Il Collezionista di Prime Partite – Colleghi
Questa recensione è stata approvata da tutte le maggiori sigle sindacali.
Il mio amico Giorgio Galbusera mi ha fatto gentile dono di questo suo titolo edito da Creardo.
Prendo l’occasione per ringraziarlo e per complimentarmi nuovamente con lui come game designer originale e divertente.
Giorgio, alla prossima IdeaG mi devi una birra. ❤
Il gioco in breve: la vita in ufficio può essere una vera guerra! Problemi, bisticci, lotte di potere, vessazioni. C’è solo un modo in cui possiamo sperare di sopravvivere ed è passare inosservati, lontano dai radar. Perché il migliore verrà riempito di lavoro, il più lavativo verrà sgridato. Ma se riuscirete ad essere davvero mediocri potrete diventare i veri re tra i vostri colleghi.

Si crea una grigia con i cinque giorni lavorativi più gli straordinari del sabato. A turno ogni giocatore piazzerà una carta con un numero (da uno a sessanta) in uno degli spazi di questa griglia. Quando la griglia sarà completata il giocatore con il punteggio più alto di una colonna si prenderà il lavoro, quello con il punteggio più basso si prenderà un rimprovero dal capo.
Alla fine di tre settimane si controlleranno i punteggi. Chi avrà preso più rimproveri sarà licenziato e non parteciperà al conteggio finale! A questo punto colui con il punteggio minore sarà nominato… Niente, perché è proprio questo il fulcro del gioco, restare nell’anonimato! I punteggi che piazzeremo durante la partita potranno essere modificati dai caffè, santa bevanda corroborante alla quale non alzeremo mai un templio abbastanza fastoso.
I caffè potranno alzare o abbassare il numero, oppure ci permetteranno di giocare la carta a faccia in giù o potrebbero portarci al Santo Graal del lavoro dipendente, la mutua! Alla quale non alzeremo mai un templio abbastanza fastoso. Anche perché altrimenti ci verrebbe un’ernia. E sono almeno tre settimane a casa.

Se avete mai lavorato in un ufficio, il gioco potrebbe sembrare quasi un narrativo. Districarsi per evitare il meeting noioso, non essere quelli che si prendono carico dell’ordine in ritardo, girare attorno al lavoro extra che il capo ci scarica addosso per poter andare alle Seychelles… Chi non ha mai vissuto momenti come questi?
La partita scorre tra sberleffi, tristi ricordi, carognate. Ma anche con un sottile senso di strategia obbligatoria per poter capire su quali giorni rischiare, quando fare un colpo di scena con un caffè e quando possiamo permetterci un richiamo senza rischiare il licenziamento. Insomma ci si diverte, ma questo non toglie nulla al livello di impegno da investire.
Graficamente trovo il lavoro eccellente. I disegni sono splendidi e ci fanno vivere in prima persona le vicissitudini da colletti bianchi. La scatola è piccola e portatile, anche se in un formato particolare. Unica nota (ma è una questione di gusti personali): ho problemi enormi con le carte quadrate.
Un gioco assolutamente riuscito che è sempre un piacere intavolare. Una mezz’ora che passa in allegria, ma anche con una corretta spremuta di meningi.
Sempre che riusciate a riprendervi dalla tachicardia di tutti quei caffè
La nostra partita: The Gray Man
Dopo esserci scaldati e aver fatto conoscenza con qualche fillerino, propongo questo gioco tessendone le lodi.
Giorgio, aggiungici anche una pizza ❤

Si gioca a quattro ed io mi prendo il pensionato, essendo il più longevo al tavolo. O forse per come faccio le fotografie con il telefono. O perché non ci sento. O perché ho i capelli bianchi dalla seconda media.
Fate voi, io sono già abbastanza depresso.
Le mie prime carte sono ottime, quasi tutte verso i valori centrali a parte un 2 e un 57.
Mi premuro di piazzare il 2 su un richiamo di poco conto e poi piazzo la prima pugnalata al cuore dei miei compagni di tavolo.
Metto il 57 su un giorno con un lavoro da quattro punti, il terribile “Meeting con il CEO”. Tutti si sentono al sicuro e piazzano le loro. Il turno successivo ci metto sopra una mutua malvagissima e tutti mi guardano male.
Ragazzi, se c’è una cosa in cui sono bravo io è stare in mutua, per cui attenti a voi!
Alla fine della prima settimana sono costretto a prendermi lo straordinario, ma è tutto calcolato così al prossimo turno sarò il primo giocatore e avrò un caffè in più.

La seconda settimana ci sono in palio “Controllo qualità” e “Cliente furioso” e tutti cominciano a tremare.
Ma io lavoro nello stesso ufficio da diciassette anni e certi stratagemmi ormai li ho nel DNA.
A questo giro non prendo neanche una carta mentre l’ICT Manager si prende tre richiami e comincia a sentire la fredda lama del licenziamento sul collo.
Ragazzo, dovevi evitarti di guardare i telefilm al lavoro e fingere (rigorosamente fingere) di impegnarti un po’ di più!
Siamo alla terza settimana e cerchiata in rosso sul calendario c’è la data della riunione commerciale che assegnerà i punti.
I miei avversari hanno capito che sono l’avversario più tosto da superare, ma poco possono contro i miei caffè programmati all’esatto momento delle telefonate dei clienti!
Anche a questo giro racimolo pochissimi punti ed evito il terrificante straordinario del sabato mattina.
L’IT Manager viene giustamente licenziato. Ora non potrà più chiedere “Sicuro di aver acceso il pc?” a tutte le persone che lo chiamano.
Restiamo io, il belloccio e la tirocinante.
Il belloccio andrà alla grande il lunedi raccontando le sue avventure (al 90% inventate) in discoteca, ma qui si prende diciannove punti.
La tirocinante potrebbe avere un bel futuro davanti, sapendo già districarsi tra scarichi di responsabilità e “riunioni che potevano essere una mail”, ma comunque si porta a casa dodici punti.
Il mio pensionato che si lamenta per i giovani sempre attaccati ai cellulari, per le code dal medico e per i tatuaggi e le gonne troppo corte regna sovrano con un punteggio da record del mondo, DUE PUNTI!!!!
Giorgio, già che ci sei erigimi un templio abbastanza fastoso! <3
PS se qualcuno della mia azienda dovesse mai leggere questo articolo, ovviamente è pieno di menzogne e false piste. Vi potrei mai sembrare il tipo???????

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