Board Game Painting: dipingere le miniature

Siamo giunti all’ultima puntata della mia rubrica su come dipingere le miniature dei vostri giochi. Finalmente entrano in campo i colori e la vostra pazienza…

Nelle puntate precedenti, vi ho spiegato quali materiali vi sarebbero stati necessari e come preparare la miniatura a quella che sarebbe stata la parte divertente: la pittura. L’articolo precedente a questo invece parlava di come approcciare alla pittura prima di cominciarla, e lo potete trovare [qui].

Siamo arrivati all’agognato momento: dopo aver preparato adeguatamente la nostra miniatura osservandola, pulendola e primerizzandola, possiamo finalmente accingerci a dipingerla.

Per questo articolo mi sono avvalso della collaborazione di Aglar Galmìr, il mio elfo avventuriero che ha preso parte a tutte le mie battaglie con gli Elfi Silvani a Warhammer Fantasy e a molte avventure in svariati giochi di ruolo. Non so nemmeno a che gioco appartenga: me lo vendette un amico per 2 euro, e io lo presi con grandi progetti su di lui. Mi aiuterà a spiegare alcune cose lungo questa esposizione di tecniche.

Vi ricordate quando nell’articolo precedente vi avevo detto di fare un “piano di pittura”? Bene, ciò consiste nello stabilire le priorità di pitturazione delle varie parti del modello, quello che andrà fatto prima e quello che dovrà essere rifinito dopo.

In linea generale per le superfici più estese, partirete da quello che è “sotto” e procederete mano a mano con quello che si sovrappone: vale a dire che se c’è un personaggio con un mantello sulle spalle, dovreste dipingere prima la blusa e poi il mantello che la copre: in questo modo non rischierete di macchiare il mantello con il colore della blusa sottostante. Ricordatevi di partire dal “grande” ed occuparvi delle rifiniture tutte all’ultimo: questo vi permetterà di avere una visione generale del modello fino alla fine.


Campiture generali

Si comincia dipingendo ogni parte del modello con il suo colore base. Osservate bene le illustrazioni del modello che state dipingendo, selezionate i colori più adatti, e dipingete le superfici in modo uniforme. In questa fase è molto importante che manteniate una certa precisione: cercate di non sbafare troppo, siate decisi.

Il pennello non va mai usato picchiettando di punta, la pennellata deve essere morbida, con pennello a 45°, continua. Il pennello non va intinto fino alla radice delle setole, per evitare grumi di colore secco.

Controllate sempre la quantità di colore sul pennello dandovi una piccola pennellata su un dito o su una superficie, per capire bene se il grado di diluizione del colore è adatto o è troppo fluido o troppo secco: se è troppo fluido rischierà di scivolare tutto negli interstizi e nelle pieghe, se è troppo secco lascerà tratti troppo spessi e grossolani.

 

Non vi spaventate, con un po’ di pratica vi verrà naturale e acquisirete la vostra “dimestichezza pittorica”. State molto attenti a non coprire gli occhi, se vi riesce. Sarà più facile renderli più evidenti in seguito.


Lineatura e disegno

La lineatura è una linea sottile che si tira fra due colori contrastanti e serve a dare più risalto al loro contrasto. Per eseguire lineature è necessario che il colore sia un po’ più diluito e presente per lo più in punta. Ad esempio fra una manica e la pelle del polso.

Basta una linea sottilissima, uno scurimento del bordo, non è necessario che sia evidentissimo. Si fa con il nero, perché anche diluito riesce a scurire sufficientemente i colori.

Allo stesso modo vengono eseguiti i disegni (arabeschi, decorazioni, ecc.): la raccomandazione è essere morbidi, mai picchiettare o dare piccole pennellate perché l’effetto è molto grossolano. La linea deve essere il più possibile fluida e continua. Potete anche “provarla” un paio di volte senza appoggiare il pennello prima di eseguire una voluta, una ghirigoro, un disegno. Anche qui si parte dal colore base di un decoro, poi si aggiungono le parti scure e poi i colpi di luce.


Ombreggiature

Per le ombreggiature possiamo usare due tipi di colori: il marrone scuro quando i colori sono colori caldi (rossi, gialli, arancio), il blu di prussia quando i colori sono freddi (azzurri, blu, viola).

C’è chi semplicemente usa il nero per tutto quanto, ma i colori caldi tende a sporcarli, i colori freddi a incupirli: dipende un po’ dalla vostra sensibilità cromatica e dal vostro gusto.

I colori si usano facendo delle lavature sulle superfici che avete dipinto omogeneamente: diluite molto i colori, poi passateli sulle superfici; la loro diluizione farà sì che il colore si raccolga negli interstizi, nelle pieghe, nelle zone in ombra dando profondità alle forme, facendo risaltare le pieghe. Anche qui, fate delle prove per vedere se il colore è sufficientemente diluito o no, magari su un pezzetto di superficie.

Se in alcune parti vi accorgete che avete coperto troppo, asciugate leggermente il pennello e passatecelo di nuovo… assorbirà il colore in eccesso. Lasciate asciugare e verificate bene il risultato. Sarà possibile dover rimarcare qualche linea, oppure ripassare un po’ del colore base su qualche particolare.


Lumeggiature

Una volta marcati i punti d’ombra, è il momento di far risaltare quelli in luce. Anche qui i colori da usare sono diversi a seconda che i colori siano caldi o freddi: se sono caldi dovrete fare una miscela di colore base+giallo limone, se sono freddi una miscela di colore base + azzurro ghiaccio.  Non usate il bianco perché ammazza i colori desaturandoli.

Per lumeggiare una miniatura esiste una tecnica professionale e una tecnica dal lato oscuro chiamata DryBrush, “pennello asciutto”.

Con la tecnica professionale si procede ad una velatura delle luci: si intinge il pennello nella miscela precedentemente preparata, si diluisce un po’, si fanno prove per schiarire le pieghe e le superfici in luce. Il colore verrà in parte assorbito e schiarirà leggermente il colore base in quel punto, si aspetta che asciughi e si passerà un’altra volta con un tratto più sottile in modo che venga sempre più chiaro e brillante fino al risultato finale. Tecnica lunga, dai risultati morbidi e che non rovina i pennelli.

Il lato oscuro, il Dry Brush, invece, rovina il pennello, e quindi vi consiglio di usarne uno a fine vita o comunque non quello che usate di solito e che ha rese migliori. Si tratta di intingere il pennello nel colore, passarlo su un panno perché asciughi buona parte dell’umidità e poi passare il pennello radente alle parti da lumeggiare: il pennello secco “sporcherà” sempre di più solo le parti in luce dando il contrasto con il resto della superficie. Occhio che il dryBrush si può usare solo su particolari molto evidenziati e in rilievo, altrimenti è un po’ un pasticcio.


Gli occhi

Gli occhi sono la parte più difficile da dipingere, anche perché spesso hanno bisogno di una pupilla.

Qui di solito procedo così: li dipingo tutti di nero in modo da risaltarne la forma, poi con un pennello sottile dipingo il bianco all’interno cercando di lasciare il nero al bordo, poi, con la puntina del pennello, faccio la pupilla.

Lo so, sembra un massacro pittorico, ma a volte, nei casi in cui sono molto marcati, riesco ad agire all’opposto: li dipingo di bianco, lavatura leggera con il nero, aspetto che asciughi e faccio una puntina con il pennello per la pupilla.

 

 


Le Gemme

Per rendere in modo semplice ed efficace una gemma, non dovrete fare altro che dipingerla nel suo colore base, ombreggiarla nella parte in alto e lumeggiarla in quella in basso, al contrario di come fareste se la gemma fosse ad esempio una piega del vestito. Le gemme sono trasparenti, la luce le colpisce e ne illumina la base, lasciando in ombra la parte alta. In corrispondenza dell’ombreggiatura, fare una pallina bianca, il riflesso di una superficie lucida.

 


I particolari

Quando le campiture più importanti sono state fatte, potrete dedicarvi ai particolari tipo fibbie, cinture, anelli, suppellettili varie. Ricordate che se ci sono contrasti di colore è bene fare delle lineature.

Potrete anche lasciarvi andare anche al decoro tono su tono che fa sempre scena, o dare dei significati personali ai particolari di una miniatura cui siete particolarmente affezionati… come ho fatto io per le medagliette sulla faretra del mio elfo…

 


E se sbaglio?

Il mio insegnante alla scuola di fumetto diceva sempre che se inchiostrando una tavola avessimo fatto una linea sbagliata, prima di strapparsi i capelli avremmo dovuto valutare se quella linea poteva essere integrata nel disegno, se avrebbe potuto essere lo spunto per un particolare in più, una decorazione o un’ombra inconsueta. Questo perché sarebbe stato difficile asportare l’inchiostro da una tavola di carta.

Per il modellismo è un po’ diverso: dobbiamo agire tempestivamente e con rapidità, ma l’errore può, nella maggior parte dei casi, essere cancellato. Se ci accorgiamo di aver sbaffato una superficie colorata con un tratto non voluto, intingiamo subito il pennello nell’acqua e puliamolo, reimmergiamolo nell’acqua e poi passiamolo ancora fradicio sulla parte da correggere: il colore ancora mezzo fresco si scioglierà annacquandosi; asciughiamo velocemente il pennello su un panno e passiamolo sul colore annacquato: assorbirà acqua e colore.

Riptetiamo questa operazione un paio di volte e vedrete che il “danno” sarà recuperato.


Conclusioni

Esistono una infinità di effetti da dare alle miniature, dai metalli “non metalli” agli effetti cristallo, ai panneggi e via discorrendo. Non basterebbe un mese di rubrica per elencarli tutti e francamente sarebbe anche inutile per i propositi basilari che mi sono dato.

La cosa migliore che possiate fare, una volta padroneggiate le tecniche base, è documentarvi su internet, guardare foto di lavori, work in progress, tutorial o video (ce ne sono una marea).

 

L’ultima raccomandazione che vi faccio è: date sempre una bombolettata di vernice di finitura alle vostre miniature prima di giocarci. Non le renderà invulnerabili, ma le renderà senz’altro più “longeve”.


Spero di esservi stato utile con i miei piccoli consigli. Non sono stato esaustivo, ma penso di avervi dato buone basi per cominciare la vostra avventura di pittori.


E se voglio le miniature dipinte ma non voglio sbattermi?

Ma è semplice: basta rivolgersi a chi svolge servizi di pittura miniature. La richiesta di miniature pitturate è in continua crescita, quindi molti si cimentano in questa attività a prezzi altalenanti a seconda del grado di “effetto wow” richiesto.

Qui su Geek Pizza abbiamo la nostra Kiki (alias Chiara Grassi) che è veramente brava e onesta. Se vuoi farti un’idea di come lavora questa valente ragazza, fai un clic [qui].

 

 


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