Lo spacciagiochi – Zoo Goal

Lo spacciagiochi – Zoo Goal

Un gioco veloce per due persone, dove per fare goal serve fortuna, ma anche una gran faccia tosta.

Zoo Goal è un gioco per due giocatori dai 6 anni in su di Francesco Berardi, illustrato da Massimo Di Leo e pubblicato da Clementoni.

Durante la partita prenderemo il controllo di una squadra di calcio di animali antropomorfi e ci sfideremo all’ultimo tiro in porta, il tutto utilizzando solo un mazzo di carte e qualche segnalino.

La partita

Per giocare a Zoo Goal basta posizionare le carte verdi che raffigurano il campo da calcio sul tavolo, mettere il gettone “pallone da calcio” a centrocampo e scegliere con quali delle cinque squadre volete giocare.

Durante la partita, i giocatori avranno sempre in mano tre carte, ne giocheranno segretamente una per rivelarla simultaneamente, dopodiché ne pescheranno una dal proprio mazzo, se disponibile. Chi mostrerà il calciatore con il valore più alto avanzerà di un passo verso la porta avversaria, fino a che non verrà segnato un goal. Se uno dei due giocatori mostra una carta che raffigura l’arbitro o c’è parità, il pallone resta dov’è.

Il portiere degli ippopotami ha vanificato il tentativo di tiro in porta dalla distanza delle scimmie.

Com’è ovvio, dopo un goal si riparte da centrocampo, ma chi lo ha segnato si porta a casa un segnalino per tenere traccia del punteggio. La partita riprende giocando e pescando nuove carte, fino al fischio finale dell’arbitro (che coincide con l’ultima carta disponibile nella propria mano).

Rimescolate i mazzi, si parte con il secondo tempo, identico al primo, dopodiché verrà dichiarato il vincitore.

Considerazioni

Banale? Beh, innanzi tutto questo gioco è chiaramente una rivisitazione del classico “Guerra” che si gioca con le carte da Briscola, girando una carta dal mazzo e tentando la fortuna, ma qui c’è parecchio di più.

Innanzi tutto ogni giocatore ha tre carte in mano e dovrà cercare di “leggere” l’avversario prima di scegliere la carta da giocare, forte anche delle peculiarità della sua squadra e dei poteri speciali di alcune carte: vincere un contrasto con una carta che riporta un +2 o un +3 fa avanzare la palla di altrettante posizioni, mentre il calciatore di valore 1 vince sempre contro il 10 e l’11.

Le squadre hanno delle caratteristiche peculiari che vi porteranno a tattiche leggermente diverse: i canguri hanno due “+2” extra, gli scoiattoli due “+3” extra (ma su numeri molto bassi), i leoni vincono in caso di pareggio e così via. Potete anche mettervi a contare le carte, ma va un po’ contro la spensieratezza di questo gioco.

Conclusioni

L’avete capito, a Zoo Goal non potete giocare con le carte da Briscola, perché qui la meccanica cardine di Guerra è rimasta, ma tutto il contorno è cambiato. Avendo tre carte in mano, poi, entra in gioco la parte psicologica. La partita dura dieci minuti e sono dieci minuti di sfottò e bluff. Cercherete di entrare nella testa dell’avversario e portarlo a giocare la carta che vorrete voi, ma non sarà così semplice e voleranno insulti bonari quando la palla supererà la linea della porta e gonfierà, anche se solo nella vostra immaginazione, la rete.

Avete presente la bolgia della partita di calcio in Pomi d’ottone e manici di scopa? Ecco, questo è Zoo Goal.

Uno come me, amante del controllo, non dovrebbe nemmeno pensare di mettere sul tavolo questo gioco, eppure Zoo Goal, complice la durata ridottissima, mi ha divertito. Se state aspettando che qualcuno parcheggi e salga le scale per iniziare a giocare a qualcosa di più articolato, questo gioco può fare al caso vostro, ma anche se avete davanti un bambino di 6 anni, con una soglia dell’attenzione limitata, provare per credere.

Nota polemica: Zoo Goal Vs Tea For 2.

Nello stesso periodo di Zoo Goal è uscito anche Tea For 2, pubblicato da Space Cowboy (quelli di Splendor) e localizzato da Asmodee Italia. Il gioco è finito sulle tavole di centinaia di italiani, che ne hanno pubblicato foto in ogni dove, ma il suo unico merito è essere ambientato nel Paese delle Meraviglie. Tea For 2 prende l’ossatura di Guerra, aggiunge un sacco di orpelli e sovrastrutture e lascia che tutto si riduca a pescare una carta a caso. I giocatori fanno un sacco di cose, comprano carte, spostano lancette di orologi per compiere azioni speciali e via dicendo, ma ogni turno è determinato completamente a caso, girando la prima carta del proprio mazzo. Sostanzialmente ogni scelta operata dai giocatori è inutile. Ho visto giocare una partita a Tea For 2, ho voluto provarlo anche io per scrupolo, dopodiché è tornato nella scatola e verrà restituito al suo proprietario quanto prima.

Quando si dice che prendere un gioco che esiste e rivisitarlo è facilissimo, pensate sempre all’occasione che Tea For 2, purtroppo, secondo me ha sprecato e a come Zoo Goal, con due regolette ben studiate ha centrato in pieno l’obiettivo.

Per trovare giochi senza volare su un letto d’ottone o animare un esercito di armature, potete andare su MagicMerchant.it e se non avete colto la citazione, mi fate sentire un po’ vecchio.

Francesco "The Doctor"

Fondatore di Geek.pizza è stato per anni amministratore di Italiansubs con il nick di zefram cochrane prima di partire per strani e nuovi mondi. Tecnico informatico e traduttore, ama i telefilm, i giochi da tavolo e la pizza.

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