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Il Collezionista di Prime Partite – Dungeonology: La Spedizione

Stanchi dei solitari di gruppo? Provate questo e poi ditemi se non sono dovuti arrivare i carabinieri per sedare la rissa!

Ludus Magnus Studio non è un editore famoso per giochi tranquilli che tirano fuori la parte zen dentro di noi, ma per titoli in cui bisogna tirarsi sganassoni pesanti. Quando però ho visto lo stile grafico di questo gioco ho pensato “Questo sarà più tranquillo, per bambini, una serata tra amici”. Mai errore più grave. Alcuni incantesimi necromantici di Black Rose Wars vi sembreranno carezze in confronto agli “scherzetti” di questo gioco. Un po’ come le testate in faccia di Valerio.

Il gioco in breve: siamo studenti dell’università di Rocca Civetta e dobbiamo sottoporre la nostra tesi di laurea sulla razza che abita il Dungeon vicino all’ateneo. Dovremo raccogliere indizi e informazioni su questa specie osservandola nel suo habitat naturale per poter trarre le nostre conclusioni e consegnare il paper più completo al nostro Magnifico Rettore. Se i pericoli del mestiere non fossero abbastanza, non dobbiamo dimenticarci che il mondo accademico è spietato ed i nostri colleghi studenti faranno di tutto per contrastare le nostre indagini e consegnare la ricerca prima di noi. Il National Geographic che si fonde con Battle Royale!!!

Si scende sempre più nelle viscere della terra

In Dungeonology costruiremo il dungeon che andremo ad esplorare pezzo per pezzo. Ogni stanza avrà un numero di cubetti colorati che rappresentano le informazioni che potremo ricavare sulla razza che lo abita.

Per prenderli dovremo fare in modo che il nostro valore di furtività sia più alto del valore di allerta della stanza. Potremo aumentare il nostro punteggio grazie alle carte che avremo in mano. Ma attenzione perché ogni giocatore potrà a sua volta giocarci contro le proprie carte per aumentare il livello di allerta e farci fallire! I cubetti potranno anche essere direttamente rubati agli altri giocatori in terribili duelli a singola tenzone!

Una volta ricevute abbastanza informazioni potremo cercare di discutere la nostra tesi di laurea. Il punteggio dei nostri cubetti dovrà essere confrontato con i modificatori della razza abitante del dungeon (segreta) e se riusciremo a superare il livello di sfida richiesto saremo ufficialmente laureati! Si spera senza quelle imbarazzanti feste con costumi improbabili e continui riferimenti sessuali da fare davanti ad esterrefatti genitori.

Il timer del gioco è dato dalla pesca delle matricole da un sacchetto. Dovremo pescare all’utilizzo di diverse carte e quando pescheremo la matricola rossa della Confraternita Omega prenderemo un sfiga (si, la carta si chiama proprio così), i livelli di difficoltà si alzeranno e saremo un passo più vicini alla fine del gioco.

A Vincenzo chiaramente ci piace il blu

Il gioco richiede una grande propensione all’interazione diretta in quanto è impossibile vincere senza infastidire gli avversari. Propensione che deve essere inversamente proporzionale alla permalosità per non rendere la partita un calvario infinito ed un motivo per vendicarsi su intere generazioni. E visti i titoli che girano ultimamente non sono due cose che si vendono come il pane al mercato dei giocatori…

Interessante anche il fatto che ci siano diversi moduli per poter modificare la difficoltà e l’esperienza di gioco. Noi abbiamo usato i poteri delle carte e quelli delle stanze, ma niente boss e niente allerta massima.

Comparto grafico come al solito molto curato. Belle le miniature, belle le stanze, belle le plance. Tanto materiale ed il tutto molto colorato per attirare al tavolo e dare un aspetto cartoonesco e ammiccante. Ecco, se proprio devo attaccarmi a qualcosa le carte potevano essere un filo più evocative. Ma visto che sono piene di testo e icone posso capire il perché.

Un titolo per un target ben specifico di giocatori, forse in questo preciso momento storico non la maggioranza. Probabilmente non il mio gioco preferito dell’editore, ma si lascia giocare tranquillamente. A patto di avere un tavolo che sa a cosa va incontro. Probabilmente la già citata testata sul setto nasale.

La nostra partita: O Capitano, mio Capitano

Che bella la vita universitaria! Feste, aule studio, dungeon con creature misteriose che possono pestarti, compagni che faranno di tutto per piantarti pugnali nella schiena!

E’ la giornata Ludus Magnus e siamo fusi da quasi cinque ore di Black Rose Wars. Ci vorrebbe qualcosa di rinfrescan-the e ci buttiamo su “cubetti colorati, scherzetti e simpatia”.

Finirà con rimorsi, digrignare di denti e magnum cum laude.

La matricolina scheletro comunque resterà sempre nei miei incubi

I personaggi presenti sono:

  • – Il bullo Valerio, quello della testata pluricitata. E’ già tanto che non abbia la smutandata tra le mosse speciali. Sicuramente il capitano della squadra di pallanuoto di ateneo
  • – Il nerd Vincenzo, la vittima preferita di quello qui sopra. Magro, emaciato, topo di biblioteca, sicuramente collezionista di giochi da tavolo. Chissà perché la mia scelta è capitata su di lui.
  • – Rebecca l’apprendista maga che si potenzia gettando le boccettine di smalto dalla finestra
  • – Sofia la ladruncola, goth girl per eccellenza e cosplayer di Ezio Auditore. Non volete trovarvela vicina, allunga le mani e non nella maniera piacevole

Ebbene si, benvenuti nel Breakfast Club.

Cominciamo l’esplorazione e facciamo la cosa peggiore possibile, separarci in direzioni diametralmente opposte. I film horror non ci hanno insegnato nulla.

Vero che riusciamo a completare il dungeon in fretta e furia, ma ci precludiamo la possibilità di fregarci cubetti a vicenda. Che sai, è una delle due mosse disponibili, forse bisognerebbe prenderla un pochino più in considerazione…

Comincia la girandola di trucchetti per impedire agli avversari di prendere cubetti, ma alla fine le carte sono utili anche da utilizzare e non si buttano così a cuor leggero. Anche perché facendolo poi ne avremo di meno nel nostro turno. Quello che sembrava un turbinio di carognate, sgambetti e maledizioni è invece un più parco ed educato “Ti tolgo solo quelli fondamentali dopo aver sorseggiato un buon Earl Grey”

Le cose mi stanno andando abbastanza bene, ho carte molto forti per combattere gli scherzetti e trovo tutti i cubetti più utili per il risultato finale. I miei avversari restano incastrati in un vicolo cieco di cubetti di basso livello. Uno si prende un paio di sberloni incappando nelle trappole delle stanze, l’altro pesca la prima sfiga che lo rallenta tragicamente.

Il nostro gruppo di amici ed il boss beone. Ci faremo una pinta insieme la prossima volta, vecchio mio

Dopo un’ora o poco più ho già tutto il materiale che mi serve per discutere la tesi. Ah, se solo la vita vera fosse stata così…

Vado davanti alla commissione ed espongo informazioni ed aneddoti dei Becchi della Valle Camonica, noti per la coltura del sorgo, per i formaggi grassi e stagionati e perché hanno il pelo lungo e le corna belle.

E’ un’apoteosi!

Strette di mano, abbracci, bacio accademico, gente in piedi sui banchi citando Whitman, le chiavi della mia nuova Yaris, fuochi d’artificio, una bottiglia di champagne del discount e una vacanza a Viserbella!

Il tutto mentre i miei onorati colleghi stanno ancora cercando di trovare l’uscita dalla Stanza del Vello Muschiato.

Ufficialmente il gioco non sarebbe finito, ma vista la distanza di punti gli avversari decidono di deporre le armi ed andare fuori corso. E pensare che alla mia vera discussione la relatrice non aveva neanche letto la tesi…

Gli studenti si apprestano a visitare la Valle Camonica ed il becco li spia di soppiatto

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