Hues and Cues: un tuffo tra colori pop e vibes anni 2000
Immaginate la scena: luci giuste, Rock Your Body di Justin Timberlake che pompa nelle casse e un tabellone che è un’esplosione di 480 colori diversi. Giocare a Hues and Cues mi ha ricordato un sacco i video musicali di inizio millennio: è frizzante, ti mette grinta e non è il solito gioco da tavolo statico. È fatto apposta per quando si è in tanti, si vuole fare casino e si ha voglia di quella carica pop che solo certi pezzi di quegli anni sanno dare.
L’esperienza: magenta o melanzana?
La bellezza di questo gioco esce fuori quando il gruppo è numeroso. Noi eravamo in 7 ed è stato perfetto. Il meccanismo è semplicissimo: devi far indovinare un colore usando solo una o due parole. Sembra una cavolata, finché non entri nel vivo e capisci quanto è difficile farsi capire senza fare disastri.

Vi dico solo che un mio amico, per darci un indizio su un colore che effettivamente si avvicinava molto alla melanzana, se n’è uscito dicendo proprio “Magenta”. A parte che nel gioco è vietatissimo pronunciare i nomi dei colori, la cosa fantastica è che non c’entrava nulla. Risultato? Lui ha totalizzato zero punti, noi lo abbiamo preso a parole per tutta la sera e le risate si sono sprecate.
Se posso darvi un consiglio per aggiungere un senso di sfida in più: giocate decidendo un tema specifico per gli indizi. Ad esempio, scegliete il “tema vibes anni 2000” e associate i colori solo a oggetti di quel tempo. Diventa tutto molto più bello e sfidante.
Tecnicamente è un Party Game (ovvero quei giochi veloci, con regole che spieghi in due minuti e che servono a far divertire tutti subito). Tutto si basa su come vedi le cose tu rispetto agli altri. Però occhio: proprio perché tutto ruota attorno alle sfumature, non è assolutamente adatto a chi è daltonico, sarebbe impossibile giocarci.
L’opinione onestissima
Il colpo d’occhio sul tavolo è una figata e le pedine sono fatte bene. Però, parlando chiaramente, la mia opinione personalissima è che non sia un gioco da fare ogni sera. Se lo usi troppo spesso con le stesse persone, finisce che vi capite al volo e sparisce il bello della sfida cromatica. È il titolo perfetto da tirare fuori per svoltare una serata, ma alla lunga può risultare un po’ ripetitivo.

Visto come vi ho anticipato prima, Hues and Cues non è adatto per chi è daltonico. Anzi, a voler essere schietti, forse avrei aggiunto dei mini simboli o un sistema di riconoscimento che agevolasse chi ha difficoltà a distinguere i toni; così com’è, purtroppo, taglia fuori una fetta di giocatori che non può godersi la sfida.
Ringraziamo Asmodee per la copia omaggio fornita per questa prova. Il gioco è disponibile su MagicMerchant.


