Buon compleanno Kelly Marie Tran, alla faccia degli hater (che non sono fan di Star Wars)

Nell’occasione del compleanno di Kelly Marie Tran ospitiamo su Geek.pizza un intervento di un amico che della vergognosa campagna di odio di alcuni sedicenti fan di Star Wars.

Oggi compie 30 anni Kelly Marie Tran, l’attrice americana di origini vietnamite che ha interpretato Rose Tico in Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Per coloro che la seguivano sui social media, me compreso, Kelly ha rappresentato un faro di gioia e positività quotidiane, con i suoi post allegri e pieni di innocente felicità su come la sua vita fosse cambiata dopo aver ottenuto un ruolo importante nel film diretto da Rian Johnson.

Scrivo “seguivano”, al passato, perché come molti di voi sapranno Kelly è stata costretta a fare tabula rasa del suo profilo Instagram a seguito di una vera e propria campagna d’odio, perpetrata contro di lei da una falange di “fan” di Star Wars, inferociti con Lucasfilm e Disney per le scelte narrative compiute nell’ottavo episodio della saga.

Nonostante il supporto dei suoi colleghi, dei fan, di numerose personalità del mondo dello spettacolo e non solo, la giovane attrice ha mantenuto un silenzio stampa quasi assoluto da allora, se non per un’intervista rilasciata al New York Times lo scorso 21 Agosto, in cui ha affermato con forza che “non verrà marginalizzata dal bullismo online”.

Il suo profilo Instagram era una finestra su Hollywood diversa da qualsiasi altra io abbia mai visto. Questo perché, in un certo senso, Kelly è molto più vicina a noi della maggior parte degli attori: una ragazza normale che ha lavorato duro per raggiungere il proprio sogno e che per alcuni meravigliosi mesi ha voluto condividere con i suoi follower la propria esperienza. Genuina, sempre sorridente, capace di commuoversi abbracciando una bambina in cosplay da Rose, è difficile immaginare qualcuno che possa meritare meno di lei il trattamento che le è stato riservato.

Ecco alcuni screenshot, provenienti dai commenti sotto i suoi post, ma anche da Twitter, Reddit e 4chan, che mostrano il genere di insulti che ha ricevuto: razzismo, sessismo, accuse assurde come quella di promuovere la molestia sessuale per “aver baciato Finn senza consenso”, c’è tutto il peggio che Internet possa offrire.

Particolarmente orrendo il tweet dello youtuber con idee di estrema destra Paul Ramsay, che prende di mira l’aspetto fisico di Kelly paragonandola a Grace Park (attrice canadese di origini coreane, celebre per aver interpretato Sharon “Boomer” Valerii in Battlestar Galactica), aizzando di conseguenza i suoi follower a partecipare alla gogna.

Una sedicente “fan page” ha perfino rivendicato la campagna di odio riversata su Kelly, citando anche Kathleen Kennedy, produttrice del film e presidente di Lucasfilm, e Daisy Ridley, interprete di Rey, che si cancellò da tutti i social media a seguito degli insulti ricevuti per il suo ruolo ne Il Risveglio della Forza.

Nel loro delirio di onnipotenza, questi “manbabies”, come li ha definiti Rian Johnson su Twitter, sono arrivati a chiedere di restituire a Star Wars il suo “eroe maschio bianco eterosessuale”. Una simile affermazione dovrebbe essere sufficiente a mostrare la bassezza di questa fetta di fandom.

Tuttavia, anche commenti più “soft” come gli insulti al personaggio di Rose o al lavoro di Kelly sono da condannare. Una critica costruttiva, o anche un semplice “non mi è piaciuta la sua performance” può starci, ma il continuo e reiterato attacco alla propria professionalità può davvero spingere un’artista, specie un’esordiente come lei, sull’orlo della depressione.

Ciò che è successo ad Ahmed Best, interprete di Jar Jar Binks, non va mai dimenticato. L’attore ha infatti recentemente raccontato, in un video-denuncia su Youtube, di essere arrivato a tentare il suicidio a seguito della gogna mediatica subita dopo l’uscita de La Minaccia Fantasma, fermandosi solamente quando aveva già scavalcato il parapetto del ponte di Brooklyn. Letteralmente a un passo dal baratro.

Come fan di Star Wars, ritengo sia nostro dovere far sentire la nostra voce e supportare gli attori e i membri della produzione della saga e difenderli da questo genere di attacchi con tutte le nostre forze.

Qualunque sia l’opinione di ciascuno di noi su un film o l’altro, nessun professionista merita di venire insultato mentre compie il proprio lavoro, tanto meno per il suo aspetto, le sue origini, il colore della sua pelle o l’orientamento sessuale.

D’altronde, come dice Rose alla fine de Gli Ultimi Jedi, “è così che vinceremo: non combattendo  ciò che odiamo, ma salvando ciò che amiamo.”

Valentino Notari

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