata all’obiettivo appena risolto. Nella scatola sono presenti 12 tessere azioni bonus, divise in due colori diversi, se ne sceglieranno 4 per ogni partita, aumentando così variabilità delle partite.

Una cosa che ho trovato davvero carina e che rende ogni partita meno scontata, riguarda le boccettine sulla plancia personale: sono di colori specifici in base alla plancia scelta e dovranno essere posizionate nel dipinto su quei colori precisi. Le boccettine jolly, invece, potranno essere posizionate ovunque. Durante la partita, se necessario, potremo anche Passare per spostare le boccettine dalla nostra tavolozza all’area jolly, rendendole più “flessibili”.
Alla fine, chi termina tutte le proprie boccette vince, proprio come accade in Nova Luna quando si esauriscono i propri token.

La partita, purtroppo, è influenzata anche dall’alea nell’uscita delle tessere. Mi sono capitate situazioni in cui completare obiettivi da 7 sembrava praticamente impossibile. E questo gioco ha confermato quanto io non sia portata per gli astratti: tendo sempre ad accostare tessere dello stesso colore, dimenticandomi che a volte la vera necessità non è avere colori uguali vicini!

Detto ciò, quello che mi ha colpita maggiormente è la tensione costante che INK riesce a creare con pochissime regole. Non perdona la superficialità: anche una singola azione può aprire o chiudere completamente una strategia. È un gioco che premia osservazione, tempismo e la capacità di leggere le intenzioni degli avversari. Infatti, l’interazione è presente ed è tutt’altro che marginale: vi capiterà spesso di pensare “quella tessera serviva a me!”. Non è un gioco cattivo, ma è decisamente competitivo.

INK è uno di quei titoli che si spiegano in pochi minuti, ma che richiedono partite su partite per essere padroneggiati davvero. Ed è proprio questo il suo punto di forza: regole semplici, decisioni difficili. Un equilibrio tutt’altro che scontato. Dal punto di vista del target, un neofita alle prime partite avrà qualche difficoltà a capire la questione della grandezza delle aree, ma lo vedo perfetto per chi ama i giochi astratti, e per chi apprezza il controllo e la pianificazione e per chi cerca un’esperienza pulita, senza fronzoli. Potrebbe invece non convincere chi non ama l’alea, perché la non uscita della tessera necessaria può risultare frustrante.

Nonostante tutto, INK rimane un gioco elegante, intelligente e sorprendentemente profondo. Dimostra come, a volte, bastino poche regole ben pensate per creare un’esperienza intensa e appagante. Ma sarà capace di lasciare il segno come una goccia d’inchiostro su carta bianca? Non lo so. Nova Luna è ormai un classico amatissimo e, per quanto INK faccia egregiamente il suo lavoro, a mio parere non riesce a superarlo (e ve lo dice una che non ama particolarmente il lavoro di Rosenberg). Forse oggi cerchiamo qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. INK fa tutto correttamente, ma non così tanto da essere davvero ricordato!

Detto questo, se cercate un gioco astratto, vi consiglio comunque di provarlo. Lo trovate sul nostro store di fiducia MagicMerchant.it

𝘐𝘯𝘴𝘱𝘰 𝘗𝘩𝘰𝘵𝘰𝘴 𝘖𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭

Sono un’Atipica Nerd appassionata di giochi da tavolo. Lettrice accanita e amante di serie tv. Pensandoci sono una Nerd a tutti gli effetti!