Giochi Atipici – Railroad Tiles
Railroad Tiles è uno di quei giochi che all’inizio ti sembrano “sempliciotti”, metti una tessera, prolunghi una strada o una ferrovia, fine. Poi però comincia quella magia sottile: ogni tessera ti apre una miriade di possibilità, un bivio mentale, un “eh ma se la metto qui poi chiudo quella tratta… oppure mi incasino la vita?”. Ed è lì che il gioco inizia veramente! Ma scopriamolo dettagliatamente insieme…
Railroad Tiles è un gioco competitivo per 1-4 giocatori, nato dalle menti di Hjalmar Hach e Lorenzo Silva edito da Horrible Guild e in Italia grazie a Cranio Creations. Potremmo definirlo lo spin-off del celebre Railroad Ink (Le strade d’inchiostro in italiano), il celebre roll & write, che confesso di non aver mai provato. Ammetto che inizialmente Railroad Tiles non mi avesse colpita: non sono un’amante del piazzamento tessere (anche se quest’anno qualcuno è riuscito a farmi ricredere). Poi però l’ho provato… e mi sono ritrovata a passarci serate davvero piacevoli. E per me vale una regola d’oro: se un gioco mi lascia la voglia di rigiocarci, allora funziona.

Siamo davanti a un titolo molto easy, perfetto per neofiti e giocatori occasionali. Un ottimo introduttivo al gioco da tavolo moderno, soprattutto quando, come nel mio caso, vi siete un po’ stancati di proporre sempre e solo Carcassonne. Quest’ultimo è il cugino chiacchierone che arriva alla festa e vuole subito il posto d’onore: più interattivo, più cattivello. Railroad Tiles invece non cerca lo scontro diretto: è più tattico e meno “battagliero”, e punta tutto sulla costruzione personale. Se Carcassonne ti fa litigare con gli amici su chi possiede quel maledetto prato, Railroad Tiles ti fa litigare con te stesso per capire dove mettere l’ennesima curva che non combacia mai quando serve. Anche visivamente il paragone continua: Carcassonne è colorato ed espansivo, Railroad Tiles è più pulito e lineare. Non ti strappa risate, ma ti regala un flusso costante e molto piacevole. Uno di quei giochi che, quando finisci, ti spingono a dire “ok, ne facciamo un’altra?”, cosa che lo ammetto a me qui è successa (e con Carcassonne… no). Ma andiamo con ordine.

I componenti in legno sono piccoli ma deliziosi (quelle macchinine mi ricordano un gioco che avevo da bambina). Le tessere invece non mi sembrano di cartone molto spesso e temo che, a forza di mescolarle, possano rovinarsi nel tempo. Il regolamento è chiaro, anche se la parte sulla scelta della tessera iniziale poteva essere spiegata un po’ meglio. Molto bella l’idea del breviario delle regole nell’ultima pagina (i regolamenti più fitti dovrebbero prendere esempio xD). L’iconografia è chiara, il comparto illustrativo è troppo semplice e minimal per il mio stile ma, mi dicono, è mutuato da Railroad Ink.

Quando ho giocato la prima volta ho pensato: “Ok, so già dove vuoi andare a parare”. Ma dopo pochi turni Railroad Tiles mostra quello che sa fare meglio: divertire e incastrare il cervello nel modo giusto. Il cuore del gioco è tutto nelle tessere: incastri, curve, snodi, binari e strade che si allungano come se volessero scappare dal tavolo. Sei sempre lì a fare micro-pianificazioni: “Se la metto ora, poi chiudo quella tratta… forse”. E quel forse è il vero motore del gioco. La sensazione è quella di costruire una rete elegante, quasi minimalista, dove ogni tessera è un piccolo puzzle risolto. È un gioco rilassato ma mai passivo: vi tiene attenti senza aggredirvi. Quello che più mi ha conquistata è la pulizia del flusso di gioco: niente icone inutili, niente regole piene di fronzoli. Solo voi, i binari, e il piacere di farli crescere con ordine. Vedere la mappa espandersi è quasi terapeutico.

La difficoltà non arriva dagli altri giocatori, ma dalle vostre scelte. Ogni turno si seleziona una fila di tessere: più a sinistra, meno tessere ma priorità nel round successivo. Ognuno costruisce sulla propria plancia (a differenza di Carcassonne, non c’è un mondo comune), e a fine round si piazzano gli elementi indicati dai segnali popolamento nella plancia stazione: auto, treni o pedoni. Ogni elemento vale 1 punto, più 1 punto per ogni altro dello stesso tipo nella stessa tratta. Alla fine dell’ottavo round si conteranno i punti per i gruppi di 3+ tessere urbane, il rettangolo più grande che hai composto, i punti delle stelle rimaste (piccoli jolly per piazzare gli elementi desiderati) e si perdono punti per strade o ferrovie interrotte (il gioco ne abbuona un massimo di cinque), e se presenti si conteranno i punti delle tessere obbiettivo. Con queste ultime si aggiunge un pizzico di varietà: io consiglio di introdurle dalla seconda partita, danno quel tocco in più che serve. Infatti, il difetto maggiore del gioco, purtroppo, è la longevità. Dopo qualche partita avrai visto la maggior parte delle situazioni possibili. Per esempio, se all’inizio escono molte tessere che chiudono i percorsi, saprai che a fine partita ne usciranno poche o nessuna.
La buona notizia? Cranio Creations ha già localizzato diverse espansioni, che non vedo l’ora di provare proprio per dare più pepe al tutto.

In conclusione, Railroad Tiles non reinventa nulla, ma è un titolo semplice, elegante e soddisfacente: ideale quando volete qualcosa di strategico ma senza drammi da piazzamento. A me è piaciuto, mi ha lasciato voglia di rigiocarlo e penso che recupererò qualche espansione. Se volete anche un parere diverso dal mio, il nostro mitico Francesco “The Doctor” Bavastro ve ne parla qui. E se Carcassonne rimane il re delle tessere feudali, Railroad Tiles è il gentiluomo tranquillo che ti invita a fare una passeggiata… e voi, come me, finirete sicuramente per dire: sì, volentieri!
Dategli una chance e recuperatelo su MagicMerchant.it, non ve ne pentirete!


