Lo spacciagiochi: Big Monster

Oggi vi parlo di un gioco provato a Play che ha avuto un successone tra parenti e amici: Big Monster.

Sei un esploratore in viaggio nello spazio, in cerca di nuovi pianeti per la Federazione e ne hai appena scoperto uno non presente nel database! Ti si presenta l’occasione di identificare nuove creature, scoprire risorse rare e compiere missioni intergalattiche.

Big Monster è un gioco di Dimitri Perrier per 2-6 giocatori dai 10 anni in su (ma fate finta che abbia detto 3-6 giocatori, dopo vi spiego) della durata di 20-30 minuti

Nella scatola

Nella scatola troverete una plancia comune, una montagna di tessere di cartoncino (150 singole + 17 doppie, di partenza) e 38 gettoni trofeo. La scatola è di dimensioni contenute (come quella di Topiary o Otto Minuti per un Impero, indicativamente) e, una volta tanto, è ben dimensionata e decisamente pesante rispetto a quanto ci si aspetterebbe.

Big Monster – Fine partita

Il setup

Il setup può richiedere un po’ di tempo, per cui vi consiglio di dividere le tessere in sacchettini, in modo da poter escludere in un attimo tutte le tessere non adatte al numero di giocatori al tavolo o quelle speciali (se avete l’edizione Kickstarter).

La plancia centrale viene posizionata al centro del tavolo e su di essa vengono posti dei gettoni missione.

Le tessere vengono divise in pile da 10 tessere ognuno riceve due tessere di partenza (dimensione doppia), ne sceglie una e la posiziona dinnanzi a sé a faccia in su: questo è l’esploratore che arriva sul pianeta. L’altra va messa a faccia in giù accanto alla propria area di gioco: questa è l’astronave dell’esploratore.

Consegnate un mazzetto di tessere a ogni giocatore e si è pronti a partire.

La partita

Nel proprio turno, il giocatore prenderà una tessera dalla propria mano e passerà le altre.

La tessera scelta dovrà essere rivelata simultaneamente, una volta che tutti l’hanno scelta, e posizionata dinnanzi a sé. Il vincolo è solo che sia adiacente ortogonalmente (non in diagonale, insomma) a una tessera già presente sul proprio “pianeta”.

Ogni tessera ha un colore (tipo di territorio), e un valore in punti vittoria, per molte di queste è l’adiacenza a rappresentare il fattore chiave per fare punti (es. tutte quelle che hanno un frammento di cristallo disegnato sul bordo devono trovare il frammento “gemello” per fare punti extra) o il numero di tessere di un dato tipo (es. ogni rana fa tanti punti quante sono le rane sul pianeta).

Guardate, due rarissimi Big Monster!

Degne di nota sono le tessere del Big Monster: una tessera Big Monster rappresenta metà creatura (destra o sinistra) e vale 1 punto, ma se riesco a posizionare l’altra metà del Big Monster adiacente ad essa, i due “1” ravvicinati conferiscono ben 11 punti a fine partita.

Altre tessere peculiari sono quelle “del Wi-Fi: sono tessere glaciali che valgono 0 PV a fine partita, ma sono in grado di far mutare alcune creature, se messe esattamente dinnanzi alla fonte di radiazione, rendendone il valore anche parecchio più alto (in figura, sopra la tessera iniziale, potete vedere una creatura da ben 15 punti).

Quando un giocatore ottiene un numero di tessere pari a quello indicato su uno dei gettoni obiettivo (es. x tessere con un determinato colore, 5 territori diversi, 2 “Big Monster” completi, etc.), lo prende dalla plancia centrale, varrà punti vittoria extra a fine partita.

Alla fine della mano di tessere (l’ultima si scarta) si procede con una seconda manche. Quando anche la seconda è terminata, si procede al calcolo del punteggio.

Semplice, no?

Banale?

Beh, sì, se non fosse che il draft è molto particolare e ha una modalità di gioco che richiede la cooperazione, è qui la forza di Big Moster.

Torniamo al momento di scelta della tessera, vi ricordate che ogni giocatore ha una tessera astronave dinnanzi a sé? Ecco, non appena avrete scelto cosa tenere dalla vostra mano, dovrete posizionare il vostro mazzetto sull’astronave di un altro giocatore, più velocemente possibile. Non potete assegnarvi il vostro mazzetto, a meno la vostra non sia rimasta l’unica astronave libera.

Il draft è in tempo reale e a scelta del giocatore, per cui se è vero che il gioco appare come un solitario di gruppo, in realtà l’interazione indiretta è altissima, poiché è il più svelto a decidere a chi assegnare il mazzetto, potenzialmente mettendo i bastoni fra le ruote a chi sta vincendo.

Il gioco dà il meglio di sé in 4 (in 6 non l’ho mai provato), perché in quella configurazione si può giocare a squadre.

La particolarità del gioco a squadre è che, al momento di dare il proprio mazzetto a qualcun altro, la scelta non è solo tra una squadra e l’altra: se si vuole dare un mazzetto agli avversari, si cercherà di darlo a quello che beneficerà meno di quelle tessere. Volete impedire a un avversario di dare le sue tessere al compagno di squadra? Facilissimo. Dovete “solo” essere più svelti e mettere sull’astronave del suo compagno le vostre tessere. Vi siete tenuti tutte le tessere migliori e avete snobbato il vostro compagno di squadra? Pessima idea, ogni squadra calcola il punteggio di ambedue i giocatori ma è valido solo il pianeta con il punteggio inferiore, quindi se avete fatto 100 punti, ma il vostro alleato solamente 20, il punteggio della squadra sarà 20.

Conclusioni

Big Monster è un gioco che è piaciuto parecchio a chi lo ha provato con me, di norma una partita tira l’altra, credo di averne fatte quasi sempre almeno tre di fila.

Partiamo dal punto dolente: Il gioco in due non è interessante. Ha regolamento ad hoc per il draft delle tessere che ha un che di Kingdomino, ma senza essere Kingdomino. Certo, sulla scatola c’è scritto 2-6 giocatori, ma anche sulla scatola di 7 Wonders c’è scritto che si gioca in 2. 7 Wonders in due è un gioco orrendo, in 6-7 è pescare carte e sperare che arrivi qualcosa di decente, mentre in 3-5 è uno dei giochi che preferisco. Big Monster non è un gioco da 2 e, secondo me, non dovrebbe aver paura a dirlo al mondo. Ci sono regole speciali anche per giocare in 3, ma vi consiglio il regolamento classico.

Lati positivi.

Big Monster è un gioco rapido (20 minuti a partita), dinamico (non si sta fermi un istante) e divertente.

Come dicevo sopra, una partita tira l’altra, proprio perché, una volta capite le pochissime regole, si parte velocissimi e, una volta chiusa la prima partita e capito meglio il gioco, si è subito pronti a ricominciare.

Dinamicità e divertimento sono sicuramente due parole chiave di Big Monster, innanzi tutto c’è una componente fisica del consegnare le tessere a uno degli avversari che rasenta la dinamica di Fantablitz (che una volta si chiamava Fantascatti, ma ora non più). Questo momento di ogni turno scatena spesso situazioni divertenti, con mazzetti di tessere che vengono quasi lanciati per essere assegnati a un avversario o un alleato. Attenzione, però, il gioco non è caciarone, anzi! Dovete ragionare sulle tessere da giocare, perché Big Monster è un mix di tattica e strategia, ci sono tessere che fanno fare punti sul lungo periodo e bisogna prestare attenzione a chi le prende, altrimenti la sconfitta è praticamente assicurata.

Dal punto di vista delle illustrazioni, visto il pubblico a cui il gioco si risolve, io credo che le creature siano molto azzeccate e le tessere di buon cartoncino resistono anche a un utilizzo intensivo. So che c’è interesse a portare in Italia questo gioco e spero che la cosa si concretizzi, vi faremo sapere!

In attesa di giocare a Big Monster, vi consiglio di fare un salto su MagicMerchant.it

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