Il Collezionista di Prime Partite – Origin Story
Chi non ha mai voluto essere un supereroe? Probabilmente il mio Victor, che da misterioso essere oscuro si è ritrovato vittima di combustione spontanea…
Le prime partite non sono state la prima cosa che ho collezionato. Fin da bambino sono un appassionato di fumetti, soprattutto di supereroi. Anni e anni di pubblicazioni, scatoloni e librerie colme di comics. Il mio stesso logo è ispirato al mio personaggio preferito, Gambit.
Per cui quando ho visto che Ghenos Games (che come sempre ringrazio) stava per pubblicare un gioco sulle origini dei supereroi mi sono personificato in Gerry Scotti e nel meme “Ma parlano di me!” e mi ci sono buttato a capofitto!


Il gioco in breve: eroi e criminali non nascono dal nulla, hanno un passato e un appassionante trascorso che li ha portati ad essere chi sono. Ma in questo caso sarete voi a decidere la vostra storia! Scegliete talenti, gadget, retroscena e poteri per poter combattere al meglio contro gli altri giocatori. Fronteggiate terribili eventi avversi ed in fine rivelatevi in tutta la vostra potenza! La gloria eterna aspetta soltanto voi.
Il gioco si svolge in cinque turni. Ogni turno sceglieremo una carta con dei poteri da aggiungere alla nostra storia e dovremo scegliere se essere eroi (un punto ogni presa vinta e problemi con lo spandex) o malvagi (quattro punti se non si fanno prese ed una risata ad hoc). A questo punto partono le otto prese del turno. Abbiamo quattro semi di cui uno di briscola. Da notare che tra velocità, forza e intelligenza hanno scelto amore. Romanticoni… Al terzo turno avviene un evento che cambia le regole ed al quinto dovremo svelare il nostro supereroe ed applicare le sue capacità.
Di giochi di trick taking ormai ce ne sono a decine in commercio, per cui quando se ne pubblica uno nuovo bisogna cercare di portare un twist fresco e vincente. In questo caso direi che il risultato è pienamente raggiunto. I poteri possono modificare moltissimo i turni di gioco ed ogni presa non è scontata, qualsiasi siano le carte che abbiamo in mano. La tensione resta alta per tutta la partita (che comunque non arriva all’ora di gioco) così come il divertimento. La tematizzazione non può essere il punto forte di un gioco di questo tipo ma è presente e sensata e la sensazione di crescita del personaggio c’è. Poi sta a voi evitare di avere il potere di attirare i proiettili o di leggere i pensieri dei piccioni…


Esteticamente siamo di fronte ad una piccola meraviglia. Tutto è curato alla perfezione, dal fumetto/plancia alle carte i cui disegni variano in crescendo fino alle carte storia e agli eventi. L’acquarello rende benissimo l’effetto graphic novel. Un prodotto visivamente meraviglioso.
Piccolo problema riscontrato nella nostra partita: nessuno ha mai giocato il lato “malvagio” e nessuno ne ha mai sentito il bisogno. Troppo pochi i quattro punti, soprattutto visto che per non fare prese dovremo lasciarle agli altri dando punti a loro. Magari in una partita a pieno tavolo potrebbe avere più senso, in tre è come se non ci fosse.
In definitiva un gioco teso e divertente in ogni frangente, per partite veloci che molto facilmente chiameranno la rivincita. Perchè un vero supereroe non viene sconfitto. Al massimo se muore come Iron Man torna come Dottor Destino.
La nostra partita: O’ sole, O’ mare, O’ Vesuvius
Per prima cosa notiamo che il regolamento per il gioco in solitario è più alto di quello per la partita di gruppo. Effettivamente un gioco di prese in solitario non si vede tutti i giorni…


Ci apprestiamo a giocare a Superherospan (sono piuttosto sicuro che ci siano state numerose riunioni in Stonemaier per decidere di non chiamarlo così) con voglia essendo tutti appassionati Marvel e DC al tavolo. Ci incuriosisce soprattutto trovare le citazioni. Spoiler: ce ne sono, ma neanche troppe.
Prendo il buon Victor, mi piace l’idea del supereroe cupo e oscuro, Spawn style, allevato dai corvi per diventare progenie del demonio. O almeno questa è la storia che mi sono fatto io in testa, magari è solo stato beccato da cornacchie radioattive o ha preso decisamente troppo sole.
Me la gioco contro Capitan Marvel de noattri e Bulbasaur. Poteva anche andarmi peggio.
Al primo giro decido di essere stato Cresciuto in un Circo, carta che mi dà punti se NON faccio prese con il simbolo Intelligenza. Cosa che leggo malissimo perchè capisco che non devo vincere una presa con quella carta, non che quella carta non deve essere presente tra le mie prese. Chiaramente non ho fatto prese con intelligenza, un punto potevo pure prendermelo…
Al secondo turno ottengo Leadership, cioè la possibilità di far cominciare un altro giocatore anche se io ho vinto la presa precedente in cambio di punti. Ne farò un bel po’ così, ma non sono sicuro sia una mossa ottimale. Soprattutto visto che Bulbasaur si equipaggia con l’aggeggio sparaflashante di Man in Black (scherzavo, di citazioni ce ne sono una marea) e da quel momento in poi ci scartavetra i genitali anche più dei monologhi di Visione in Age of Ultron.

Terzo turno, io vengo Tradito dai Complici ma soprattutto arriva l’evento! Ed ecco il gigantesco Tecnarca che si aggiunge al gioco come fosse il quarto giocatore. Pensate un po’ in quel turno chi è l’unico che perde una presa sicura per colpa della carta casuale? Victor, dai corvi ti sei preso pure il malaugurio!
Quarto e carico l’Onda d’Urto! Mossa iperpotente, follemente costosa ma soprattutto portatrice di caos in quanto costringo tutti a giocare a vanvara! A questo punto mi stavo divertendo come da ragazzino la prima volta che ho letto un maxi-evento degli X-Men! Chiudo il round alla pari al primo posto anche se il Pokemon d’erba ha poteri più congeniali e la Danvers mosse potenzialmente devastanti.
Quinto round è quello della metamorfosi e finalmente posso guardare i due supereroi che mi sono capitati! Ho la straordinaria Revolver che mi fa far punti con le carte alte. Ma quella più alta che ho è il sette… E poi lui, il supereroe che nessuno vuole essere, quello che una mattina si sveglia dicendo “Antò, fa caldo” e poi piglia fuoco come un bus a Roma. L’immarcescibile VESUVIUS!

Il mio supereroe vagamente campano mi fa fare addirittura tre punti con il suo potere! Peccato che gli avversari, il gigante bruto e picchiatore Himalaya e una tizia strana che penso controlli le emozioni con cui non vado d’Accordia, ne fanno fare rispettivamente otto e dieci agli altri… Eh vabbè, un pochino di alea la possiamo anche accettare, soprattutto con tutta sta puzza di bruciato.
Ultimo turno terrificante in cui non ne imbrocco mezza, ma nonostante tutto riesco a fare una presa. Questo non mi fa pentire di aver fatto diventare Vesuvius un malvagio. I cittadini di Pompei ringraziano.
La partita finisce. 30 – 27 – 25. Io sono quello in coda.
Ma non ho tempo di lamentarmi, il concerto di Sal Da Vinci mi aspetta. SARA’ PESSSEMPRE SI!
“Ero una persona normale. Poi incontrai un Magic Merchant che mi diede un gioco misterioso e da quel giorno la mia vita non sarebbe stata più la stessa” Mica male come Origin Story, no?


