Anteprima: Shogun No Katana su Kickstarter

Anteprima: Shogun No Katana su Kickstarter

Dopo tre anni di gestazione, Shogun No Katana approda su Kickstarter sotto la bandiera di Post Scriptum / Placentia.

Federico Randazzo e P. S. Martensen firmano un gioco illustrato da Giorgia Lanza, il nuovo eurogame di Placentia che vede un 2020 con ben due nuovi titoli. Il primo sta per arrivare sugli scaffali, ovvero l’edizione decimo anniversario di Florenza che ha subito una serie di ritocchi e ammodernamenti, l’altro vedrà la luce alla fine della campagna su Kickstarter che parte oggi e, senza dubbio, andrà alla grande.

Da sempre le katane decidono gli esiti delle battaglie che hanno eletto o rovesciato le nobili e potenti famiglie che dominano le regioni.

Ma dietro tali capolavori si cela un’arte millenaria fatta di tecnica, disciplina e sudore versato nelle fucine più antiche sparse per il Giappone.

Custodi di antichi segreti, i mastri forgiatori hanno nelle loro mani il destino di intere casate e la storia del proprio Paese.

Ora sta a te, sei stato chiamato a far parte della Storia e portare avanti questa antica tradizione. Sarai in grado di offrire i tuoi capolavori ai più potenti Daimyo del Giappone e perfino allo Shogun in persona?

Shogun No Katana è un gioco di piazzamento lavoratori dove dovrete forgiare le migliori katane possibili per soddisfare le richieste dei vostri nobili committenti.

Il gioco ha una serie di elementi già visti, che i giocatori troveranno familiari e un cardine completamente nuovo. Questa meccanica, forse, vi ricorderà l’idea del tris di Wendake, il gioco di Danilo Sabia che ha preceduto Shogun No Katana nel catalogo Placentia ma questo progetto è nato persino prima di Wendake! Vediamo in dettaglio come funziona la fucina, attorno a cui tutto ruota.

La fucina è una griglia 5×4 dove andremo a forgiare le katane e viene attivata una colonna o una riga per volta. Tutte le katane sulla colonna o sulla riga attivata possono essere lavorate e mosse. Il concetto cardine è che per essere lavorate si devono muovere e viceversa.

Come funziona: una katana attivata deve ricevere la risorsa della tipologia richiesta dalla tessera katana (in ordine), nel momento in cui la riceve deve potersi muovere sulla riga o sulla colonna corrispondente alla risorsa stessa.

Ad esempio, nell’animazione qui sotto due katane ricevono acciaio e una riceve legno. Le katane si muovono, rispettivamente, in verticale scendendo sulla riga dell’acciaio e in orizzontale sulla riga del legno. La katana più a destra è ora completa e potrete consegnarla al committente.

Va da sé che questa azione è fortissima, se riuscite ad avere un discreto numero di katane nella fucina e ottimizzarne gli spostamenti, ma è anche molto pericolosa, perché si rischia di incastrarsi, con perdita conseguente di turni per riportare ordine tra le righe e le colonne.

Le plance presentano diversi spazi azione dove poter ottenere risorse, potenziare gli artigiani che abbelliranno le nostre katane, cercare il favore dello Shogun e il classico “diventa primo giocatore nel round successivo”. Dovrete ottimizzare le azioni su questi spazi per poi lavorare nella fucina e realizzare katane in serie, perché solo quando sarete esperti potrete iniziare a forgiare una katana da donare allo shogun (da cui il nome del gioco “La katana dello shogun”). In ultimo, potranno tornare comodi i nostri monaci, potremo usarli per compiere azioni addizionali, ma a un costo che lievita con il passare dei round (preparatevi a un salasso se volete usarli nel IV round)

Come ormai d’abitudine con i giochi Placentia, il gioco ha una durata fissa. Al termine del quarto round ci saranno da sommare un po’ di punti vittoria e verrà decretato il vincitore. Se vi sembra che si possano fare poche cose in quattro round non avete mai giocato a Wendake; state pure tranquilli che, alla fine, vi mancherà giusto un’azione per fare quel che avreste voluto fare: pianificate con attenzione, mi raccomando.

Il tabellone “rubato” dal regolamento.

Conclusioni

Non sono ancora riuscito a giocare al prototipo di Shogun No Katana, anche se spero di poterlo fare su Tabletop Simulator presto, ma ci sono un paio di cose che mi sono piaciute molto.

La prima ha poco a che vedere con le meccaniche di gioco (ma non è nemmeno del tutto vero) ed è l’ambientazione. I giochi Placentia hanno un’attenzione notevole in questo senso, lo si evince anche dalle note storiche o scientifiche che si trovano nei regolamenti e Shogun No Katana non fa eccezione, addirittura vi sono note qui e lì nel regolamento che spiegano dove andare a leggere per approfondire un determinato spazio azione o una meccanica.

La seconda cosa riguarda il downtime. Tra un turno e l’altro, se gli altri riflettono un po’ a lungo, ci si può annoiare, ma qui il problema è parzialmente risolto dal fatto che si gioca anche nel turno altrui. Determinate aree, tra cui l’Accademia dei decoratori e il palazzo dello Shogun forniscono vantaggi a chi le attiva, ma anche agli avversari (sebbene in modo più limitato).

Non mi dilungo ulteriormente, se non per una nota di colore, nel vero senso della parola. Quando ho visto le illustrazioni, l’occhio è corso subito a cercare il nome dell’artista e, per una volta, non è il solito Alan d’Amico. Complimenti quindi a Giorgia Lanza per il lavoro, che mi piace molto. Troviamo comunque Alan come scultore delle miniature (ma dove sono finiti i meeple? Tu quoque, Placentia!).

La campagna è appena partita, la trovate seguendo questo link, io ovviamente mi ci sono già fiondato.

Francesco "The Doctor"

Fondatore di Geek.pizza è stato per anni amministratore di Italiansubs con il nick di zefram cochrane prima di partire per strani e nuovi mondi. Tecnico informatico e traduttore, ama i telefilm, i giochi da tavolo e la pizza.

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