Dig your way out: scappo anch’io! No, tu no!

Dig your way out: scappo anch’io! No, tu no!

C’è scampo per un detenuto soltanto, gli altri resteranno appesi alle lenzuola! Oggi si parla di Dig Your Way out di 3 Emme Games.

Nota, in teoria questo sarebbe un articolo della rubrica Verso Play, anche se è un po’ diventatata “Verso Play@Home”.

Costretto a restare in casa più tempo di quanto vorresti?

È l’occasione giusta per essere positivo: fai l’amore più spesso e senza fretta, scopri la TV da NON guardare, rispolvera vecchi giochi che ti avevano fatto emozionare (a proposito, sai che ristamperanno Seasons?) o a cui avevi giocato davvero troppo poco, scoprine titoli nuovi e… scavati una via di fuga!!

Un cucchiaio salva la vita

Dig your way out – il gioco di David Simide per 2-6 giocatori Borderline Editions portato in Italia da 3 Emme Games – ci invita ad evadere (non solo con la mente) dal penitenziario di Blackgate, da dove tutti vogliono scappare, ma che soltanto uno lascerà: gli altri, ahiloro, saranno bloccati dall’allarme e torneranno mestamente nelle loro celle.

Dig you way out è un gioco competitivo (c’è collaborazione ed empatia nelle carceri tra i detenuti che condividono lo stesso destino? Proprio no!) in cui, ad ogni turno, il giocatore deve scegliere quali azioni intraprendere – alcune di esse dipendenti dal luogo in cui si trova – per raggiungere l’obiettivo finale di punti “Tunnel”, attraverso la creazione, oppure l’acquisto, di pale, picconi e cucchiai utili per scavare, un po’ alla volta, la propria via di fuga.

Dinamiche e considerazioni di gioco

Le azioni possibili in ogni turno sono due tra le seguenti:

  • Fare una ricerca: pescare carte (in numero variabile a seconda dell’area del tabellone) per ottenere materiale utile a costruire strumenti “scavanti”, armi per intimidire gli altri detenuti, oggetti rari da vendere per guadagnare sigarette (la moneta di scambio nell’ora d’aria), accessori alla moda per essere degni di entrare in una gang (e ottenere, quindi, protezione) e azioni
  • Muoversi: spostarsi in altri luoghi del carcere
  • Affiliarsi ad una gang: nella maggior parte dei casi, vuol dire acquisire un’azione permanente
  • Giocare delle carte azione
  • Intimidire un avversario nel tuo stesso luogo, per estorcergli eventuali pale, picconi o cucchiai in suo possesso
  • Costruire, con i propri mezzi, uno degli strumenti di cui sopra
  • Scavare nel blocco detentivo per guadagnare punti “Tunnel”
  • Rubare un cucchiaio in mensa
  • Curarsi dai pestaggi in infermeria
  • Vendere e comprare nell’area ricreativa

Azioni opzionali ed aggiuntive sono rivelare il proprio “precedente” – vale a dire attivare un’abilità dipendente dalla realizzazione di una specifica circostanza – e attivare l’azione della gang a cui ci si è affiliati.

Se in alcuni casi, le azioni da intraprendere sono quasi “telefonate” (e non al proprio avvocato…) – perché hai pescato carte poco fauste o perché ti trovi in luoghi che ti danno poca libertà di scelta – nella maggioranza dei casi ci si trova a decidere tra diverse opzioni, e bisogna farlo con una certa oculatezza, anche tenendo conto dei possibili movimenti strategici degli avversari.

In questo gioco, infatti, si può raggiungere il proprio scopo intraprendendo condotte diverse ed antitetiche, che delineano – senza formalizzarlo, perché il gioco non ne fa cenno, bensì in maniera del tutto spontanea – i ruoli che potrebbero crearsi in un vero carcere: il bullo che si fa forte della paura altrui, colui che guadagna per se stesso favori procacciando beni di primissima necessità (ad esempio, giornaletti porno) agli altri, chi fa “branco”, chi si fa gli affari suoi e passa inosservato, cucchiaino dopo cucchiaino…

Riuscire a capire la strategia altrui ed anticiparne i movimenti è fondamentale per evitare, ad esempio, di trovarsi sguarnito di armi nella stessa stanza di un attaccabrighe che vuole rubarti un piccone appena costruito, oppure con 2 pestaggi accumulati quando si vorrebbe scavare un po’ nella solitudine della propria cella (tutto ammaccato, figurati se riesci a tenere in mano una pala!).

Il gioco prevede anche l’utilizzo – opzionale, consigliato principalmente per duelli – di un detenuto (Michael, che ha anche la sua controparte femminile in Michelle, come tutti i personaggi e le carte del gioco) guidato dal gioco stesso, che contribuisce a mettere i bastoni fra le ruote ma che non ha lo scopo di scappare (forse si trova meglio lì che a casa sua…). Inoltre, se si è in numero pari di giocatori è possibile scontrarsi a squadre, una modalità in cui la collaborazione e la pianificazione comune delle azioni da intraprendere è assolutamente fondamentale.

Impressioni

È proprio durante una sfida a squadre che, con il gruppo di gioco, abbiamo realizzato che questo titolo è governato da un fortissimo ed inatteso (lo ammetto, non immaginavo fosse così ben studiato) equilibrio: non è mai detta l’ultima parola, con le mosse giuste al momento giusto l’agognata libertà può essere raggiunta in breve tempo molto prima di avversari già provvisti di sacchi di pale e picconi degni di un agricoltore.

  • La componentistica è di ottima qualità (peccato solo per le miniature non in plastica)
  • disegni sono capaci di immergerti nell’atmosfera carceraria senza angosciarti
  • l’aspetto grafico/contenutistico – template delle carte, icone, stesura dei testi – è coerente e di facile comprensione
  • l’ambientazione è abbastanza originale (seriamente, chi avrebbe voluto l’ennesima scuola di magia in cui procurarsi i crediti per guadagnarsi le vacanze di Natale)
  • le meccaniche non rappresentano nulla di “miracoloso” ma riescono a garantire…
  • …una discreta longevità, soprattutto grazie alle abilità differenziate delle gang e dei “precedenti”

Ora che sei pronto ad evadere, scappa su MagicMerchant.it, dove trovi Dig your way out disponibile dal 26 Marzo

Armando Intignano

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