Il pilota: Minority Report

Quando esce una serie basata su un film cult come Minority Report non si può non guardarla, ecco la mia recensione del pilot, che ve lo spoilera completamente.

La serie debutterà il 21 settembre su Fox ma, dato che io ho già visto il pilot, ho pensato di scrivere in anticipo questo articolo.

Ricorderete Dashiell, Arthur e Agatha, i tre fratelli precog del film, questa storia inizia dopo la chiusura del programma Precog e ruota attorno alla vita di Dashiell e al suo tentativo di trovare un equilibrio dopo aver passato anni in stato vegetativo. Siamo a Washington, corre l’anno 2065, sono passati 11 anni dagli avvenimenti del film con Tom Cruise.

Nota a margine: Arthur, come Conan Doyle, Dashiell come Hammet e Agatha come Christie, i nomi non sono proprio scelti a caso, ma questo probabilmente lo sapevate già.

Minority Report Dash LaraL’introduzione ci ricorda come sia nato il Programma Precog: i fratelli erano in grado di vedere un qualsiasi omicidio nel raggio di 100 miglia, giorni prima che accadesse. Questo programma è costato loro la vita: non hanno ricordi se non le loro visioni. Alla chiusura del Programma (chiedete a Tom Cruise le motivazioni) i precog vengono portati in una località segreta e liberati, ma la maledizione del vedere il futuro non li ha abbandonati.

Dashiell, Dash per gli amici (Stark Sands), vorrebbe tornare a una vita normale, ma non ci riesce. Continua a vedere il futuro degli altri, ma non il suo, tanto da dubitare di averne uno.

Il caso di Dash è un po’ quello dei reduci dalle infinite guerre che gli Stati Uniti intraprendono. Persone che servono la nazione e, una volta tornate a casa, non riescono più ad avere una vita normale. Per Dash la cosa è peggiorata dal fatto che tecnicamente lui non esiste. Non ha un passato, non ha amici, non ha uno scopo.

Ricorderete che era “il potere del trio” a consentire ai precog di dare informazioni precise all’unità precrime, per questo motivo tutti i tentativi di Dash di prevenire gli omicidi che vede falliscono miseramente. Agatha (Laura Regan), la sorella, cerca di dissuaderlo e gli chiede di tornare a casa con lei, ma Dash non sente ragioni.

Durante uno dei salvataggi infruttuosi di Dash assistiamo all’arrivo della polizia e viene introdotto quello che da subito appare un personaggio importante. Si tratta della detective Lara Vega (Meagan Good), che ci dà un assaggio di analisi della scena del crimine con realtà aumentata. La scena che avrebbe potuto essere di Tom Cruise se il film fosse stato girato oggi e non nel 2002, insomma.

Dash altera il proprio aspetto fisico con una sostanza chimica, in modo da non essere riconosciuto, e fa avere alla detective il suo quaderno degli schizzi degli omicidi che disegna quando ha le visioni.

Facciamo la conoscenza di un altro personaggio, il tenente Blake (Wilmer Valderrama), che cerca di prendersi i meriti del lavoro di Lara, metodo con cui si è guadagnato il grado di tenente. Il disegno di Dash aiuta la polizia a individuare l’assassino, che però, pur di non farsi catturare, si suicida.

Lara riesce a identificare e trovare Dash, durante il loro incontro quest’ultimo ha una visione, la donna capisce che ha di fronte uno dei Gemelli e lo convince ad aiutarla a salvare la vita alla persona che ha appena visto morire.

La visione riguarda un tale Van Eyck. Il cognome vi dice qualcosa? È quello dell’assistente del dottor Eddie, quello che cambia la retina a Tom Cruise nel film. Questo Van Eyck è candidato a sindaco, la sua idea è che la polizia deve usare la tecnologia e non dei “mostri”. Dash, che gli fa visita con Lara, non apprezza l’epiteto.

Alla ricerca del potenziale assassino del candidato sindaco ci imbattiamo nelle conseguenze delle azioni dell’unità precrime, all’Open Vista Treatment Center ci sono le persone individuate dai precog e condannate come futuri assassini, evidentemente liberati dopo la chiusura del Programma. La follia che li affligge è probabilmente dovuta più alle “terapie” imposte ai pazienti che a una reale malattia mentale.

Al centro Lara e Dash incontrano la figlia di un paziente condannato per il pre-omicidio della moglie che, a detta della figlia, amava alla follia. Un altro rapporto di minoranza cancellato? Chissà. Alla chiusura del Programma l’uomo è stato liberato ma la moglie era già morta di dolore e le cure gli avevano fritto il cervello a tal punto che ne aveva scordato il nome.

Abituatevi ai siparietti di Dash, che ha visioni variegate delle persone che incontra e ne parla sempre nel momento meno appropriato.

Una di queste visioni riguarda il padre della ragazza incontrata poco prima, un appassionato di piccioni viaggiatori, apparentemente innocuo, che però quando capisce che Dash sospetta di lui taglia la corda.

La visita di Dash a casa di Lara ci mostra uno scorcio della vita della donna. Mentre in TV va in onda la stagione 75 di The Simpsons arriva la madre di lei con un ragazzino, ci fanno pensare che sia il figlio, ma in realtà è il fratello minore. MOLTO minore. Nel quadro di famiglia manca il padre, morto quando lei aveva 6 anni, è questo il motivo per cui è diventata poliziotta.

La famiglia di Dash, invece, è più disastrata. Arthur è sparito. Agatha pensa l’abbiano rapito, Dash è sicuro che sia vivo, perché ne ha percepito la presenza tempo addietro e intende ritrovarlo.

Minority Report Dash

Mancava un punto di contatto con il film? Ecco Wally. Ricordate la persona che accudiva i precog? Era la loro interfaccia col mondo reale e li ha aiutati a reinserirsi nel mondo quando sono stati liberati. Se non avete visto il film, niente paura, Wally ci rammenta che per accettare l’Unità Precrime la gente doveva credere che gli omicidi fossero destino e che le persone non potessero cambiare il proprio futuro, ma esistono dei rapporti di minoranza che provano il contrario. Previously on Minority Report.

Con l’apparecchiatura rudimentale di Wally è possibile vedere le visioni dei precog, scopriamo così che l’arma che dovrebbe uccidere Van Eyck è… un piccione. Il colpevole era proprio l’uomo dell’Open Vista Treatment Center, ma una volta arrestato resta ancora a piede libero la figlia, che cerca di portare a compimento la vendetta del padre.

Lara e Dash la fermano in tempo, e quest’ultimo cerca di suicidarsi con il piccione avvelenato telecomandato, ma Lara e Wally gli danno speranza, lui lo inserisce “nel sistema”, rendendolo una persona a tutti gli effetti, lei diventa sua amica e gli regala un oggetto d’epoca: un iPod.

Tutto è bene quel che finisce bene, ma una volta tornato a casa, Dash riceve una chiamata molto disturbata, è Arthur, che dice “I need your help”, “Devi aiutarmi”.

The End.

Minority Report Dash Lara Arthur

Non credo di essere in grado di dare un giudizio netto su questa serie, da una parte c’è il tratto procedurale classico, che non la rende particolarmente interessante, dall’altra c’è l’ambiente in cui si svolge e c’è una traccia che Minority Report ha lasciato in noi che va ben oltre l’agitare nel vuoto le mani fingendo di spostare qualcosa.

Sicuramente è un procedurale, come dicevo, quindi mi aspetto il caso della settimana, che non ci sia niente di romantico tra i protagonisti e che Arthur non abbia perdonato quello che gli è stato fatto. Arthur si unirò alla squadra, è poco ma sicuro, bisogna solo vedere quanti episodi saranno necessari. Io mi sbilancio su un tre.

Insomma, la prima impressione non è negativa, vedremo se gli autori sapranno sfruttare le potenzialità che la storia racchiude.

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